Archive for aprile 2008

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CON UN SUPERPIPPO COSÌ…

28 aprile 2008

Come potrebbe Donadoni fare senza?

Quagliarella, Iaquinta, Borriello, tutti nomi freschi, di gente che si gioca un posto per l’Europeo, ma che sta per essere scavalcata. Del Piero andrà all’Europeo: 18 gol sono troppi per una seconda punta per non essere convocato, la gente scenderebbe in strada. E adesso, la tentazione di portare anche Inzaghi è altissima. Come sempre, quando servono gol pesanti, Inzaghi c’è, e sta trascinando il Milan verso il quarto posto, con buona pace di Pato, che dalla panchina guarda da vicino cosa vuol dire essere decisivo per una grande squadra. Otto gol nelle ultime quattro partita, 9 in totale: con la tripletta di ieri, ha affondato il Livorno. E adesso Donadoni non può chiudere gli occhi: ha ancora tre partite per decidere. Dati per scontati Toni, DI Natale e Del Piero, ci sono ancora tre posti che ballano. Iaquinta è fermo 20 gg, ma la sua duttilità lo avvantaggia. Borriello è capocannoniere. Quagliarella sente odore di Europeo e si è rimesso a segnare gol alla Quagliarella. Cassano fa sempre meraviglie, ma il comportamento gli gioca contro. Infine Inzaghi: si va sul sicuro, sia per l’impegno e la professionalità, che per l’aspetto fisico, perché quando conta, Inzaghi si fa trovare sempre pronto. E la butta dentro.

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Alex, un tris per Donadoni

21 aprile 2008

Il capitano della Juve mette in cassaforte la Champions con una tripletta

Sono sempre stato un “Delpierista”. Alex Del Piero è uno di quei giocatori che dovrebbero essere simpatici a tutti a mio avviso, come Gattuso o jJavier Zanetti, come De Rossi. Appartiene alla schiera dei calciatori che non fanno polemica, che credono nel lavoro e nell’abnegazione. Non è retorica, è la pura verità: a 33 anni suonati, invece che cullarsi sugli allori di una carriera invidiabile, questo giocatore ha iniziato ad allenarsi anche a casa, oltre che sul campo. Ha ricostruito una freschezza fisica che in pochi- me compreso- pensavano potesse recuperare. Il Del Piero di ora è sicuramente un giocatore diverso da quello che aveva fatto stropicciare gli occhi a tutti nella stagione 95-96′, con i suoi gol da Fenomeno. Dopo aver trascinato la Juve sul tetto del mondo con quello splendido gol nella finale della Coppa Intercontinentale, ha avuto quel tremendo infortunio contro l’Udinese. Dopo 9 mesi di stop non era più lo stesso: un giocatore lento, involuto. Poi nel 2001 la rinascita con il famoso gol al Bari. Da lì una progressiva risalita, fino ad oggi: 151 gol in serie A, un contributo importante alla vittoria del Mondiale di Germania, roba da campioni veri. Del Piero non è più il giocatore delle magie, dei tiri a girare all’incrocio dei pali, dei doppi passi ubriacanti. E’ una seconda punta scaltra, spesso opportunista, che gioca di testa più che con le gambe. E sa ancora fare grandi gol. Chi si ricorda Germani-Italia? Quelli di ieri all’Atalanta sono tre squilli al ct Donadoni, da vero attaccante di razza. Sono un estimatore di Donadoni, per cui ci scommetto ora: Del Piero andrà agli Europei. Anzi, mi spingo oltre e suggerisco al ct i cinque attaccanti: Toni, Borriello, Di Natale, Cassano, Iaquinta e Del Piero appunto. Confido sul buonsenso di Donadoni, e faccio ancora i complimenti al capitano bianconero, che ha trascinato la sua squadra al terzo posto. Pochi ci credevano ad inizio stagione. Vi lascio con questa clip con il meglio di Pinturicchio. Buona visione.

