Archive for maggio 2010

h1

SETTE GIORNI DOPO

29 maggio 2010

È bello essere CAMPIONI

Annunci
h1

CIAO JOSÈ, GRAZIE

25 maggio 2010


Josè ha capito cos’era l’Inter quando Muntari segnò contro la Juve. 1-0, derby d’Italia vinto, entusiasmo, voglia di vincere al top. L’ha capito quel giorno, poi pian piano l’ha capito sempre di più. L’ha capito incazzandosi, gridando alla “prostituzione intellettuale”. Ha messo in guardia tutti, dicendo che l’Inter non aveva dietro i poteri forti, che avevamo contro un intero movimento. Esagerato? Forse, ma è innegabile è che l’aria fosse quella. Agli amministratori delegati che facevano la morale ha risposto gelandoli: “Conosco solo Monaco di Tibete“. A quelli che sistemavano a proprio piacere il calendario, rispondeva chiedendo al presidente della Lega Calcio di fare lo stesso per l’Inter, sorridendo ma non troppo. A chi gli predicava di vergognarsi per aver battuto la Lazio ha risposto a denti stretti, a muso duro: “Esigo rispetto da chi dorme in una culla di oro“.

La Gazzetta, sabato mattina, aveva messo la foto di Mou che si metteva la maschera del Mago Herrera. “Mago Mou, pensaci tu“. Ci ha pensato lui, davvero, portandoci a Roma, a Siena e a Madrid a vincere, soffrendo ma nemmeno tanto, quasi con naturalezza. Siamo diventati GRANDI, con Josè. Materazzi ha spiegato quando: “A Londra, con il Chelsea, lasciando a casa Balotelli”. Non un gruppo, una cosa unica. Che poi Mou mago lo è per davvero. La profezia Zero Tituli dura da due anni, l’sms scritto l’8 maggio da Berlino a Materazzi, che gli chiedeva: “Com’è il Bayern?”, è stato “Vinciamo 2-0”. Qual è la foto di Josè in questi due anni? Le manette, il bacio allo stemma, gli Zero Tituli? No, le lacrime. Le lacrime di Siena, le lacrime di Madrid. Le lacrime di uno che è diventato interista nel profondo, che ha dato il sangue per i nostri colori e che ci ha portato sul tetto d’Europa. Se Josè, in questi due anni, ha indossato una maschera, è stata quella dell’interista perfetto. Adesso torna a Madrid, magari, sicuramente anzi, indosserà la camiseta blanca con agilità. Ma una cosa, Zé Mario la sa: da nessuna parte, nemmeno al Chelsea, i tifosi l’hanno tanto amato. Grazie José.

h1

SIAMO NOI

24 maggio 2010

Lo ammetto. Ieri sera ci ho pensato: «E adesso?». Ho aspettato questo mese di maggio per 25 anni: vincere tutto, dominando, lottando, soffrendo. La Coppa in casa della Roma, poi andare a Siena e vincere all’ultimo respiro. Poi vedere il mio capitano che si trasfigura mentre alza la Champions. Abbiamo completato l’opera. Ho pianto tanto, come non mi era mai successo. Avevo pianto tante lacrime amare, ma quello di sabato è stato il pianto più bello della mia vita. Quei ragazzi hanno realizzato i miei sogni, Josè è stato il nostro condottiero. Vedere l’alba a San Siro è stata un’emozione che non mi ha permesso di urlare a squarciagola. Era come se mi stessi guardando da fuori e mi vedevo lì, a due passi dal capitano con in mano la coppa, con il sole che sorgeva, e mi dicevo: “Ecco, questo è il momento”. Ed è stato immenso, bellissimo, forse irripetibile. Ecco, questo è l’unico mio dubbio. Che una gioia così genuina non possa tornare. Che ormai l’apice l’abbiamo raggiunto. Poi mi son concentrato su Cambiasso, che girava con la maglia di Giacinto. Ho guardato il capitano più bello del mondo e ho pensato: “Con questi ragazzi non finirà mai”. Supercoppe, mondiali per club, vogliamo tutto. Ma ormai la storia è scritta: gli immortali siamo noi, sono io che ho pianto, è il capitano che la Coppa se l’è messa in testa perché la voleva da 700 partite.  Non sarà mai solo la gioia di una sera. Perché il momento di una vita è arrivato e me lo porterò dentro per sempre.

