Archive for marzo 2008

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COME VOLEVASI DIMOSTRARE

31 marzo 2008

Empoli, via Malesani, torna Cagni

Andatevi a leggere il post del 27 novembre 2007. Ve l’avevamo detto, ma in fondo non era difficile da prevedere. Malesani ha affondato l’Empoli, che adesso richiama Cagni, che l’anno scorso li aveva portati in Uefa. Ditemi voi dove è la logica nel calcio.

leggi il post del 27/11/07

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ITALIA, NIENTE DRAMMI…SOLO QUALCHE PREOCCUPAZIONE

27 marzo 2008

Villa castiga l’Italia, in una partita da pareggio

Non è drammatica la sconfitta dell’Italia ad Elche, decisa dalla meraviglia di David Villa, che da almeno tre anni imperversa nella Liga e che Marco Civoli, lui si che ha l’occhio lungo, tiene a segnalare al pubblico: “Segnatevi questo nome, David Villa… ah, ma ha già 26 anni!”. Ha proprio l’occhio lungo Civoli…
Telecronaca a parte, l’Italia avrebbe meritato di segnare: un gol annullato a Toni, una traversa e una parata su Camoranesi. L’impressione che con il modulo-Spalletti, con De Rossi-Pirlo e Perrotta pronto ad inserirsi, con Camoranesi e Di Natale larghi, l’Italia abbia definitivamente trovato l’11 titolare con cui giocherà l’Europeo. C’è fuori Gattuso, che all’occorrenza giocherà, o forse giocherà titolare, ma in tal caso Pirlo salirebbe a fare il regista offensivo, e le azioni dovrebbero partire da De Rossi. Ma a mio modo di vedere, l’Italia non può prescindere da Pirlo che prende palla nella propria metà campo.
La difesa deve togliersi un po’ di ruggine: siamo i migliori nella fase difensiva, su questo non ci piove, ma manchiamo di velocità, e dato che dobbiamo giocare contro i velocisti dell’Olanda e contro i francesi Ribery-Benzema-Malouda ecc… la nostra difesa potrebbe soffrire sotto questo aspetto. Davanti, Di Natale-Toni danno garanzie. Iaquinta e Quagliarella hanno il benestare di Donadoni a prescindere dalle loro prestazioni. Resta da vedere Borriello. Ieri ha giocato nella ripresa, quando l’Italia ha giocato solo il primo quarto d’ora per poi soccombere al palleggio spagnolo. dovrebbe essere lui il vice Toni. Ma se Amauri ottenesse la cittadinanza italiana, chi andrà agli Europei?
I 21 convocati di ieri sembrano essere sicuri di esserci, in Austria e Svizzera. Mancano il terzo portiere (suggerisco Cudicini, sta giocando alla grande e se lo merita) e un jolly: qualcuno dice Chiellini, qualcuno vuole un’ala, un vice Camoranesi, ma in Italia non ce ne sono. Qualcuno invoca Del Piero, altri Cassano. La scelta più logica sarebbe Del Piero, ma non può giocare nel modulo di Donadoni, e questo è un grosso freno alla convocazione di Alex. Se Cassano fosse stato affidabile, io avrei puntato su di lui. Sarebbe stato il giocatore in più. Adesso Donadoni ha un paio di mesi per decidere. Non è facile, ci pensi bene. il 23esimo potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia per questa Nazionale.
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È LUI IL VERO FENOMENO

25 marzo 2008

Bojan Krkic, nessuno forte come lui a 17 anni

Bojan Krkic è nato il 28 agosto del 1990, in Serbia. Di madre spagnola, nel 1999 entra nella cantera del Barça. In sette anni, segna 889 gol, ripeto ottocentoottantanove gol. A 17 anni e 2 mesi è il più giovane giocatore del Barcellona ad aver segnato un gol in campionato. In questa stagione, in cui gioca regolarmente in prima squadra, facendo star fuori a turno gente come Ronaldinho o Henry, ha segnato già 7 gol. Prima Messi, poi Dos Santos, classe ’89 ma più fumoso di Bojan. Adesso, il giovane spagnolo (gioca per la Spagna e non per la Serbia), è seriamente il diciottenne più forte del mondo. Mi direte: ma Pato? Beh, anche Pato è un fenomeno. Però Bojan, oltre ad essere un mio pallino da più di un anno, mi dà l’impressione di essere già al livello di Messi. Forse esagero, anche perché è un giocatore leggermente diverso. È destro naturale, ama segnare, è rapido e svelto sotto porta. Ha forse un pizzico in meno di genialità di Messi, ma ha il gol nel sangue. E nell’uno contro uno fa impazzire. Pensare che un diciassettenne fa stare in panchina gente che ha vinto il pallone d’oro, fa rabbrividire. Almeno Pato gioca titolare nel Milan perché la concorrenza è limitata. Comprare Bojan è impossibile. Il Barcellona non vede l’ora di disfarsi di Ronaldinho (pensate come sono messi questi), secondo me anche di Henry che è stato un mezzo flop e di dare in mano l’attacco ai tre meravigliosi Bojan-Messi-Dos Santos. Solo al pensiero, vengono i brividi.
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CHE SGAMBETTO

