Archive for maggio 2008

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L’ITALIA DELLA FANTASIA

31 maggio 2008

Di Natale segna due gol, Camoranesi va a segno. Belgio arrendevole, ma i fantasisti italiani sono in forma

3-1 al Belgio. Un avversario molle, quasi assente, forse troppo passivo per un vero e proprio test pre Europeo. Donadoni ha messo in campo Aquilani invece che De Rossi, l’unica variazione all’11 che probabilmente giocherà contro l’Olanda. Dietro ha giocato Barzagli, e non Materazzi, che comunque potrebbe ritrovare un posto da titolare, magari contro la Romania. Di Natale ha confermato la sua ottima vena realizzativa, la punta esterna sinistra è la sua posizione ideale. Toni non ha segnato, ma è imprescindibile. Camoranesi è utile anche da trequartista, quando Del Piero è entrato per Di Natale e ha fatto la seconda punta. Poi è entrato anche Cassano: tridente vero con Del Piero e Toni, e poi Borriello, che si è mangiato un gol facilissimo, e tutti gli italiani hanno visto il fantasma di Inzaghi seduto a casa, sul divano: lo avrebbe segnato anche da lì il gol, Pippo. Pirlo invece, come sempre è il vero fuoriclasse, colui dal quale dipenderanno le sorti azzurre.
Comunque è una buona Italia, ha fantasia, forse manca un po’ di sostanza, ma De Rossi al posto di Aquilani dovrebbe mettere le cose a posto. Siamo fiduciosi. Lo spirito è buono, ma gli avversari non saranno certo remissivi come il Belgio di ieri sera.
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CASSANO RESTA A GENOVA, AMAURI HA FIRMATO

30 maggio 2008

Genova, il mercato parte da lì. Intanto Amauri è bianconero.


C’è chi parte, c’è chi resta, c’è chi potrebbe arrivare. Normale per una città di mare, normale per Genova. Anche calcisticamente è sempre stato così: i campioni, prima o poi, se ne sono andati, per poi tornare per chiudere la carriera (vedi Montella). Il Genoa perde Borriello: il Milan lo ha riscattato per 7 milioni di euro, inserendo nella trattativa Di Gennaro, quest’anno a Bologna. Così, il bomber azzurro torna a Milanello. Dovrebbe rimanerci, diventando la punta di peso, il colpitore di testa a lungo assente dagli schemi rossoneri. Se accetterà un ruolo defilato, rimarrà al Milan.
Cassano invece rimane alla Samp, che lo ha riscattato dal Real Madrid: non ha pagato un soldo alla Casa Blanca, il patron blucerchiato. I dirigenti sono riusciti ad accordarsi sull’ingaggio del giocatore, e hanno stabilito una serie di clausole: 18/20 mln la clausola rescissoria; 7 mln al Real se Cassano verrà ceduto entro un anno, 5, se entro due. Un grande affare: Cassano potrebbe, speriamo, uscire dagli Europei con valutazione raddoppiata.
Amauri ha firmato con la Juve. Difficile vedere un tridente con Del Piero e Trezeguet, più Camoranesi. Tre punte titolari però sono necessarie per campionato e Champions. E quindi, consiglio alla Juve di tenersi stretto anche Iaquinta, dato che Palladino partirà sicuramente.
La Fiorentina, sempre attivissima, è vicinissima a Vargas del Catania. Raggi è andato al Palermo. Barzagli, assieme a Zaccardo, al Wolfsburg (pazzesco). Abbiati torna al Milan.
Il mercato è caldo. Quando poi arriverà Mourinho, diventerà incandescente.

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CIAO MANCIO, GRAZIE!