h1

ALBA NERAZZURRA

23 maggio 2010

La coppa è arrivata con il sole. I cancelli di San Siro sono stati aperti alle 2.30, mentre capitan Zanetti e il figlio del presidente Moratti sono entrati sul terreno di gioco alle 6.07. L’alba milanese aveva già svegliato anche chi si era addormentato sui seggiolini del Mezza. Quarantamila persone, un mare di gente nerazzurra, ha vegliato l’arrivo degli eroi di Madrid, cantando per ore. Non c’era Josè Mourinho, e i tifosi se ne sono accorti subito. C’era però il principe Milito, che non ha fatto in tempo a spostarsi in mezzo al campo con il microfono per dire “Grazie” al suo popolo, che è stato sommerso da cori di esaltazione. Mezz’ora di coppa per gli occhi dei tifosi. Pochi minuti per ammirare quel trofeo che tanti avevano visto solo in tv. Fuochi d’artificio, fumogeni, bandiere. La notte nerazzurra è finita con Esteban Cambiasso che ha salutato, instancabile, tutti i tifosi, dopo il giro di campo. Alcuni giocatori non erano presenti, altri hanno fatto un breve giro per poi andare a riposare. All’uscita dallo stadio l’assalto alle macchine di Milito e Samuel. Alle 7.15 la festa non era ancora finita. A Milano i clacson sono ancora bollenti.

h1

IL GIORNO

22 maggio 2010


L’ho aspettato da tempo. Forse da troppo. Non sono a Madrid, non sono in Duomo. Sono davanti al pc, a far finta che tra mezz’ora non inizierà nessuna partita. E invece so che sarà dura, per i ragazzi e soprattutto per me. Non potrò essere loro d’aiuto, se non con la mia tensione che mi fa stare male. Ma i ragazzi, mai come quest’anno, hanno dimostrato di essere attaccati alla maglia. Hanno dato tutto, lo daranno anche questa sera. È vero, nel caso andasse male, sarebbero solo belle parole al vento. Ma io dei miei ragazzi mi fido, e so che faranno di tutto per i nostri colori. Forza, INTER.

h1

KEVIN, GERMANIA-GHANA È GI­À INIZIATA

21 maggio 2010

(su Sky.it) È nato a Berlino, ha giocato nell’Hertha e nel Borussia, ma soprattutto nell’under 21 tedesca. Poi, Kevin-Prince Boateng ha scelto il Ghana. Adesso, che è nell’occhio del ciclone per aver estromesso dal mondiale il capitano della Germania Ballack con il suo fallo nella finale di FA Cup tra Portsmouth e Chelsea, il centrocampista di origini ghanesi non rimpiange la sua scelta. “Parlano tutti del mio fallo. Ma è un normale contrasto di gioco il mio. Perché non si parla della sberla che mi ha rifilato Ballack poco prima? L’avessi fatto io, sarei stato bandito per anni”. È amaro il commento. Soprattutto perché ormai Kevin-Prince è diventato il bersaglio dei tifosi tedeschi. Che su Facebook si sono scatenati contro di lui: “Odiamo Kevin-Prince Boateng” e “Anti Kevin-Prince Boateng” sono solo i più dolci.

“Qualche mese fa Ballack si lamentò per mesi della sberla presa da Podolski in nazionale. Ma un capitano come lui non può comportarsi così”. Boateng rilancia. Ma in tutto questo il 23 giugno si giocherà proprio Ghana-Germania. Facile prevedere che nel caso il centrocampista del Portsmouth dovesse giocare, non passerebbe un buon pomeriggio: i tifosi della Germania gli imputeranno, oltre al fallo su Ballack, anche l’aver scelto il Ghana.

h1

LE MAGLIE DELL’INTER 2010/2011

20 maggio 2010

La maglia con il Biscione, usata per la premiazione, non è più un’anteprima. Ma passionemaglie.it ha anticipato la maglia dell’anno prossimo, con le strisce a zig-zag… Cosa ne pensate? Io sono un po’ perplesso, ma Nike ha deciso.