Archive for the ‘La poesia del calcio’ Category

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I POETI DEL GIOCO

5 agosto 2008

Tratto da “FUTBOL” di Osvaldo Soriano

Leggetelo, leggetelo per forza questo libro. Vi propongo un passo delle “Memorie del Mister Peregrino Fernandez”. Questo libro è un capolavoro.

…non è per niente lontano da quello che diceva il grande Tesorieri:
«Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse altri avreste potuto vedere se aveste osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio.
«Questi sono i profeti. I poeti del gioco».

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E ABRAMOVICH SORRISE. LIBERO COME LA PIOGGIA

23 maggio 2008

60 secondi di Luigi Garlando, sulla Gazzetta di oggi, venerdì 23 maggio 2008

A Fedro e a Esopo sarebbe piaciuta la finale di Mosca e ne avrebbero tratto un apologo. Questo.
Viveva un tempo un uomo molto ricco di nome Roman che poteva comprarsi tutto. Si fece costruire una nave enorme con un sottomarino dentro a acquistava all’asta i quadri più belli della terra, perché era sensibile alla bellezza. Al suo fianco si succedevano donne sempre più affascinanti. Quelle abbandonate soffrivano, ma si consolavano in fretta con l’immensa fortuna che il generoso Roman aveva lasciato loro.
Un giorno il ricco Roman si innamorò del calcio. Comprò una squadra di nome Chelsea e la rese sempre più forte, tanto che in breve tempo raggiunse la finale più prestigiosa. La partita risultò combattutissima e il Chelsea sembrava destinato a vincerla. Un solo calcio di rigore separava la squadra di Roman dal trionfo. Sul dischetto andò il Capitano, guerriero impavido. Ancora per una volta Roman stava per ottenere quello che voleva. Ma il Capitano scivolò sull’erba bagnata dalla pioggia e il Chelsea perse la Coppa. Invece di disperarsi in tribuna, Roman si ritrovava a chiedersi: “Quanto costa quella pozzanghera?”, “Dove si compra quel pizzico di buona sorte che in un attimo trasforma il vincitore in uno sconfitto?”.
Mentre il Capitano piangeva come un bambino, il ricco Roman osservava la festa degli avversari con un sorriso divertito. Sorrideva perché la libertà della pioggia era la sua libertà; perché se davvero avesse potuto comprarsi tutti i sogni, la vita sarebbe stata di una noia mortale. E invece la vita si ostinava a tenere articoli fuori commercio e perciò si spalancava davanti a lui, imprevedibile e affascinante, come un gioco d’azzardo.

Luigi Garlando
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TENSIONE

19 febbraio 2008

Un paio d’ore dal calcio d’inizio, la tensione non è quantificabile

Lo ammetto, forse per un Inter-Juve sto più male. Ma quella di stasera, questo Liverpool che incombe, si porta dietro troppi significati, troppe tensioni, troppe gufate, per poter essere una partita normale. C’è chi mi chiede come sto, se sto già male, c’è chi mi chiama per sapere se c’è già la formazione ufficiale. C’è chi si farà sentire solo se perdiamo. Mi piace, tutto questo, mi piace essere identificato con l’Inter, con le gioie o le disavventure della mia squadra. Come d’altronde esprime benissimo Nick Hornby, in quel “Febbre a 90°” che è un po’ il manifesto di chi, come me, è pazzo per la propria squadra.

Anche se sai che qualsiasi cosa – Mickey Rourke o i cavoletti di Bruxelles o la fermata della metropolitana di Warren Street o il mal di denti: le cose a cui la gente può associarti sono infinite e personali – può mettere qualcuno su un treno di pensieri che finirà con te seduto in uno dei suoi vagoni, non hai idea di quando possa succedere. È un fatto imprevedibile e fortuito. Con il calcio tutta questa casualità sparisce: tu sai che in sere come quella del Campionato dell’89, o in pomeriggi come quello della disfatta con il Wrexham nel 1992, sei nei pensieri di decine, forse centinaia di persone. E mi piace, mi piace il fatto che ex fidanzate o altre persone che ho perso di vista e che probabilmente non rivedrò mai più, siano sedute davanti alla tv e pensino, per un momento ma tutte nello stesso momento, Nick, solo questo, e siano tristi o felici per me. A nessun altro succede, solo a noi.

Nick Hornby, Febbre a 90°, pag. 192

Spero che stasera, sarete felici per me.

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ZLATAN, È MUSICA

15 gennaio 2008

Elias: Who’s da man? Zlatan!