29 maggio 2008

Ufficiale l’esonero di Mancini: il pensiero di Lucio

Scrivo solo ora, ora che è arrivato il comunicato ufficiale, ora che so che Mancini non è più il mio allenatore. Mi dispiace, lo dico sinceramente. Non potrebbe essere altrimenti. È grazie a lui se sono Campione d’Italia, se ho vinto campionati (2, 3, fate voi), Coppe Italia e Supercoppa. È grazie a lui se l’F.C. Internazionale è tornata ad essere una società seria, capace di pianificare, di programmare presente e futuro. Di acquistare gente come Maicon, Maxwell, Cambiasso, Julio Cesar, di lanciare Pelè e Balotelli. Di acquistare Ibrahimovic, Chivu, Vieira. Di vincere i derby, di surclassare la Roma, di dominare, di vincere all’ultimo secondo, di gioire come dei pazzi per uno scudetto bellissimo. Di parlare fuori dai denti, di dire a Moggi che era un farabutto, di dire che il Milan ci stava sulle palle, di dire ai giornalisti che erano faziosi e burattini. Sono tanti motivi, sono tanti e validi, da far pensare ad una follia, all’ennesima ricaduta del Presidente padrone capriccioso.
Non è così. Quando il Mancio dopo Inter-Liverpool aveva sbottato, beh lì aveva scritto il suo destino, inutile sorprendersi. Moratti, criticabile quanto volete, è il padrone, può disporre come vuole dei suoi soldi, e se ritiene che Mancini non sia più affidabile, è giusto e doveroso che lo licenzi. La cosa che più mi spaventa, qualsiasi sia il successore (chiaro che sarà Mourinho), è che l’Inter deve ricominciare daccapo proprio quando aveva vinto. Non è una rifondazione dopo una stagione fallimentare, è una rivoluzione dopo una vittoria.
Con Mancini, avevamo acquisito quella normale sicurezza, quel passo non bello ma vincente (almeno in campionato), che sarà difficile ripercorrere fin dall’inizio.
Perché Moratti vi ha rinunciato? Perché non vedeva più la serenità necessaria, perché forse temeva che Mancini avesse perso grinta, autorità e voglia di combattere.
Se Mourinho dovesse arrivare e non vincere il campionato: beh, sarebbe un fallimento tremendo, intollerabile per i tifosi. Mancini non ha vinto subito, ma un anno di attesa in più non fece la differenza. Mourinho, in caso di fallimento, spezzerebbe una dolce abitudine. È questa l’unica cosa che mi spaventa.
Ringrazio ancora Mancini, sono stati anni belli, in cui ho conosciuto a fondo la sua Inter, le sue idee, ho capito le sostituzioni, sapevo chi avrebbe spostato in campo e perché. Ero entrato in sintonia, pur a volte criticandolo. Sarà difficile per me, come per tutti, almeno all’inizio, ripartire da zero.
C’è una sola cosa che non mi spaventa e mi permette di accettare tutto: l’amore per l’Inter. Conta solo quello. Perché l’Inter non è di Mancini, né di Mourinho, né di Moratti. L’Inter è degli interisti, l’Inter è mia. E nessuno potrà mai spostare gli equilibri. Né un allenatore, né un presidente.
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LAVORI IN CORSO

29 maggio 2008

Cari lettori,

ci scusiamo con voi ma oggi il blog sarà in manutenzione, stiamo lavorando e sudando per voi nel tentativo di dare al blog una nuova e più accattivante veste grafica. Tutto il nostro nutritissimo staff- io e il Lucio- è impegnato in una riunione-fiume. Vi ringraziamo per la pazienza e ci scusiamo per il disagio. A presto con il nuovo Calciofilia.

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PRIMO BOTTO: GILA VIOLA

28 maggio 2008

Gilardino alla Fiorentina: i Viola scatenati sul mercato

Raggiunto il 4° posto, Corvino ha iniziato a sfruttare i milioni messi a disposizione da Della Valle. Dopo Jovetic, ragazzo prodigio che farà spettacolo, dopo il centrocampista rivelazione della Liga, Felipe Melo, ora il colpo grosso, sebbene non inaspettato: 15 milioni di euro al Milan, ed ecco Alberto Gilardino. Che ritroverà Mutu e Prandelli, e questo è già un buon motivo per credere che farà bene. Al Milan ha segnato 17 gol alla prima stagione (+2 in Coppa Italia) , 12 la seconda (2 gol in Coppa Italia e 2 in Champions) e 7 quest’anno (2 in Champions). Non poco, ma neanche abbastanza. Nel senso che Gilardino non ha mai reso per quanto ci si aspettava, non ha avuto la personalità per giocare a San Siro, non ha avuto il carisma per diventare il perno dei rossoneri. A Firenze, sarà il terminale di una squadra agile, tecnica e giovane, ma soprattutto non avrà su di sé quel peso della responsibilità che lo ha schiacciato fin dal primo giorno in maglia Rossonera.Da domani, Alberto Gilardino, potrebbe tornare ad essere l’uomo da 23/24 gol a stagione in serie A.

La Fiorentina è davvero scatenata: a breve si attendono l’ufficializzazione di Comotto, Barzagli e Revelliere. Poi si punterà su Vargas. Pazzini verrà ceduto, Liverani è andato al Palermo, a Vieri non verrà rinnovato il contratto. Cacia verrà piazzato in qualche operazione di mercato. Mancherebbe ancora un centrocampista sopra le righe per far si che la Fiorentina possa dire la sua già dall’anno prossimo, sia in campionato che anche in Champions, preliminare permettendo.

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LA VECCHIA INTER

28 maggio 2008

Il pensiero di Mario Sconcerti sull’imminente esonero di Mancini

Torna di colpo la vecchia Inter, quella maldestra e poetica di Moratti, capricciosa e confusa, totalmente fuori dalla realtà. Il presidente paga 10 milioni pur di disfarsi di un uomo che stima e che ha vinto quasi come nessuno all’Inter, l’ultima volta appena 10 giorni fa. Lo spreco di soldi e sentimenti raccontano forse in modo definitivo l’impossibilità di Moratti di avere con le cose del calcio un rapporto corretto.