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SI VINCE COSÌ

21 aprile 2008

L’Inter soffre, ma resiste e vince. La Roma adesso è lontana. Forse troppo

Se titolo sarà, sarà il titolo della difesa, della concretezza, della solidità. La Roma gioca meglio? Beh, ma se per giocare meglio fa 1-1 in casa con il Livorno, o perde 3-0 a Siena, allora forse c’è qualcosa ancora che manca alla Roma per il salto di qualità. L’Inter ieri ha aggiunto un pezzo importantissimo al titolo che adesso dista solo sei punti. E lo ha fatto a Torino, tirando in porta due volte (gol di Cruz e palo di Balotelli), e subendo costantemente la pressione del Torino furioso, tanto arrembante quanto impalpabile sotto porta. Materazzi e Burdisso hanno costruito la diga insormontabile, hanno dato la garanzia sia sui palloni alti che nelle mischie. E dire che i primi titolari di questa Inter erano Cordoba e Samuel, fuori da mesi, ma che avevano garantito un rendimento altissimo. L’Inter, quest’anno ha subito solo 21 reti, contro le 34 della Roma. E hanno segnato lo stesso numero di reti, una in meno della Juve, che grazie a Trezeguet-DelPiero è a quota 63.
L’Inter di ieri, ad un certo punto schierava: Materazzi-Burdisso-Rivas-Maicon-Maxwell-Chivu-Zanetti, in pratica 7 giocatori + Julio Cesar dedicati ad arginare gli avversari. Brutto calcio? Forse, ma più l’obiettivo è vicino, più va raggiunto con i mezzi possibili. E dato che l’assenza di fantasia in avanti è cronica e l’unico che può regalare novità è Balotelli, è giusto che l’Inter si difenda dignitosamente e praticamente. In questo modo ha blindato la propria porta, e, probabilmente, i suoi sogni di gloria.
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MILAN 2008/2009

18 aprile 2008

La Gazzetta azzarda il Milan della prossima stagione. Proviamo ad analizzare come si strutturerà la rosa di Ancelotti 2008/2009.

Dovesse prendere Frey, Mexes, Zambrotta, Flamini, Ronaldinho, Shevchenko, Borriello, Marzoratti e un altro centrocampista, il Milan potrebbe ben dire di aver provato a cambiare marcia. Magari non con giocatori di primo pelo (vedi Zambrotta e Sheva, e il mistero Ronaldinho), ma al top della forma sarebbe una grande squadra. Certo, al top della forma, tutte le squadre sono grandi. Ma siccome l’anno prossimo il Milan vuole vincere il campionato (perché sappiamo che ogni anno si permettono di scegliere cosa vincere e cosa no, a cosa dare importanza e cosa snobbare), beh, bisognerà saper vincere le partite in cui si sta poco bene, in cui si è poco brillanti, in cui si fa fatica ma sono necessari i 3 punti.
La rosa, su per giù potrebbe essere questa.
Portieri: Frey, Kalac, Fiori.
Difensori: Nesta, Bonera, Kaladze, Mexes, Oddo, Jankulowsky, Zambrotta, Marzoratti, Darmian.
Centrocampisti: Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Flamini, Seedorf, Brocchi + un altro giovane
Ataccanti: Kakà, Ronaldinho, Pato, Inzaghi, Shevchenko, Borriello o Paloschi.
I tagli: Serginho, Cafù, Favalli, Maldini, Emerson, Gourouff, Gilardino, Simic.
Non so se basterà, sulla carta è una grande squadra. Dipenderà tanto dagli stimoli, dalle condizioni fisiche e dalla capacità di inserirsi nel sistema di gioco Milan.
Lo schema prevede il 4-3-2-1. Pato unica punta è un azzardo: con Ronaldinho e Kakà, meglio un finalizzatore puro. In assenza di uno dei due fantasisti, dentro Pato. Seedorf non sarà molto contento, dato che vuole giocare solo da trequartista. Ma al Milan servono ricambi e non più intoccabili.
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L’INTER NELLE MANI DI MARIO

17 aprile 2008

Ibra in Svezia per curarsi: l’Inter è aggrappata a Balotelli

Cruz non segna in campionato dal derby d’andata, Crespo e Suazo segnano raramente, Ibra non gioca da Inter-Lazio e non segnava su azione da mesi. Ora, lo svedese, a mio avviso per sistemarsi per gli Europei, va 10 giorni in Svezia a curare la tendinopatia al ginocchio sinistro, che lo tormenta da febbraio. E l’Inter? Cioè, anche l’anno scorso Ibra non giocò le ultime partite, né la doppia finale di Coppa Italia in quanto si operò. Ma quest’anno l’Inter ha uno scudetto da vincere lottando fino all’ultimo. Se davvero è l’uomo squadra che tutti si immaginano sia, perché Ibra nei momenti decisivi si eclissa o non c’è proprio?
Forse bisognerebbe chiederlo allo staff medico nerazzurro, che lo ha spremuto tra gennaio e febbraio per farlo arrivare “morto” al doppio impegno con il Liverpool. Il resto è il declino graduale di chi convive con un dolore fastidioso, che se trascurato può causare un infortunio serio.
Ora mancano 5 partite, l’Inter si affida alla coppia Cruz-Balotelli. Con il problema delle diffide. Mario, al prossimo giallo, salta. E dato che un cartellino se lo becca sempre, gli conviene farsi ammonire col Torino, per esserci contro il Milan. Ibra invece, difficilmente scenderà ancora in campo. E l’Inter si ritrova a dover puntare su un ragazzo non ancora diciottenne per vincere il campionato.
La domanda che lascio in sospeso è un po’ maligna: è più rischioso mettersi nelle mani di Balotelli, 17enne senza scrupoli, o nelle mani di Ibrahimovic, incantevole ma desaparecidos nei momenti decisivi?
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Ci sono intoccabili più intoccabili di altri

