Archive for luglio 2008

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DUE GIOIELLI URUGUAIANI PER IL MILAN

31 luglio 2008

Presi Mathias Cardaccio (1987) e Tabarè Viudez (1989)

Puntare sui giovani, dal futuro brillante ma dal presente che può garantire qualche partita come primo e ottimo rincalzo. Ed è così che il Milan si è buttato forte su due giovani uruguaiani e ha chiuso la doppia trattativa con Daniel Fonseca, vecchia conoscenza del calcio italiano. E se Viudez andrà a rinforzare la rosa primavera, c’è da scommettere che Cardaccio (nella foto) si aggregherà alla prima squadra per diventare a breve un elemento importante.
CARDACCIO – Dubbi sul cognome: tanti lo scrivono con due C, altri con una. Sicura la pronuncia, come potete sentire dal video qui sotto: “Cardacio”. Arriva dal Nacional di Montevideo. Potrebbe diventare il nuovo Pirlo, ma le sue caratteristiche sono più simili a quelle di Walter Gargano. 170 cm, è un bel picchiatore, se è vero che in nove partite del campionato in Uruguay ha collezionato 5 gialli e 2 rossi. 16 presenze in campionato, 7 in Libertadores, con un gol contro il Cenciano (video sotto). Nazionale Under 20, dove giocava con Cavani, al Nacional faceva sognare i tifosi per i suoi lanci verso Fornaroli, l’altro baby fenomeno arrivato alla Sampdoria. A gennaio davano tutti per fatto il suo trasferimento alla Lazio, ma i soliti problemi con il passaporto fecero saltare l’affare. Ora è comunitario a tutti gli effetti e così i rossoneri si sono assicurati le prestazioni di questo ‘volante’ che porta finalmente un po’ di aria giovane e fresca nel centrocampo del Milan. “El Bochita” potrebbe comunque finire in prestito: in Spagna e in Italia piovono già le richieste. Segno che il giocatore è apprezzato in mezza Europa. Chiedere a Ranieri per conferma: l’aveva espressamente richiesto alla dirigenza, lo vedrà invece in maglia rossonera.
VIUDEZ – Lo stesso Fonseca lo ha definito “ancora un bambino”. In effetti, il centrocampista offensivo del Defensor Sporting non è certo pronto per i grandi palcoscenici. Ma gli osservatori del Milan lo hanno ingaggiato scorgendone le potenzialità (anche se i maligni diranno che è il pegno da pagare a Fonseca che ha dato Cardaccio proprio ai rossoneri). È il nuovo numero 10 dell’Under 20 dell’Uruguay. “El Chaio” è un piccoletto di 168 cm, e dicono abbia le caratteristiche di Kakà, ma come sempre si esagera. Qui potete vedere uno dei suoi 4 gol con i quali ha contribuito, seppur giovanissimo, a far vincere il campionato al suo club. Tecnico, veloce, in Uruguay è considerato già una stella. Da noi verrà per imparare: o in primavera, o in prestito, Viudez dovrà farsi lo ossa per giocare al fianco del suo modello Kakà.
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VINCE IL MILAN, JUVE OK, INTER IN RITARDO

30 luglio 2008

Il Milan batte Juve e Inter ai rigori e vince il Trofeo Tim

Calcio d’estate. Calcio a bassa velocità. Milan-Juve però regala 4 gol, i due di Seedorf bellissimi, i due della Juve (Trezeguet e Marchionni) di opportunismo (anche se a essere sinceri, in entrambi i casi, la difesa rossonera era in formato scampagnata). Ai rigori vince il Milan. Juve-Inter finisce 1-0, gol del migliore, Iaquinta. Inter-Milan è un noiosissimo 0-0, vincono i rossoneri ai rigori.
MILAN – Squadra iper compassata, senza punte (Paloschi non può giocare là davanti da solo). Seedorf quando vede Buffon si esalta, o forse ha voluto far vedere che il 10 sulle sue spalle ci sta benissimo. Fase difensiva da brivido costante, soprattutto con Kalac tra i pali, anzi, il palo sembra lui. Molto meglio Abbiati. mancavano Nesta, Flamini, Ronaldinho e Pato. Non era il Milan vero. Però la retroguardia preoccupa.
JUVENTUS – Avanti di condizione rispetto alle altre. Nedved stupisce per freschezza, l’attacco è il più completo e pericoloso. Iaquinta è l’arma che potrebbe regalare tanti punti: gioca in tutti i ruoli d’attacco, fai i gol e va ad una velocità doppia rispetto agli altri. La parata di Buffon su Adriano è da cineteca: come sempre è lui a nascondere le magagne difensive che comunque ci sono.
INTER – Condizione fisica inesistente, abitudine al 4-3-3 pari a zero. Ma soprattutto, vedere Figo e Crespo fa quasi tenerezza. Si trascinano dietro (forse in una roulotte attaccata alla schiena) il peso di una carriera lunga e vincente. Ma praticamente finita. Adriano molto pimpante, fermato due volte solo dall’arbitro, altrimenti avrebbe fatto gol. La difesa non è giudicabile, dato che gli infortuni hanno spazzato via tutti i centrali tranne Burdisso. Muntari a suo agio nel centrocmapo a tre, mentre gli altri centrocampisti devono ancora capire quello che devono fare. C’è da lavorare, ma Mourinho lo sapeva già. Evitabile la sostituzione di Stankovic, che gli ha solo garantito un’ulteriore scarica di fischi.
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EL NIÑO MARAVILLA

29 luglio 2008

Alexis Sanchez, il fenomeno che fa sognare Udine

Se il nostro campionato sta tornando ad essere il più bello del mondo, non è solo grazie agli arrivi di Ronaldinho, di Mourinho ecc. Ci sono squadre che stanno migliorando molto, che investono per essere competitive. La Fiorentina dei Della Valle, il Napoli di De Laurentis, la Sampdoria che copn Cassano-Fornaroli promette scintille. E poi c’è l’Udinese, società modello, per organizzazione e filosofia. Arrivano tanti campioncini da tutto il mondo, diventano giocatori veri e vengono rivenduti. L’Udinese ha portato in Italia tantissimi giocatori, frutto di un durissimo e dettagliatissimo lavoro con gli osservatori, specialmente in Sudamerica. L’ultimo colpo, è quello più a sensazione, perché non ci troviamo di fronte ad una futura promessa, ma ad un giovane che ha già una dimensione internazionale. Si tratta di Alexis Sanchez, cileno, classe 1988. Il giocatore è stato acquistato due anni fa, con grande lungimiranza, per poi essere parcheggiato prima al Colo Colo e poi niente di meno che al River Plate! Una palestra niente male per un ragazzo che ha come modello di gioco Leo Messi. Piccolino (169 cm), veloce, iper tecnico, una mezza punta/punta esterna come si deve. Non è un bomber, ma sembrerebbe calzare a meraviglia per il tridente bianconero. Marino si sfrega la mani: Di Natale, Sanchez e Quagliarella punta centrale. Se il giovane cileno dovesse confermare le sue qualità, l’Udinese potrebbe aver messo a segno uno dei colpi più importanti della sua storia. Ci sono dei problemi legali legati al trasferimento, ma il presidente dell’Udinese Soldati ha tranquillizzato tutti.
E allora ci potremo gustare “el Niño maravilla”, come è stato soprannominato. Forse stiamo tutti esagerando con le aspettative, ma sembra davvero che questo ragazzo sia speciale. Vedere il video qui sotto per credere.
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IL SOGNO AZZURRO SVANISCE IN FINALE

