Archive for aprile 2012

h1

Coca Cola Euro 2012

18 aprile 2012

È vero, forse certi momenti difficilmente torneranno. Non so se il Circo Massimo si riempirebbe di nuovo, come nel 2006. Non so se ha nemmeno senso parlare di una possibile vittoria della nazionale, e se vincere un Europeo, 6 anni dopo un Mondiale, avrebbe la stessa risonanza nell’animo della gente di quando Grosso ci fece trionfare in Germania. Quindi non so quanti tifosi azzurri sarebbero disposti a qualcosa, pur di vedere l’Italia di Prandelli sul tetto d’Europa. Eppure di motivi ce ne sono: a chi sta antipatico Lippi, vedere un’altra faccia alzare un trofeo (che manca dal 1968!) non dispiacerebbe di certo; a chi non ne può più della Spagna e degli spagnoli, si divertirebbe vedere quali scuse cercherebbero per giustificare una loro non vittoria; a chi pensa che gli inglesi abbiano inventato il calcio, non vedrebbe l’ora di sbeffeggiarli, di nuovo.

Di motivi, insomma, ce ne sono. Tanti e buoni. Cosa sarei disposto a fare io? Non ci ho ancora pensato, forse potrei comprare la maglia dell’Italia: l’ultima che ho acquistato è quella del Mondiale di Corea e Giappone. Di sicuro, se volete iniziare ad allenarvi per quanto riguarda esultanze sfrenate, follie varie e proposte pazze affinché la vostra nazione vinca l’Europeo, non dovrete far altro che andare sul sito della Coca Cola. Qui, entrando nella sezione “Tutti pazzi per il calcio”, potrete iniziare il vostro folle avvicinamento ad Euro 2012 giocando online con i tifosi di tutta Europa. Magari, qualcuno di voi, farà la fine dei personaggi del video: è insomma, una sfida a chi diventa più folle per il pallone. Cosa si vince? Il premio per i più matti sono i biglietti per la finale di Kiev. Per tanti altri ci sono le crazy T-Shirt e i palloni Adidas.

 
h1

GIOCARE CONTRO IL PAMPA SOSA

18 aprile 2012

Non avevo mai giocato contro un giocatore di Serie A. Ok, Roberto Sosa si è ritirato dall’attività e in carriera non è stato certo un fuoriclasse del pallone. Ma è pur sempre un attaccante che nella stagione 2000-2001, con l’Udinese, ha segnato 15 gol in 29 partite. E che a Napoli ha mandato fuori di testa un sacco di tifosi.

Ecco, stamattina me lo sono trovato di fronte, su un campo di calcio a 8. Giocava contro di me, con la maglia rossa del Catania di Spolli. Con lui, un suo amico argentino, tutto mancino, che indossava la maglia rossa del Napoli “Sosa 9”. Ero già un po’ confuso. Ed ero tremendamente curioso di sapere se un tiro di Sosa mi avrebbe spedito al pronto soccorso.

Il primo pallone che ha toccato l’ha calciato, di destro, rasoterra, centrale, male. Un passaggio che ho parato facilmente. La seconda palla che ha potuto giocare, mi ha infilato: protezione del pallone, sinistro rasoterra prendendomi il tempo, dal limite dell’area. Ho subito capito qual è la differenza tra un Calciatore e tutti noi che ogni sabato calchiamo i campi minori o minorissimi. Ai Calciatori, queste cose vengono naturali. Non ha dovuto impegnarsi per calciare così, l’ha fatto e basta.

È iniziata così la nostra personale sfida, perché io giocavo in una squadra che correva di più mentre Sosa era l’unico, ovviamente, riferimento, in una squadra che faticava ad accompagnarlo. L’ho anticipato in un’uscita un paio di volte: la prima, uscendo alto con il pugno, e beccandomi una scarpata, con annesso “Scusa, non guardo” (spero intendesse “non ho visto”); l’altra, su una palla rasoterra fuori dall’area, mi son permesso di anticiparlo con un tocco sotto controllato.

Ovviamente mi ha castigato. Prima ha provato a sfondare il palo, da vicino. Poi ha iniziato a bucarmi, con insistenza, di testa. La partita è finita 9-9: il Pampa ha segnato 8 gol, di cui 5 di testa. Immarcabile quando prende posizione, era impossibile uscirgli addosso o sulla testa, con cui riesce a dare una forza al pallone davvero inspiegabile. In uno dei suoi colpi di testa vincenti, sembrava avesse calciato di piede.

Qualche soddisfazione me la sono tolta: quando ha provato a segnarmi da centrocampo, ad esempio. Ero al limite dell’area e ho rinculato, salvandomi miracolosamente. O anche in molti tentativi da fuori area, in cui mi sono sentito, per un pochino, un po’ bravo.