16 aprile 2008

L’articolo di Roberto De Ponti sul “Corriere della sera” di ieri

Ci sono intoccabili più intoccabili degli altri. Vieira, per un insulto a Tagliavento durante Inter-Empoli, si è preso un rosso diretto e due giornate di squalifica, e poco importa che fosse già stato ammonito. Nesta, per aver usato parole poco carine nei confronti dell’ arbitro Brighi durante Milan-Atalanta, ha fatto la stessa fine: cartellino rosso e due turni di stop, confermati dalla Disciplinare. Contro la Juve, in una partita decisiva nella corsa alla zona Champions, stava in tribuna. E poi c’ è Totti. Tre «vaffa» all’ arbitro (amico) Rizzoli a Udine, quando la Roma perdeva per 1-0, gli sono valsi un cartellino giallo e, ieri, mille euro di multa, poco più di una multa per eccesso di velocità. Ci sono scuse più scuse di altre. Vieira ha chiesto perdono all’ Inter per aver lasciato la squadra in dieci, Nesta ha fatto lo stesso con i tifosi rossoneri. E poi c’ è Totti. Il romanista, dribblando il regolamento, prima di chiedere scusa a Rizzoli in serata, avrebbe chiamato direttamente il designatore Collina, anche se poi la telefonata è stata smentita dall’ Aia. Ci sono anche aiutini più aiutini di altri? Roberto De Ponti

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INGHILTERRA-ITALIA 8-0

10 aprile 2008

Inter, Milan e adesso Roma: in 6 partite, nessun gol fatto e 8 subiti

Fuori anche la Roma, ma c’era da aspettarselo. Con un rimpianto, il rigore sbagliato. Come l’Inter, come il Milan, esce senza aver segnato un gol tra andata e ritorno ad una squadra inglese. Il Milan è la squadra uscita senza i maggiori rimpianti: l’Arsenal gli è stato nettamente superiore. L’Inter si è vista sbattuta in faccia un rosso all’andata, uno al ritorno e non ha avuto la solidità del Liverpool. La Roma esce a testa alta, ha avuto diverse occasioni sia all’andata che al ritorno, ma la convinzione generale era che il Manchester comunque avrebbe vinto, pur risparmiandosi Ronaldo e Rooney.
Nessun gol fatto dalle italiane alle inglesi, alle tanto vituperate difese anglosassoni. La cosa che mi sorprende è una, molto significativa. Il Manchester ieri sera schierava: Pique, Brown, Silvestre, Park. L’Arsenal gioca con: Senderos (disastroso), Clichy, Almunia, Ebouè. Il Liverpool: Skrtel, Hyypia, Fabio Aurelio. Nessuno di questi, o quasi, sarebbero titolari in Inter, Milan, Juve o Roma. Sono però quasi tutti giovani, già pronti però a giocare un quarto di Champions. Vanno al doppio della velocità, arrivano sempre primi sul pallone, vanno senza palla, cosa che in Italia fa solo la Roma quando è in forma. Hanno tanti soldi da investire, le inglesi, e non hanno paura a spendere 25 milioni per Hargreaves, 20 per Babel, 30 per Tevez, 30 per Anderson, 10 per Skrtel. Rischiano di buttarli? A quanto pare no, perché poi i nuovi acquisti hanno la fiducia di tutti, nonostante magari inizino col freno a mano tirato. In Italia si tira il prezzo sul prestito oneroso di Vucinic o di Maniche. Si compra Oddo trentenne a 8 milioni.
Serve coraggio. Serve freschezza atletica, serve cattiveria agonistica. Bisogna entrare in campo consapevoli di potersela giocare, non quasi rassegnati come le italiane.
3 inglesi in semifinale, ancora un’inglese in finale (Chelsea o Liverpool), terza volta in quattro anni che Liverpool-Chelsea è la semifinale. Poi magari vince il Barcellona, come l’anno scorso vinse il Milan. Poi l’Inghilterra non è agli Europei, l’Italia vince il Mondiale, a livello di Nazionali non c’è storia. Però, intanto, Inghilterra batte Italia 8-0. E il calcio italiano deve riflettere su se stesso.