28 luglio 2008

L’Under 19 di Rocca sconfitta 3-1 nella finale degli Europei dalla Germania

[da uefa.com] La Germania vince il suo primo titolo europeo a livello di Under 19 battendo l’Italia in finale pur giocando in dieci per oltre un tempo. A Jablonec vanno a segno Lars Bender, Richard Sukuta-Pasu e Timo Gebhart per i tedeschi e Silvano Raggio Garibaldi per gli Azzurrini.
I gol – La squadra allenata da Horst Hrubesch sblocca il risultato con Lars Bender al 24′, ma perdono Jungwirth per espulsione dieci minuti più tardi. Nella ripresa gli Azzurrini ci provano, ma la Germania va ancora in gol con Sukuta-Pasu al 61′. Anche l’Italia resta in dieci per l’espulsione di Matteo Gentili, ma si rifà sotto con Raggio Garibaldi al 78′. Neanche il tempo di abbozzare un arrembaggio finale perchè all’80’ Gebhart mette in ghiaccio la partita per i tedeschi.
Bender apre – La Germania aveva vinto tutte le gare nella fase a gironi ma rischia grosso al 3′ quando Jungwirth legge male un passaggio di Raggio e Alberto Paloschi scavalca Ron-Robert Zieler mancando però la porta. Poi Dennis Diekmeier e Sven Bender combinano bene ma non riescono ad imbeccare lo smarcato Sukuta-Pasu. Al 24′ i tedeschi passano. Gebhart e Lars Bender creano scompiglio nell’area azzurra e Bender insacca di sinistro.
Cartellino rossoL’Italia prova subito a rispondere ma il tiro di Okaka Cuka è debole e Zieler può intervenire. A sette minuti dall’intervallo Jungwirth colleziona il secondo cartellino giallo per trattenuta su Okaka Cuka, e l’Italia può giocare in superiorità numerica. Fernando Forestieri sfiora la traversa sul conseguente calcio di punizione. L’Italia pressa ma è Vincenzo Fiorillo a dover intervenire su Deniz Naki.
Germania riorganizzata –Il forcing azzurro continua nella ripresa ma la Germania si organizza bene retrocedendo Lars Bender in difesa e con il nuovo entrato Danny Latza che va a piazzarsi proprio davanti alla linea a quattro. Al 61′ i tedeschi raddoppiano: Naki e Gebhart combinano bene per Sukuta-Pasu che dal limite dell’area pesca l’angolino basso. Lo stesso Sukuta-Pasu viene poi fermato da Fiorillo, con Latza che spreca sulla ribattuta. Poi Gentili viene espulso prima del gol della speranza di Raggio a 12 minuti dalla fine. Passano altri due minuti e la Germania chiude i conti: la punizione di Naki pesca Gebhart, che di testa insacca e spegne i sogni di rimonta degli Azzurrini.

La formazione azzurra: 1 Vincenzo Fiorillo, 2 Matteo Darmian, 6 Matteao Gentili, 5 Massimiliano Tagliani, 3 Matteo Bruscagin, 15 Andrea Poli, 8 Andrea Mazzarani, 10 Fernando Martin Forestieri, 4 Silvano Raggio Garibaldi, 7 Alberto Paloschi, 9 Stefano Okaka Chuka.

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L’INTER COMPRA, LA ROMA ASPETTA

24 luglio 2008

Niente Lampard, l’Inter prende Muntari. I Della Valle bloccano Mutu

Ore di calciomercato vero. Non quello delle invenzioni/supposizioni/fantasie. Arrivano offerte, si firmano i contratti, ci sono comunicati. L’Inter non è riuscita a prendere Lampard. Ha virato con decisione, per la fretta di colmare quel buco a centrocampo che Mourinho denuncia da mesi. Verrà ufficializzato oggi l’acquisto di Sulley Muntari, dal Portsmouth per 14 milioni di euro più dei premi a seconda delle presenze e delle vittorie. Il giocatore ghanese, l’anno scorso passò ai Pompeys dall’Udinese, per la stessa cifra. Grande fisico, mancino, si adatta perfettamente al centrocampo a tre di Mourinho. Il limite rimane quello caratteriale: troppe espulsioni, stupide, ingiustificate. Servirà un lavoro psicologico più che tattico. Perché Muntari? Perché il Lampard a questo punto lo farà Stankovic, e Mourinho si è rassegnato all’idea. E Muntar invece, farà quello che faceva Essien nel Chelsea, con le debite proporzioni, dato che Essien è uno dei top 10 del mondo. Si delinea così un cantrocampo con Cambiasso-Muntari-Zanetti (o Stankovic o Vieira). Davanti c’è una scelta infinita, tanto più che il quotidiano portoghese A Bola dà per quasi fatta la trattativa per Quaresma. Urgono cessioni: si parla di Burdisso, uno tra Pelé e Dacourt (più probabile il primo in prestito), e una punta: penso a Suazo, oppure Adriano se si riuscisse a monetizzare.
Diverso il discorso Roma: parlavo dell’immobilismo sul mercato e subito sono stato smentito, con l’offerta per Mutu. Vera, ufficiale: Mutu dopo tante belle parole non si è visto aumentare l’ingaggioa Firenze. E come dicono due miei fidati amici ed esperti del settore, questo per Mutu è il contratto decisivo. Avendo 29 anni, è chiaro che mutu vuole guadagnare almeno 15 milioni di euro nelle prossime stagioni: o in 5 anni alla Fiorentina (che però porterebbe a scadenza un giocatore ai 34 anni, pesando alla grande sul monte stipendi) o in 3 anni, con un contratto top alla Roma, che comunque non è probabilmente in grado di offrirgli una tale cifra. I Della Valle si sono però messi sulla Firenze-Roma, bloccando la fuga. “È e resterà un giocatore viola!”. Prandelli è furioso: non èuò perdere, dopo Toni, il pezzo migliore del suo progetto. Non avrebbero senso tutti i soldi spesi in campagna acquisti.
La Roma aspetta, ma a mio avviso farebbe bene a puntare tanto su Julio Baptista: lo vedo meglio negli schemi di Spalletti. Per dirla alla Ancelotti, è un “treccante” perfetto, sia come vice Perrotta che come vice Totti.
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COUTINHO: L’INTER HA GIÀ LA STELLA DEL FUTURO

