Archive for the ‘Calcio e Media’ Category

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RIGORI IN CENTRO A MILANO

13 maggio 2010

Vi segnalo questo appuntamento al quale ero invitato… Ma gli Sharks chiamano, ovviamente. Comunque:

Sabato 15 maggio a Milano, dalle 11.30 alle 14.00, in via Beltrami (Castello Sforzesco) c’è Yahoo!Penalty, un evento organizzato per i Mondiali. Ci sarà la possibilità di affrontare un famoso portiere italiano in una sessione di rigori oltre ad altre sorprese per gli appassionati di pallone. Se siete a Milano, fateci un giro.

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REMONTADA

8 marzo 2010

Riccardo Trevisani, telecronista di Sky. Pelle d’oca. Gli viene talmente tutto naturale che al 3-2 di Van der Vaart riesce a dire  «Ce l’ha scritto sulla maglia, 3-2!». Pagherei per commentare così una partita così.

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VERDELLI RISPONDE A VECCHIONI

21 luglio 2008

Il direttore della “Gazza” risponde a Vecchioni

Ha poi risposto, Verdelli. In maniera più educata e meno sbrigativa. Che idea mi sono fatto? Che la Gazzetta è sempre più un quotidiano dedito al costume, al gossip, alla ROSA, che è diventato addirittura lo slogan del rinnovamento. Ora è ROSA, non più la storica ROSEA. Quella grande, difficile da maneggiare in spiaggia, ma di sentimento puro. Rimane il giornale più amato dagli italiani. Però… Però stanno forse esagerando, coi titoli stupidi, con inchieste extra-calcistiche, con tutto quello che sembra superfluo, ma serve per riempire le pagine.
Vecchioni si è risentito, secondo me giustamente. In fondo, usare il suo capolavoro per celebrare l’arrivo (non una vittoria, semplicemente una presentazione) di un brasiliano totalmente estraneo al senso della sua canzone, non è stato azzeccato. Assolutamente. Verdelli gli ha dato ragione, giustificandosi dietro le parole che spesso usa Berlusconi. Sembra tanto un arrampicarsi sui vetri per non ammettere l’errore. Forse una telefonata prima di stampare il giornale avrebbe risolto tutto.

Gentile Vecchioni, ieri le ho risposto un po’ sbrigativamente. Ma vista l’ eco che ha avuto la sua lettera sui nostri lettori, forse vale la pena di tornarci. Lei ha ragione da vendere nella difesa del senso emotivo di «Luci a San Siro»: erano le luci che illuminavano le gesta eroiche dell’ Inter di Herrera, che è l’ opposto di ogni Milan passato, presente e futuro. Ribadisco dunque: lei ha tutte le ragioni, ma la Gazzetta non ha tutti i torti. Quando una canzone, o un libro, o un film incontrano il favore popolare e bucano il tempo, smettono in un certo senso di appartenere esclusivamente all’ autore. Diventano patrimonio comune e, come tale, passibili di utilizzi propri o impropri. Senza contare che il destro al nostro arbitrio titolistico ce lo ha dato Silvio Berlusconi, che da quando è padrone del Milan non smette di ossessionare i suoi allenatori con il proposito: «Voglio qualcuno che accenda la luce a San Siro». Come vede, caro Vecchioni, persino l’ odiato cuginastro rossonero le ha rubato qualcosa. Con stima e simpatia.

Carlo Verdelli

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VECCHIONI CONTRO VERDELLI

19 luglio 2008

Pesante lettera del cantautore contro la prima pagina della Gazzetta di ieri

Per la stratosferica presentazione di Ronaldinho, ieri la Gazzetta ha titolato: “LUCE A SAN SIRO”, traendo liberamente ispirazione dalla famosa canzone di Vecchioni “Luci a San Siro”, scritta in onore della Grande Inter. Vecchioni c’è rimasto molto male, al punto da scrivere una pesante lettera contro il direttore di Gazzetta Fair (ops, mi è sfuggito, ma d’altronde “..tutto il rosa della vita”), Carlo Verdelli. La riporto qui sotto. Domani con calma daremo un giudizio in merito. In calce alla lettera, la risposta del direttore.

