Archive for dicembre 2009

h1

CIAO 2009

31 dicembre 2009

È il mio blog: perciò vi faccio gli auguri a modo mio, con questo bellissimo video che ho trovato su Youtube. Buon 2010, che sia nerazzurro come il 2009, con qualche coppetta in più.

h1

CORRI, DAVID

30 dicembre 2009

Raramente odio un calciatore della mia squadra. Dico calcisticamente. Però, in una stagione sono riuscito ad odiare Suazo come mai nessun altro. E sì che per prenderlo…che fatica! Il Milan si era inserito nella trattativa, ma il Mancio lo voleva a tutti i costi. E tutti lo volevamo: con Suazo, lo mettiamo gli ultimi 25 minuti e via di contropiede. Peccato che l’Inter non sia il Cagliari. La prima stagione una roba come 8 gol, da riserva. Ma non è il problema del rendimento, e neanche del comportamento fuori dal campo: una riserva silenziosa, mai lamentosa, che ha accettato alla grande – anche grazie ad uno stipendio esagerato – di starsene lì, buono. È anche andato al Benfica in prestito, giusto il tempo di eliminare il Napoli dalla Uefa e di rompersi mezzo ginocchio. Poi è tornato, a fare la quarta punta. Josè, che non lo poteva vedere, gli ha dato un’opportunità: visto che aveva accettato di andare in prestito, Suazo si è meritato la chance. Certo, si trattava di fare il quarto attaccante e di farsi vedere in quei pochi sprazzi. Il risultato? Sostituito per disperazione in coppa Italia contro il Livorno.

Il problema, grosso e da non sottovalutare, è che Suazo SCIVOLA. Come Scivola, direte? Scivola, cade, non sta in piedi. Non può giocare, e Mou credo se ne sia accorto, perché Suazo zampetta, e scivola. Non porta la palla, ci saltella dietro, e cade. O si incarta. Avrebbe dovuto essere la versione tecnica di Martins, si è rivelato addirittura più scarso tatticamente. Ed è un bel traguardo. Non fa un movimento corretto. E poi, dà la sensazione di non impegnarsi. Che se sbaglia un gol, vabbè, non importa. Nel 2008, finale secca di Coppa Italia a Roma, gioca titolare senza essere sostituito una partita così indegna, svogliata e vergognosa, da farmi promettere che non avrei mai più considerato un calciatore ddell’Inter Suazo. Quando quest’anno Josè l’ha buttato dentro in Champions con la Dinamo Kiev a San Siro, è riuscito a fallire un gol da 8 centimetri, più o meno. La sua velocità non è mai servita a risolvere una partita. Solo a incartarla.

Un giocatore così, trentenne, senza un briciolo di Inter nel suo cuore – altri calciatori dell’Inter non saranno interisti, ma almeno sono normodotati, calcisticamente parlando – va spedito, e in fretta. Per fortuna il Genoa se l’è preso. Magari farà sfracelli, ci segnerà contro a San Siro, vincerà la scarpa d’oro. O più probabilmente, alla prima palla buona, ci scivolerà sopra, rialzandosi con quel suo sorriso ebete. Corri David, lontano dall’Inter. Veloce!

h1

SUPERSFIDA/3: FIORENTINA-BAYERN MONACO

29 dicembre 2009

L’ultimo ottavo di finale tricolore. La Fiorentina ha vinto il girone ma non è stata fortunata nel sorteggio. Colpa della Juve. Vediamo il testa a testa tra i calciatori.

