h1

Cinque poesie sul gioco del calcio,parte 3

10 dicembre 2007

Come promesso, continuiamo con le poesie di Umberto Saba dedicate al gioco del calcio, che nel weekend hanno dovuto lasciare spazio alle vicende di campionato. Oggi è il turno di “Tredicesima partita”. Il solco tematico rimane lo stesso delle precedenti: l’epica del quotidiano applicata alla partita della domenica. Da notare il riferimento alle maglie rosse, sempre quelle della Triestina, e al vento che devia il pallone, la mitica “Bora” di Trieste.

Tredicesima partita

Sui gradini un manipolo sparuto
si riscaldava di se stesso.
E quando
– smisurata raggiera – il sole spense
dietro una casa il suo barbaglio, il campo
schiarì il presentimento della notte.
Correvano sue e giù le maglie rosse,
le maglie bianche, in una luce d’una
strana iridata trasparenza. Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda.
Piaceva
essere così pochi intirizziti
uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l’ultima gara.

Quest’ultimo paragone d’improvviso ci trasporta in un paesaggio non più reale: gli uomini sono pochi, quasi dei superstiti, nello stesso tempo c’è il piacere, pur nel freddo, di sentirsi uniti (la forte rima baciata “intirizziti: uniti”) a causa della spasimante attenzione nel vedere come va a finire la partita, anzi “l’ultima gara”, quasi in gara ci fossero la vita e la morte e non solo una partita al pallone.

2 commenti

  1. fanno parte del canzoniere?



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: