Archive for agosto 2008

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BUONE VACANZE

23 agosto 2008

Calciofilia va in vacanza, ci si rivede a settembre

Ebbene si, anche il buon Lucio si riposa un po’. Non che mi ammazzo di lavoro eh, anzi. Però, per questa settimana, niente post. C’è la supercoppa domani sera. Spero di imbucarmi da qualche parte e riuscire a vederla. E il prossimo weekend inizia il campionato. Se entrate su calciofilia e non trovate i nostri commenti ispirati, niente paura, da settembre si ricomincia. A meno che il mio compare Giovanni, tra un bagordo e l’altro, abbia il buon cuore di postare almeno dopo la supercoppa. La vedo dura. Ci si legge tra 7 giorni. Ciao!
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SHEVA AL MILAN? SI, NO, FORSE

23 agosto 2008

Ecco il pensiero di Sconcerti sulla questione Sheva

[da www.corriere.it]

È difficile in questo periodo seguire le idee del Milan. Si passa dal bisogno di un difensore all’acquisto di un vecchio centravanti con la tentazione in più di farlo giocare all’ala. Si discute più di schemi che di uomini. Non si sente la mano del tecnico in questa coda di mercato. Si va dove portano il cuore e le amicizie di Berlusconi. In proposito è strano che nella cena con Abramovich si sia potuto sbagliare così tanto. Si era dato per fatto un prestito che invece costava 20 milioni. Che accordo era? In generale il problema del Milan è avere tutti grandi attaccanti che non tornano. È questo che rende inutili gli schemi.

Sarebbe molto pericoloso, quasi sgrammaticato, un 4-2-3-1 con Pato-Kaká-Ronaldinho più Inzaghi o Borriello centravanti e Gattuso-Pirlo in mediana. Sarebbe difficilissimo portare via un pallone agli avversari. Si tornerebbe all’invenzione antica di Ancelotti con giocatori più vecchi di sei anni e già abbastanza usurati proprio da quella invenzione. Quattro punte del genere Milan sono sopportabili solo se hanno due mediani alle spalle. Gattuso-Pirlo non bastano. Pirlo per caratteristiche evidenti, Gattuso perché a sua volta ha bisogno di aiuto. Non copre più da solo gli spazi di un tempo. Si arriverebbe così al paradosso di discutere Pirlo. Ancelotti ha mostrato spesso la voglia di un centrocampo a tre, due mediani più Pirlo. Credo sia la soluzione più logica, soprattutto contro almeno sette-otto squadre, ma questo toglie una punta e cancella uno schema. Niente più attaccanti larghi, ma un ritorno all’albero di Natale e al pendolarismo di Kaká il cui talento si vuole invece guadagnare al centro.

Cosa c’entri Shevchenko in ognuna di queste possibilità è difficile da capire. Sarebbe più comprensibile la ricerca di un esterno di forza e fantasia, altrettanto difficile da trovare ma almeno in sintonia con l’utile. In sostanza mancano nel Milan giocatori flessibili. Hanno tutti ruoli esatti, o bianchi o neri. Sono tutti di grande qualità ma nessuno è autosufficiente. Hanno bisogno del loro opposto. L’unica eccezione è Seedorf. Sarà la sua posizione a decidere spesso la faccia del Milan. Con Seedorf alto a fare l’elastico con i mediani si può giocare con i tre brasiliani davanti più Pirlo a centrocampo. Sarebbe sempre un Milan sbilanciato, ma accettabile e con vaste possibilità individuali. Seedorf è tra l’altro il vero leader del Milan, l’uomo che mette la faccia e ha imparato a rappresentare la squadra. Per cancellarne il carisma, ammesso fosse utile, servirebbe un Ronaldinho vecchio stile e continuo. E nessuno seriamente sa se questo sia possibile. In sostanza il nuovo Milan ricomincia ancora una volta da se stesso.