Mancini paga lo sfogo di una notte in cui mandò tutti a quel paese. Lo fece con educazione e stress, ma lo fece e segnò il suo destino. Moratti lo tolse di colpo dai supereroi. Moratti ha una visione seriamente wagneriana dei propri dipendenti. Devono avere quello che lui non ha, la possibilità inappellabile di trasformare la poesia in realtà. Non basta vincere, bisogna essere epici. Mancini era appena inciampato sull’orlo di una crisi di nervi. Quella è stata la fine, quella notte stessa Moratti decise che avrebbe chiamato Mourinho. Un altro eroe con cui perdere due anni di decodificazione e continuare a illudersi che esista il Walhalla. Non è vero che Mancini avesse un pessimo rapporto con lo spogliatoio. Aveva un brutto rapporto con due-tre giocatori che non faceva giocare (Crespo, Figo, spesso Chivu). Ma se avesse fatto giocare loro avrebbe avuto un brutto rapporto con gli altri tre che rimanevano fuori. Non è questo il punto. Mancini paga la normalità della sua ultima vittoria, ottenuta per resistenza e non per distruzione dell’avversario. Paga l’essersi messo in gara, petto in fuori, contro gli amici del presidente.

Paga aver avuto debolezze lungo una stagione in cui è stato pressato dai media come fosse uno sconfitto abituale e non l’uomo che alla fine ha vinto di più e meglio. Quello che stona, che resta incomprensibile, è l’abbondanza con cui l’Inter si smentisce fin quasi al danno. Cacciando Mancini adesso Moratti condanna la squadra a un problema economico grave e la rimette al centro della discussione. Dà cioè ragione ai romanisti che si considerano i vincitori molto più che morali della stagione e dà ragione perfino agli juventini per i quali Mancini rappresentava la bandiera della controrivoluzione. Questo è quello che non ha capito Moratti. Ha fatto la cosa più ambita e prevedibile, la solita cosa da vecchia Inter. Mentre ormai l’Inter era diventata forza reale di governo, era il presente, non un rimpianto.

Mario Sconcerti
www.corriere.it

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TOP E FLOP: I DIFENSORI

27 maggio 2008

Ecco i migliori e peggiori difensori secondo Calciofilia

Di difensori bravi nel nostro campionato ce ne sono sempre stati tanti, italiani e non solo. Anche quest’anno non ha fatto eccezione. Come al solito abbiamo voluto premiare più pensando al “salto di qualità” fatto dai singoli che non al valore assoluto. Ecco le scelte di Calciofilia. Abbiamo voluto anzitutto premiare Giorgio Chiellinivoto 9– giocatore in grado di fare un grandissimo salto di qualità rispetto alle scorse stagioni. Dopo aver iniziato la carriere come terzino nell’ultimo campionato è diventato un eccellente centrale difensivo, costituendo con Nicola Legrottaglie la coppia difensiva rivelazione del campionato. Lo terrei in grande considerazione anche per l’Europeo. La Juve con 37 gol subiti è stata a parimerito con la Roma la seconda miglior difesa del campionato dopo quella dell’Inter. Niente male davvero per una neopromossa- seppur di lusso- come la Juve. Al secondo posto abbiamo messo Philippe Mexes- voto 8,5- autore di una grande stagione e ormai impostosi come uno dei più forti difensori in Europa. Con un gol da attaccante vero ha anche spianato la strada alla Roma nella finale di Coppa Italia. Bravo davvero. Il terzo posto se lo è meritato Christian Chivu- voto 8- giocatore che a me piace davvero moltissimo, dotato di una classe davvero cristallina e di due piedi che molti difensori si sognano. Peccato per i tanti malanni fisici che gli hanno fatto saltare più di una partita. Quella dell’Inter, come detto, è stata la difesa meno bucata con 26 reti subite. Ultimo nelle zone alte Gamberini- voto 7,5- che ha trascinato la Fiorentina in Champions, a parimerito con Walter Samuel-voto 7,5- monumentale fino all’infortunio nel derby. E i flop? Il fondo della classifica, non ce ne voglia, spetta a Andrea Barzagli- voto 4- ottimo giocatore protagonista però di una stagione disastrosa, al pari di tutta la difesa del travagliato Palermo di Zamparini. Anche Domenico Criscito-voto 4,5- ha deluso gran parte degli appassionati di calcio, soprattutto quelli della Juventus.Il ritorno in amaranto di Bruno Cirillovoto 4,5- non è stato certo dei migliori, anzi. Prestazioni disastrose e almeno tre rigori procurati in cinque partite. Un nome provocatorio? Paolo Maldini-voto 5- è ormai un ex-giocatore. E’ stato un grandissimo campione, ma per carità fatelo ritirare. Infine un nome “Top” per l’anno prossimo. Occhio a Fabiano Santacroce, giocatore di sicuro avvenire.