23 marzo 2008

Juve bella e fortunata: l’Inter vede le streghe

La Juve ha vinto, con merito. E questo innanzitutto. Poi c’è da dire, che a parti invertite, sarebbe crollato addosso alla società nerazzurra un monte di polemiche, insulti e reazioni scandalistiche da parte della stampa e della tv. Il gol di Camoranesi è in fuorigioco netto, ma nessuno ha parlato. L’Inter, dicono, è stata aiutata: adesso sembra ormai che i torti si stiano equilibrando, come è normale, dopo la campagna mediatica e le lettere e i piagnistei inviati agli arbitri.
Ciò detto, e me lo dovevate concedere, devo dire che l’Inter ha perso per vari motivi: 1) mancavano Cordoba, Samuel, Dacourt e soprattutto Vieira e Cambiasso; 2) Maxwell, Chivu, Ibra e Cruz non sono al meglio, anzi; 3) Stankovic gioca per ostinazione di Mancini, che preferisce un giocatore zoppo e infortunato ad uno integro, sano, e di ruolo a centrocampo, Maniche; 4) Burdisso ha regalato la sua ennesima cazzata, la misura è ormai colma; 5) Materazzi è nella peggior condizione fisica della sua carriera, l’infortunio patito in Nazionale (dove Totti e Nesta non vanno per preservare le loro gambine dorate) lascia strascichi pazzeschi; 6) l’Inter non ha gioco; 7) in attacco è una sofferenza, Suazo è ridicolo, Crespo marcisce in panchina, Balotelli andava messo prima; 8) la Juve è una squadra coi controcazzi; 9) Sissoko in mezzo al campo è un toro; 10) Trezeguet una palla un gol, come sempre.
Dieci motivi che possono bastare, che non sono alibi, ma sono spiegazioni. E sono le preoccupazioni delle prossime otto partite. La Roma è lì, ci crede. All’Inter devono stringere i denti, recuperare un po’ di giocatori, e tornare ad essere tranquilli. Mancini deve farcela, il fallimento sarebbe solo il suo. La Roma ci deve credere, ma rischia di lasciare troppe energie mentali nello scontro col Manchester, e come biasimarla. Saranno 2 mesi di fuoco. Che vinca il migliore.
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UN’AQUILA NEL CIELO

20 marzo 2008

Behrami al 92′ manda la Roma all’inferno

Che aiutone! E con buona pace dei giallorossi, sono proprio loro a farlo all’Inter. Al 92′ di un derby pazzesco, con gol di carambola, con gol bellissimi, con ritmo vertiginoso, Behrami segna il 3-2 per la Lazio. La Roma rimane stordita: credeva che il momento di grazie fosse infinito, ma si sa, il derby è un’altra storia. L’Inter, che aveva finito di giocare 45′ prima, aveva pareggiato. Sarebbe stata l’occasione d’oro per la Roma, ma a conti fatti, è stata un’occasione un po’ sciupata dall’Inter, non per propri demeriti, o almeno non del tutto.
I nerazzurri, in barba a chi sostiene un pilotaggio del campionato da parte della società di Moratti, giocano per la quinta volta in campionato in 10 contro 11. Ottava volta in stagione. E hanno perso in 10 contro 11 solo contro il Liverpool. L’espulsione di Pelè è secondo alcuni frettolosa, secondo altri ci può stare. In sostanza, l’Inter ha giocato l’ennesima partita di sacrificio, di grandissima organizzazione difensiva e di grande orgoglio. È stata raggiunta solo al 85′ da quel Marco Borriello, che a vedere come sta messo il Milan, vien proprio da ridere.
Il campionato comunque non è finito. L’Inter aggiunge un punticino, ma sabato ospita la Juve, mentre la Roma aspetta all’Olimpico il piccolo Empoli. Potrebbe essere una giornata scontata. Ma potrebbe anche non esserlo. Come è accaduto ieri: in 135′ minuti (dilazionati) il campionato si è riaperto e si è richiuso in faccia a chi insegue.
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TRICK FREE KICKS

18 marzo 2008

Schemi e geniali invenzioni: calci di punizione da sballo!

La discussione in merito al calcio d’angolo della Roma, con la palla toccata da Pizarro che poi si allontana dalla bandierina, ma la palla è ormai in gioco, mi ha fatto ricordare di questo video, che raccoglie alcune delle più ingeniose esecuzioni dei calci piazzati. Finte, tocchi a sorpresa, schemi pazzeschi. Nel video vanno a buon fine, ma chissà quante volte, ad uno schema studiato, è seguito un fallimento nell’esecuzione. D’altronde provare costa al massimo una figuraccia. Ma se tutto va bene, si entra nella storia. Buona visione!
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BOTTA E RISPOSTA

17 marzo 2008

La Roma fa paura, l’Inter non si spaventa

La Roma ha dato un grande cazzotto, ma l’Inter è rimasta in piedi (cit. Mario Sconcerti, Sky Calcio Show). Non credo ci sia modo migliore per descrivere il weekend di serie A. Sabato sera, per la prima volta, per conto mio, la Roma ha dimostrato di poter davvero vincere lo scudetto. Avevo creduto, dopo il gol di Kakà, che si trattasse della solita fisiologica, caduta che occupava il posto dello sperato salto di qualità. E invece la Roma l’ha detto, chiaro e tondo: quest’anno ci sarà fino alla fine. Perché se vince dopo essere stata messa sotto sul piano del gioco da un bel Milan (al quale manca un benedetto centravanti), e lo fa grazie ai giocatori entrati dalla panchina, beh, allora il salto di qualità rispetto alla passata stagione c’è stato.
L’Inter, nella settimana più incredibile e difficile dell’era Mancini è tornata normale, nel senso della normalità della sua forza. Ha battuto con merito il Palermo, giocando un grande primo tempo, trovando in Vieira il vero fulcro del gioco, come da sempre sperato. Mercoledì giocherà a Genova, con un orecchio a Roma: il derby della Capitale potrebbe essere decisivo in un senso o nell’altro. Era da tempo che non valeva così tanto. E sabato c’è Inter-Juve.
Una settimana di fuoco. Una settimana in barba a chi dice che la Serie A è facile, piatta e monotona. La Serie A è bellissima, da sempre.