Mario Sconcerti
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DONADONI? NO, LIPPI-BIS

21 agosto 2008

È tornato Marcello, ma sembrava l’Italia di Roberto

Scarsissimi dietro, sterili davanti (non badate ai due gol, sono due rimpalli). E allora? Tanto casino per niente? Non avanziamo ipotesi disfattiste, in quanto siamo a metà agosto e un Austria-Italia a Nizza vale per quello che vale. Di sicuro c’è una cosa che mi sento di dire, io che per primo criticavo Donadoni: Lippi non ha la bacchetta magica, la nostra nazionale ha bisogno di uno scossa che sarà difficile da imprimere. Non abbiamo difensori all’altezza del rendimento mondiale di Materazzi-Cannavaro (e loro due sono ormai logori). Barzagli, Gamberini sono buone riserve, e con Chiellini rotto, gioca Bonera, non certo un fulmine. Per quanto riguarda i terzini, Dossena è da tenere in grande considerazione, anche se Grosso non sbaglia gli appuntamenti importanti. I milanisti Oddo e Zambrotta invece, non danno più garanzie. Il centrocampo è lo stesso, buono, ottimo, ma non brillante. Ma è davanti che siamo preoccupanti: col 4-3-3 non ci esprimiamo a dovere, eppure abbiamo l’esigenza di far giocare i 3 centrocampisti (De Rossi-Pirlo più un altro) a copertura della difesa. Così l’unico a suo agio è Di Natale. Del Piero che parte largo dimezza la sua forza, Gilardino punta centrale deve ancora riscoprirsi calciatore. Non voglio dire che facciamo schifo perché abbiamo pareggiato con l’Austria, attenzione. Voglio solo ribadire che non siamo una top squadra. Servono accorgimenti, serve chiamare gente fresca (magari Maggio, Cassano), giovane (G. Rossi), e non sempre i soliti, che sono eroi, in quanto campioni del Mondo: a loro va la grande riconoscenza e la stima, soprattutto che il ct nutre nei loro confronti. Ma questo non deve risultare essere la classica zappa che spesso, molto spesso, siamo bravissimi a tirarci sui piedi.
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IL CAPOLAVORO DI SENSI

18 agosto 2008

Se ne va il presidente della Roma. Che nel 2001 vinse e strabiliò

Quando muore un personaggio di spessore, si iniziano ad elencare i pregi, i ricordi positivi, gli affetti e gli aneddotti più simpatici. Io di certo non mi unisco, non potendo giudicarlo, dal basso del mio punto di osservazione. Mi limito ad una considerazione. Leggete questi nomi:

Antonioli; Cafù, Aldair, Samuel, Zago, Candela; Emerson, Tommasi; Totti, Montella, Batistuta.
E inoltre: Amelia, Lupatelli – Zebina, Rinaldi, Mangone – C. Zanetti, Di Francesco, Nakata, D’Agostino, Guigou – Delvecchio, Poggi, Balbo.
All.: Fabio Capello.

Vinsero uno scudetto giocando in maniera fantastica dopo una rimonta entusiasmante sulla Juve. E detto da me che ultimamente non amo profondamente i giallorossi, è una candida certificazione di “GRANDE SQUADRA”. Fu il capolavoro del presidente Sensi, quello di mettere in piedi una squadra mitica, allenata dall’uomo giusto. Batistuta-Totti-Emerson-Samuel-Cafù-Aldair: mostri sacri, al servizio della Roma e del presidente, Franco. Al quale i propri giocatori cercheranno di dedicare la Supercoppa di domenica. Ma che per tutti rimarrà nei ricordi come il presidente di quella grande squadra. La firma più bella che un presidente può lasciare ai propri tifosi.

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MERITATAMENTE A CASA

18 agosto 2008

Nazionale olimpica disastrosa

Si può perdere, ma bisogna sempre cercare di perdere “bene”. L’Italia invece ha perso male. Aldilà della superiorità numerica, aldilà dei due rigori a favore e del gol fantasma subito. Avevamo la strada spianata verso la finale, vero. Belgio e Nigeria non sono Brasile e Germania. Ma erano squadre da rispettare e da affrontare con il giusto atteggiamento. Abbiamo invece fatto i fenomeni, siamo scesi in campo supponenti e di conseguenza molli, e ci hanno mandato a casa.
Abbozzo qualche altro motivo di questa bruciante delusione olimpica.