Le continue prodezze di Zlatan Ibrahimovic lo portano ad essere sempre al centro dell’attenzione e dell’ammirazione di tutti gli appassionati di calcio. È bello per noi celebrare il campionissimo svedese con il video-clip di Elias, ragazzo prodigio svedese che canta una vera e propria ode per il suo mito Zlatan. È una canzone molto divertente, in lingua svedese ma con un paio di prestiti dall’inglese e dal tedesco in fondo al ritornello: “…i love you ich liebe dich zlatan ibrahimovic” che non hanno bisogno di traduzioni. Alzate il volume: Elias feat. Frans, “Who’s da man”
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Spezia-Pisa, il Derby

11 gennaio 2008

Riflessioni su una partita che va al di là del calcio

Il derby è la partita per eccellenza. Tutti gli appassionati di calcio lo sanno. Il calcio non ha, almeno in teoria, figli e figliastri. Ogni derby è di per se’, anche se si gioca in Eccellenza, la partita dell’anno. Insieme ovviamente al derby di ritorno. Quello che andrà in scena domani allo stadio Alberto Picco non interesserà certo l’Italia intera, ne’ avra spazio nei telegiornali nazionali. Eppure sta tenendo un’intera città in tensione, scatenando ricordi e speranze sopite. Quello di domani sarà il confronto tra il Pisa, la squadra guidata da Giampiero Ventura che sta stupendo tutti, guidata dai goal di Cerci e Castillo, e lo Spezia, la squadra più in bilico della serie B. In bilico in classifica, perchè a ridosso della zona retrocessione, ma soprattutto in bilico dal punto di vista societario. Il presidente Ruggieri non ha i soldi per ripianare gli oltre 6.ooo euro di debiti che la squadra ha accumulato ed è in trattative con diversi gruppi di imprenditori, deciso a passare la mano. Non si sa ancora nulla riguardo ai possibili scenari futuri. Ruggieri è attualmente a colloquio con l’ex-bandiera dell’Inter Sandro Mazzola, che si è offerto come mediatore per un contatto con un importante gruppo imprenditoriale milanese. Gli imprenditori stanno valutando il da farsi e chiedendo consigli a Massimo Moratti, che attualmente detiene ancora il 10% delle quote societarie spezzine. Questioni insomma più adatte ad un esperto di finanza che ad un tifoso sportivo. Il rischio, detta in soldoni, è quello di un naufragio economico della società e di un fuggi-fuggi generale. I tifosi stanno con il fiato sospeso, ben sapendo che il primo sacrificato sull’altare del bilancio potrebbe essere proprio la bandiera dello Spezia, il capitano Max Guidetti, corteggiato da società di serie A e B. Ma non importa, domani c’è il derby. Per un giorno il rettangolo di gioco sarà l’unica cosa importante, anche se non ci saranno i tifosi avversari, bloccati dalle norme di sicurezza previste dal decreto legge-Amato. Ma non importa neanche questo, domani c’è il derby. Una partita di calcio può fare questo e altro, può perfino far dimenticare i problemi di una città piccola e immalinconita Spezia. Buon derby a tutti, anche ai pisani. E che Guidetti ce la mandi buona.
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Ti amo campionato!

6 gennaio 2008

Elio+Gialappas= Capolavoro

1998. Mai dire Gol. The New Alphaville, alias Elio e Faso di Elio e le Storie Tese ci cantano la sigla di chiusura. Il campionato è appena finito tra mille veleni. I favori arbitrali alla Juventus di Lippi fanno discutere e arrabbiare l’intera Italia calcistica. Intrighi e ruberie? Macchè, è stato fatto tutto in nome dell’Amore. Ce lo assicura Elio. Una storica sigla di un programma geniale, che ha ci ha raccontato il calcio come nessun altro, tra una risata e l’altra. Se non è poesia questa…

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Au revoir!

27 dicembre 2007

Ricordo di una pubblicità della Nike che ha fatto storia

Generalmente non amo la pubblicità. Tuttavia quando gli spot sono fatti bene, girati in modo coinvolgente, e soprattutto colpiscono l’immaginario del pubblico. Questa pubblicità lo ha sicuramente, e in modo duraturo, inaugurando una lunga stagione tutt’ora attiva di spot Nike dedicati al mondo del calcio. E di poesia calcistica si può parlare, intendendola come un connubio di racconto e passione, questa pubblicità di poesia ne ha parecchia. L’idea dello scontro tra il Bene e il Male nel mitico colosseo, per quanto semplice e puerile, ha una forza archetipica- questa sera vogliamo fare i sofisticati- davvero notevole. Moltissimi sono poi i campioni “gentilmente prestatisi” per la pubblicità: Maldini, Ronaldo, Rui Costa, ma soprattutto Eric Cantona, grande campione del Manchester United. Assolutamente fantastica la scena finale, dove il francese, prima di freddare il mostro con un tiro imparabile, ci regala un “Au revoir” a denti stretti. Geniale. Non ci resta che augurarvi buona visione.