DIRETTORE, È UNO SCIPPO!

MILANO, 19 luglio 2008 – Mio caro direttore “irresponsabile”, ma che cosa le è venuto in mente? Da quali calure asfissianti o insonnie notturne l’ha assalita questa bizzarra idea? Ha voluto provocare? Ha voluto sfottere? O è solo colpevole dimenticanza? Prendere in prestito il titolo di «quella» canzone, nata per l’Inter di Mazzola, Corso Suarez e stamparlo a piena pagina per l’arrivo di Ronaldinho al Milan! Al Milan!
Luce a San Siro! (doverosamente al singolare). Mi si incrociano i pollici, mi si rizzano i capelli. Luci a San Siro è Inter e non si tocca. Per il Milan, poi, non se ne parla nemmeno: sarebbe come se per definire Berlusconi usassimo «falce e martello» o per Fellini un film di Woody Allen. Altra roba, altra cultura. Per non contare poi i danni morali che ne conseguono: solo oggi, qui nel Salento dove sono in vacanza, tre persone mi hanno fermato per dirmi “complimenti per Ronaldinho”. A me? Per Ronaldinho? È come se qualcuno mi dicesse: “complimenti per le corna di tua moglie”. La Gazzetta è stata la mia balia, il mio zio scapestrato, per più di cinquant’anni la gioia del caffè e del giorno che nasceva, altrimenti non ci penserei due volte a intentarle causa per diffamazione. Lei, caro direttore, non può avere la misura del mio sdegno, dello sconforto e ancora più della vergogna che ha provocato in me. Lei, la mia ragazza di allora, la bandiera, gli spalti, la corsa a trovar posto, gli urli, gli abbracci, i colori nero-azzurri come tutto un arcobaleno e poi la sera stessa ancora lì, davanti allo stadio, nel silenzio assoluto, fare l’amore in una piccola Seicento scassata. E tutto questo adesso se lo prende su Ronaldinho che non sa un ciufolo di cosa sia Milano, di cosa sia San Siro? Ma andate a farvi friggere! Con totale irriconoscenza
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Roberto Vecchioni


(c.v.) Oh, Madunina.

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RAI, FINE DELL’INCUBO

30 giugno 2008

Aldo Grasso sul disastro Rai-Europei [corriere.it]

Diciamo che la Rai, nella sua storia, ha conosciuto momenti migliori. Eppure qualcosa di più poteva fare, gli Europei dovevano rappresentare un salto di qualità. I programmi sugli Europei sono stati sbeffeggiati in lungo e in largo, hanno alimentato rubriche giornaliere dedicate agli svarioni, hanno fornito a «Blob» materiale impietoso. Persino un settimanale cauto (ma non cieco) come Sorrisi e Canzoni è stato molto severo, elargendo una fila di insufficienze da bocciatura completa. E Umberto Brindani ha scritto: «Mi rendo conto che criticare Civoli&Bagni, Mazzola&Bartoletti, Variale&Scarnati è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Ma se l’ambulanza è vuota e alla guida c’è “Bisteccone” Galeazzi forse si può, forse non è così politicamente scorretto».

La Rai non si è resa conto che ormai esiste la concorrenza, che le telecronache di Sky e Mediaset sono più moderne, che «seconde voci» come Bergomi, Marchegiani e Serena rappresentano l’eccellenza. Alcuni protagonisti hanno reagito alle critiche in maniera scomposta (penso a Civoli o aMattioli che mi ha riempito d’insulti in diretta) ma quando un’azienda permette che Tombolini inventi il semaforo del fuorigioco significa che siamo allo sbando; questo angoscia. Gli errori più clamorosi sono stati tre: non aver imposto uno stile editoriale alle telecronache (ognuno andava per conto suo, preoccupato solo di tifare Italia); aver sbagliato la scelta delle seconde voci (perché Ubaldo Righetti?); aver richiamato Marino Bartoletti, freddurista da tv locale. Qualcosa vorrà pur dire se il migliore è stato Teo Teocoli.