22 luglio 2008

Tra due anni arriverà all’Inter il baby-fenomeno del Vasco da Gama

Ho girato vari siti, forumo e newsgroup, per vedere un po’ se si trattava della solita bufala o di una notizia sensata. Sembra sia tutto vero. Stasera, alle ore 20 italiane, il Vasco da Gama ha programmato una conferenza stampa, in cui, molto probabilmente, parlerà del futuro di Philippe Coutinho. Il giocatore, classe 1992, è stato a lungo seguito dagli osservatori di tutta Europa e oggi, l’Inter, ha dato la scossa decisiva: nel 2010, al compimento del 18esimo anno di età, Philipinho volerà con la sua famiglia a Milano, come è successo per Pato. 4,2 milioni di euro la cifra sborsata dalla società nerazzurra, che ha visto in Coutinho il fenomeno del futuro. La bravura del coordinatore del settore giovanile, Piero Ausilio, è una garanzia sull’operazione. Il ragazzo, che sembra il sosia brutto di Pato, avrà due anni per crescere con calma, sia fisicamente che calcisticamente. Per ora è un punto fermo della nazionale Under 16 brasiliana. Negli ultimi giorni sembrava che il Real Madrid avesse messo le mani sul giovane, che però vestirà la maglia nerazzurra. Su youtube, come sempre accade, ci sono già i video che sponsorizzano il giovane brasiliano. Ve ne proponiamo uno, in modo che possiate ammirare i numeri di questo futuro campione.
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ROMA, SE CI SEI BATTI UN COLPO

22 luglio 2008

Capitan Totti avvisa: “con questa squadra, siamo da quarto posto”

Il capitano ha dato la sveglia. Così non va bene. Per adesso, la Roma di Luciano Spalletti non solo non si è rinforzata, ma rispetto all’anno scorso ha perso dei tasselli importanti. Ceduto Mancini all’Inter, l’uomo di maggior qualità in fase offensiva, dopo Totti, la Roma ha riscattato Vucinic dal Lecce: il montenegrino è atteso alla consacrazione definitiva. Incassati 15 dall’Inter, spesi circa 11 per Vucinic, la Roma ha speso altri 5 milioni per John Arne Riise, terzino sinistro, che al Liverpool ormai era retrocesso tra le riserve. Un buon acquisto, niente di più: soprattutto in fase difensiva, non entusiasma. Ferrari è giunto a fine contratto, e giustamente non gli è stato rinnovato: al suo posto è stato ingaggiato l’esperto Loria, dal Siena, in cambio di Galloppa e del prestito di Curci. Un’altra cessione è quella di Giuly: per 2.5 di euro il francese torna in patria al PSG. Prende il suo posto, nello scacchiere di Spalletti, Esposito, riscattato dal Cagliari con non so quale coraggio. Montella rimarrà alla base a fare l’Inzaghi della situazione. Per il resto, soltanto nebbia: Aquilani non ha rinnovato, e De Rossi stesso ha capito che la situazione non è delle più semplici. Aquilani vuole soldi che la Roma non è in grado di offrirgli, e quindi la Juve resta sempre alla finestra. Spalletti ieri ha detto che la Roma riparte da zero. Adesso come adesso, visto anche la delicata situazione economica, parte da meno di zero. Si fanno tanti nomi nel frattempo per l’attacco. L’ultimo in ordine di tempo è Malouda, esterno sinistro agile e veloce del Chelsea. Costa. Come costa Julio Baptista, che sarebbe l’acquisto ideale: forte fisicamente, può fare sia la prima punta in alcuni casi che partire da lontano. Ma il Real chiede 15 milioni, la Roma come sempre non sembra disposta a spendere e chiede il prestito con diritto di riscatto. Che non può certo ingolosire il Real Madrid. Insomma: questa Roma ha bisogno di acquisti veri, che perlomeno sopperiscano alle cessioni. Ora come ora non c’è niente di concreto all’orizzonte. Vedremo cosa si inventeranno i dirigenti, costretti ad agire sul mercato con disponibilità davvero limitate. Svanito il sogno americano, è questa la dura realtà che accompagna i tifosi giallorossi.