  1. Frey vs Butt: il tedesco calcia i rigori ed è un grande anti-Juve. Ma Frey è uno dei migliori portieri del mondo, anche se Domenech non se n’è ancora accorto. Prendo Frey.
  2. Comotto vs Lahm: senza essere troppo ingenerosi. Il cuore non basta a colmare il divario di tecnica e classe. Prendo Lahm.
  3. Dainelli vs Van Buyten: non ho mai stimato il capitano della Fiorentina. È l’anello debole. La “ballerina” belga è uno dei giocatori più determinanti di testa. In fase difensiva non è velocissimo, ma solo la sua presenza spaventa. Prendo Van Buyten.
  4. Gamberini vs Demichelis: un mio caro amico direbbe che “il Gambero è fortissimo”. Non è forte, e penso sia meno solido di Demichelis, onesto fabbro. Però Gamberini è un po’ più umano e giocatore di pallone. Prendo Gamberini, anche se non son sicuro.
  5. Pasqual vs Badstuber: Pasqual è in crescita dopo un paio di stagioni appannate. Il terzino tedesco classe ’89 con il nome da birra invece è una bella sorpresa. Ha un bel mancino e calcia bene. Un Pasqual giovane? Prendo Badstuber per il potenziale futuro.
  6. C.Zanetti vs Van Bommel: l’olandese è uno dei giocatori più irritanti e scorretti del panorama mondiale. Cattivo, antisportivo. Però ha grande esperienza e ancora un pizzico di qualità. Zanetti è il regista di questa Fiorentina, ha un passo forse un po’ troppo compassato per la Champions, anche se fa sempre molto bene. Prendo Van Bommel.
  7. Montolivo vs Schweinsteiger: non me ne vogliano i tifosi viola, ma Montolivo non si può proprio vedere. Raramente prende in mano la squadra, raramente è determinante. Fa il compitino, lui che dovrebbe essere il più completo. Il tedesco, che fa meglio in nazionale che nei club, è sicuramente più solido e affidabile. Prendo Schweinsteiger.
  8. Marchionni vs Ribery: se fosse una gara di velocità, tecnica, classe e personalità, non ci sarebbe storia. Siccome lo è, il francese stacca l’italiano di quattordici anni luce. Prendo Ribery.
  9. Vargas vs Robben: il peruviano è l’ala che crossa di più e meglio in Europa. È un animale della fascia, a dispetto di chi lo schierava terzino. Robben però sa accendere il motorino e fare male. Scontro pari.
  10. Mutu (Jovetic) vs Olic: il croato più che un calciatore è un maratoneta prestato al calcio. Fa centomila movimenti, fa il primo pressing, si sfianca. Segna poco, perciò. I numeri 10 della Fiorentina lo staccano per classe e colpi. Prendo Mutu (o Jovetic).
  11. Gilardino vs Klose (Gomez): il tedesco è in fase calante, il tedesco non è mai stato un fulmine. Gilardino è in stato di grazia: attualmente il miglior centravanti in Italia. Prendo Gila.

Finisce 6-4 per il Bayern. Sulle panchine c’è un bel Prandelli vs Van Gaal che può portare lo scontro in equilibrio. La Fiorentina di Champions si trasforma. Prandelli sa come far giocare alla grande una squadra che in campionato non entusiasma. Saranno due grandi partita.

h1

NUMERO UNO?

24 dicembre 2009

Quando in Germania è arrivato Luca Toni, assieme ai gol – tanti – è arrivata la ToniMania. E la canzone, che posto qui sotto, è diventata un tormentone. D’altronde, nel 2006 Toni era uno dei centravanti più forti al mondo: al mondiale, due gol ai quarti di finale, una traversa con il Ghana e poi, in finale, una traversa e un gol annullato per un fuorigioco non suo. Niente male. Poi i gol per la salvezza della Fiorentina, poi una scorpacciata a Monaco: 39 gol, campionato e coppa di Lega. Un carro armato. Poi, la crisi certificata. L’Europeo del 2008 lo configura già come bidone ambulante. La gente gli volta le spalle: troppo legnoso, praticamente inutile. L’anno scorso 18 gol. Quest’anno, uno. La lite con Van Gaal, la vita ai margini della squadra. La Roma vuole rilanciarlo. In teoria, con l’anno nuovo, le cose vecchie si buttano dalla finestra. La Roma, invece, lo sceglie per le sue caratteristiche, che aveva nel passato, però: centravanti di peso dal gol facile. Quello che manca alla Roma, il partner mondiale per Totti. Toni lo fa anche in previsione Sudafrica. Ma, forse, il treno dei gol di “LucaToniNumeroUno” è già passato. Difficile torni.