  1. Senza fuoriquota di esperienza, abbiamo secondo me giustamente lanciato i giovani che si erano conquistati l’Olimpiade. Rocchi si è fatto male. Ma a conti fatti, serviva un difensore centrale di esperienza: Bocchetti ha fallito alla grande contro il Belgio.
  2. Capitolo portiere: tutti lo osannano come futuro Buffon. Col Belgio ha preso due gol da principiante. Il 3-2 in particolare è un gol che non si può prendere. In più perde completamente la testa. Meno spocchia, più umiltà e cencentrazione. Non si può fare i fenomeni se non lo si è.
  3. De Silvestri è stato un flop tremendo, Motta ha giocato bene con la Corea, ma non siamo stati bravi sulle fasce.
  4. Bene Nocerino, il migliore. Male Montolivo, un fantasma: sembrava Aquilani agli Europei. Mi chiedo sempre quale sia l’utilità di questi centrocampisti tanto acclamati dalla stampa ma che a conti fatti non fanno mai la differenza.
  5. Giovinco ha strabiliato, ma ha fallito l’appuntamento decisivo. Serve personalità-
  6. Acquafresca non ha colpe specifiche, mentre G. Rossi ha dimostrato una vlta di più di essere un fenomeno.
  7. Casiraghi: non poteva pretendere di vincere alla Lippi al mondiale. Serve anche giocare bene per vincere, non basta cercarsi la fortuna.

ps – Dembele del Belgio è mostruoso. Segnatevi questo nome!

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SENZA VERGOGNA

13 agosto 2008

Pareggio combinato: 0-0 col Camerun e primo posto in classifica

Una figura pessima: non ho neanche voglia di parlare della partita, perché non c’è stata. Ci siamo adeguati ad un pareggio scritto, che stava bene a tutti e due. Proprio noi che vediamo “biscotti” e complotti dappertutto. L’unica giustificazione? L’atteggiamento intimidatorio e scandaloso dei camerunensi, che hanno picchiato e perso tempo in maniera palese e vergognosa. Legittimo salvare le gambe. Però il passarsi la palla nella propria metà campo, senza affondare una che una azione, sono immagini troppo brutte per un’Olimpiade. Normali, giustificati, i fischi del pubblico: non è questo lo spirito. Vincere non sarebbe servito, impegnarsi a fare una figura decente era doveroso. Abbiamo evitato Brasile e Argentina. Bene, bello. Vedete di guadagnarvi la stima degli italiani nei quarti di finale. Ora come ora, la nazionale olimpica di calcio arriva, nell’interesse e nel cuore degli italiani, all’ultimo posto di tutte le discipline olimpiche.
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ROCCHI TORNA A CASA

12 agosto 2008

Tegola per Casiraghi: restiamo senza fuoriquota

Avevamo un solo fuoriquota alle olimpiadi. Ora se n’è già tornato a casa: Tommaso Rocchi, che aveva saltato la prima partita e giocato un’ora nella seconda, segnando un gol, se ne torna a Roma con un’infrazione del perone, conseguenza di uno scontro con Ranocchia a pochi giorni dall’inizio dei Giochi. Lo sostituirà Candreva, uomo di fascia più che una punta. Ma l’attaccante potrebbe arrivare ugualmente: Marchisio è out, e se gli esami diranno che non potrà più scendere in campo, Russotto è già pronto ad infoltire la rosa di Casiraghi. L’assenza di Rocchi, che ha già scatenato il sempre polemico Lotito sull’inopportunità dell’utilizzo del laziale, complica un po’ le cose: giocherà Acquafresca che non è certo scarso, anzi, è un grande centravanti. Ma l’esperienza e il fiuto del gol di Tommaso avrebbero fatto comodo, soprattutto negli incontri ad eliminazione diretta. Intanto, domani c’è il Camuerun: basta pareggiare per avere un quarto di finale più agevole.