Aldo Grasso
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RAI: CHE DISASTRO

12 giugno 2008

Non ci piace il modo in cui la Tv di Stato sta gestendo gli Europei

Dopo la prima tornata di partite possiamo dirlo. La Rai non si sta dimostrando all’altezza di questi Europei. Il fatto di avere il monopolio su tutte le partite e le trasmissioni di approfondimento, più che spronare l’azienda ad offrire un servizio all’altezza sembra aver confermato tutti i difetti della nostra Tv di Stato nel campo del giornalismo sportivo. Nonostante il cambio di guardia con l’arrivo di Massimo De Luca a capo di Rai Sport le cose negli ultimi anni sembrano peggiorare. Soprattutto nei programmi calcistici. Tra tutti i telecronisti io salverei onestamente solo Stefano Bizzotto, che di calcio internazionale è un vero esperto. Gli altri non mi sembrano proprio all’altezza, a partire dalla “Punta di diamante” Marco Civoli. L’altra sera, durante Italia-Olanda, è stato disastrosamente soporifero, tanto da non annunciare nemmeno i gol olandesi, limitandosi a tacere mentre i poveri tifosi italiani assistevano stupefatti alla debacle azzurra. E’ vero che la telecronaca non deve essere eccessivamente invasiva- quella di Caressa lo è troppo secondo me- ma così mi sembra decisamente troppo. Ai cronisti Rai manca ritmo, il linguaggio utilizzato è spesso fuori luogo, demodè. Anche Cerqueti non mi ha mai convinto, a partire dalle telecronache in Champions League. Serve un ricambio generazionale, questi giornalisti vengono dal calcio degli anni ottanta che era tutta un’altra cosa. Riguardo ai commentatori poi stenderei un ulteriore velo pietoso. Avevo apprezzato Capello, uno che ovviamente di calcio ne capisce moltissimo. Mazzola andrebbe pensionato, Dossena si inventa tecnicismi calcistici tutti suoi e fa a pugni con l’italiano in continuazione. Salvatore Bagni, che purtroppo avevamo “apprezzato” già ai tempi della Champions su Mediaset in coppia con Bruno Longhi, l’altra sera ha visto una partita tutta sua: continuava a ripetere che l’Olanda era scoppiata e che l’Italia ne avrebbe fatto un sol boccone. Mah, a me sembrava il contrario. Che dire infine degli approfondimenti? Peggio ancora, se è possibile. “Notti europee” è il modo migliore per addormentarsi sul divano tra una non-battuta di Teocoli e l’altra, la striscia pomeridiana di “Dribbling”, che una volta era un signor programma, si consuma inesorabilmente tra gli imbarazzi di Paolo Ferrari, che sorride ammiccante allo spettatore mentre i servizi appena annunciati non partono, e se partono non si sente l’audio. “Qualcosa non ha funzionato” si affretta sempre a dire la rassicurante Paola. Mi sa che ha ragione, qualcosa nella redazione sportiva della Rai non ha funzionato davvero.

Un ultimo appunto: lo streaming online delle partite è un’ottima idea, ma deve avere una qualità quantomeno decente. Quello di Rai.it questa qualità non la ha, anzi. La palla lascia la scia, manco fosse un caccia americano. Siamo davvero senza parole. Non siamo gli unici inoltre a sottolineare queste mancanze. Anche Aldo Grasso le ha giustamente notate prima di noi. Sottoscriviamo quindi in pieno il suo intervento sul Corriere. Non basterebbero le sperticate metafore letterarie di Marino Bartoletti per spiegare quanto la Rai sia inadeguata all’evento. Che Raisport riposi in pace. Amen.

Qui trovate Televisioni, l’intervento video di Aldo Grasso.