h1

SUPERSFIDA/2: MILAN-MANCHESTER

21 dicembre 2009
  1. Dida vs Van der Sar: aiuto, si salvi chi può. Magari ora di febbraio Abbiati tornerà titolare: Dida non può certo dare fiducia. Non che l’olandese sia un fulmine. Ma, pur avendo quasi quarant’anni, si sta prendendo un sacco di rivincite. Prendo Van der Sar.
  2. Oddo vs O’Shea: magari giocherà Abate, o Antonini. O’Shea è il più debole della difesa inglese, anche perché è adattato. Ma almeno è solido e in fase difensiva non è malvagio. Prendo O’Shea.
  3. Nesta vs Ferdinand: pari. Nesta è tornato grande, ma grande davvero. Ferdinand è out per adesso, ma quando gioca raramente sbaglia.
  4. Thiago Silva vs Vidic: il brasiliano è più forte come potenziale. Però Vidic – pur essendo più lento e impacciato – è solido e ha più esperienza. Pari anche qui.
  5. Zambrotta vs Evra: prendo Evra. Il francese ha gamba per novanta minuti, tatticamente è bravissimo. Zambrotta vive di fiammate, sempre più rare.
  6. Ambrosini vs Carrick: prendo l’inglese. Ambrosini dà tanta sostanza, ma il centrocampista del Manchester mette anche un po’ di qualità e tiro da fuori.
  7. Pirlo vs Scholes: magari giocherà Fletcher, o Anderson. Pirlo è comunque superiore, non c’è bisogno di spiegare perchè.
  8. Seedorf vs Giggs: prendo Giggs per un’infinita stima e ammirazione che ho nei confronti del mago gallese. Seedorf in giornata Champions può essere determinante, ma il soldato Ryan può sempre inventare qualcosa.
  9. Ronaldinho vs Nani: sono davvero indeciso. Non amo particolarmente Dinho, non mi piace il suo giocare su una piastrella, magari col sorriso immotivato stampato in faccia. Nani, liberato da C.Ronaldo, deve scegliere se diventare grande. La Champions è la sua occasione: le potenzialità le ha, soprattutto per far male al Milan. Scontro pari.
  10. Pato vs Rooney: prendo Rooney. Anche perché è uno dei primi dieci al mondo. Pato a tratti è irresistibile. Rooney lo è sempre.
  11. Borriello vs Berbatov: prendo Borriello, anche se è anni luce meno talentuso di Berbatov. Il bulgaro ha classe innata, ma il suo modo di porsi in campo è irritante. Sembra che sia obbligato a giocar, perfino ad esultare. Borriello almeno ci mette l’anima.

Finisce 6-2 per lo United, con tre pareggi. In panchina, lo scontro è impari. Da una parte un mostro sacro, dall’altra parte un principiante (nel senso che è all’inizio). Vedremo se il Milan fantasia darà fastidio al solido Manchester (solido se recupera i difensori, altrimenti ciao!).

h1

C’ERO FERRARA

20 dicembre 2009

La Juve non c’è più, ma forse non c’è mai stata. Eppure, dopo Juve-Inter, c’era chi – annebbiato da una rabbia agonistica che aveva appunto garantito la vittoria – pensava che questa Juve poteva vincere, se non la Champions, almeno il campionato. Tutti hanno indicato la Juve come rivale principale dell’Inter. Investimenti troppo pesanti per non essere allo stesso livello. 25 milioni per Felipe Melo, altri 25 per Diego. Poi Grosso, Caceres, il recupero di Sissoko, pagato più di 10 milioni un anno prima. Il cambio di allenatore, per scimmiottare il Guardiola fatto in casa del Barcellona. Ma i giocatori non sono gli stessi, la società non è la stessa. E soprattutto, Ferrara non è Guardiola. Ranieri, tanto criticato dai tifosi della Juve – che cercano sempre colpevoli invece di stare vicini alla squadra (prima è colpa dell’avvocato Zaccone, poi di Secco, poi di Ranieri, poi ancora di Secco e via così…) – è andato alla Roma e pian piano sta arrivando proprio a ridosso della Juve. In fondo, con una squadra ben inferiore, Ranieri ha impensierito l’Inter, ha battuto il Real Madrid, è arrivato secondo in campionato: la Juve, almeno, un impronta l’aveva. Ora, Ciro Ferrara sembravenire dal nulla: anzi, viene da Marcello Lippi. Però non sembra preparato. Continui cambi di modulo, idee poche e confuse. I giocatori dicono di non capirlo: grave. La società deve confermarlo, per non sconfessare una scelta caldeggiata dai tifosi, ma mai così sbagliata. Adesso continuano ad arrivare le sconfitte, pesanti e imbarazzanti. Il mediano da 25 milioni viene tolto dopo mezz’ora, contro il Catania. Cristiano Zanetti, intanto, porta avanti la Fiorentina in Champions, e Corvino se la ride. Amauri, Legrottaglie e Cannavaro sono un pezzo di blocco Juve in Nazionale. Un blocco così fragile che solo un cieco, o solo Marcello Lippi, non può vedere. In tutto questo, Blanc richiamerà Bettega, Secco non comprerà nessuno e Ferrara cambierà un’altra formazione, senza sapere cosa farsene di Del Piero, di Poulsen e di Giovinco.

h1

Più niente da sognare

19 dicembre 2009

“Da grande voglio vincere lo scudetto e la coppa dei campioni e poi diventare campione del mondo”. 2009 d. C.: la storia ricomincia da oggi. Il Barcellona di Guardiola realizza il sogno più grande, più ardito, più inconfessabile. Il sogno che può essere solo quello di un bambino: vincere tutto. Ci sono cinque facce che raccontano questo Barça che ha vinto Liga, Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea e Mondiale per club.

La prima è quella di Pep Guardiola: nessun allenatore della storia potrà mai superarlo. In un anno ha vinto tutte le competizioni alle quali ha partecipato. Un gioco fantastico e un coraggio da leoni: il gol in semifinale contro il Chelsea a tempo scaduto e il pareggio di oggi al 90′ sono indice di una squadra sì di artisti, ma che non mollano mai.

Andres Iniesta: è lui il nuovo re di Spagna. Nessuno è entrato nei cuori dei catalani come lui. “El dulce”, con il già citato gol al Chelsea, è diventato immortale. Ed è tra i primi cinque calciatori del mondo.

Xavi: il direttore d’orchestra che merita il pallone d’oro. Nessuno è forte come lui, nemmeno il miglior Pirlo (mi prendo questo azzardo). Troppo decisivo, troppo continuo, troppo bravo. Lui dirige, il Barça vince.

Leo Messi: sarà poco decisivo uno che segna di testa in finale di Champions e di petto in finale del Mondiale per club? Ogni tanto si assenta, ogni tanto sembra quasi tirarsi indietro, soprattutto quando è in maglia biancoceleste. Spesso decide che vuole vincere. E vince.

Pedrito: è già il giocatore più decisivo della storia. Ha segnato in tutte le competizioni (vero Ibra?), ha regalato gol pesantissimi, ha regalato la Supercoppa Europea e il Mondiale per club. Ha scalzato Bojan, sta scalzando Henry. È un altro fenomeno mondiale. Già ne avevano pochi.