Archive for novembre 2007

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ROBERTO BAGGIO: 1998-99′

30 novembre 2007

Roberto Baggio è un giocatore difficile da dimenticare.
Non ho mai avuto grande simpatia per la sua indisciplinatezza, per il modo in cui a volte faceva la vittima con tutti i vari allenatori che ha avuto, a parte forse Carlo Mazzone. Però quando aveva la palla tra i piedi, era davvero difficile non rimanere incantati dalle sue giocate. C’era una poesia nelle finte del Divin Codino che è difficile ritrovare nei giocatori di oggi. Assieme a pochi altri, è stato uno dei giocatori che hanno fatto da ponte tra il vecchio calcio romantico e quello contemporaneo, che di poesie sembra averne sempre di meno, man mano che passano i giorni.
Ho scelto questa partita, Inter-Real Madrid, come prova della sua classe. Non è poi una partita tanto famosa, ma dà l’idea della classe di Baggio, della sua capacità di cambiare le partite in pochi minuti. Qui Baggio, entrato nella ripresa, cambiò la partita nel giro di pochi minuti con una splendida doppietta. L’Inter vinse questo girone, per poi venire eliminata dal Manchester United, futuro vincitore della Champions nell’epica finale vinta nei tre minuti di recupero contro il Bayern Monaco.
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UN WEEKEND IMPORTANTE

30 novembre 2007

Ci apprestiamo a vivere un fine settimana che sarà in grado di darci importanti indicazioni sulla classifica della serie A.
Anzitutto ci sono i due Big-Match Milan-Juventus e Fiorentina-Inter. Il primo dei due è sicuramente quello più ricco di fascino, è una classica del nostro calcio. In questo momento tra le due vedo nettamente meglio la Juve, decisamente più in palla dei rossoneri. Due i grandi assenti: Ronaldo da una parte- sempre più oggetto-misterioso- e Camoranesi dall’altra. Probabile che Del Piero parta dalla panchina. Faccio anche un pronostico azzardato: 2-1 per la squadra di Ranieri, con gol di Trezeguet e Nedved.
Fiorentina-Inter è invece una sfida forse meno affascinante da un punto di vista emotivo, ma sicuramente fondamentale per la classifica. L’Inter è più forte, scontato ricordarlo. Probabile un pareggio, che starebbe benissimo ai nerazzuri, ma non escludo che ci sia il colpaccio esterno.
Tra le altre partita spicca il “Derby della tragedia” Catania-Palermo, a meno da un anno dell’omicidio di Filippo Raciti, e l’altra sfida al vertice tra Roma e Udinese, che si candida a diventare la partita più ricca di gol della domenica. Attenzione a Vucinic da una parte e alla coppia dei “Piè veloci” Di Natale e Quagliarella. Un’ultima segnalazione per Sampdoria-Reggina, dove Mazzarri rischia il posto, e Parma-Empoli, dove Malesani si appresta a condurre- mio modesto parere- l’Empoli alla retrocessione. Corsi farebbe meglio a richiamare Cagni il prima possibile.
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… DAL PORTOGALLO

29 novembre 2007

La Champions vista da vicino, in trasferta


Estadio da Luz. La prima cosa che stupisce sono i seggiolini, troppo comodi rispetto a quelli di San Siro. Primo anello, dietro la porta, Kakà e compagni si scaldano a 10 metri di distanza, bellissimo. Non c’è l’assillo del risultato, e anche tra la gente si vede. Vittoria, l’aquila simbolo del Benfica, volteggia sullo stadio. Dal suo volo, si capisce già che sarà un pareggio, che si verifica puntulamente.
Il gol di Maxi Pereira è un gioiello che vediamo in prima fila. La partita scorre su ritmi portoghesi: mille passaggi, pochissimi tiri in porta. Rui Costa gioca da fermo e calcia più piano di me. Nuno Gomes fa a gara con Gilardino per i più forti attaccanti di calcio senza porta d’Europa. Finisce uno pari, il Benfica ci ha provato, il Milan ha rischiato sia di perdere che di vincere. Ronaldo si è di nuovo fatto male. Tutto sommato, un mercoledì di Champions di normale amministrazione. Visto però in prima fila.
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TOTTI E LA NAZIONALE: BASTA

29 novembre 2007

“Certo, se per qualche infortunio o per qualche emergenza ci fosse bisogno…”. Francesco Totti ribadisce il suo no alla Nazionale, dice di non voler “rubare” il posto a nessuno degli attuali titolari, ma lascia uno spiraglio aperto e fa sapere che nel caso di infortuni lui sarebbe pronto. “È giusto che vadano i 22 o 24 che sono riusciti a conquistare la qualificazione” dice il capitano giallorosso sul numero di GQ da domani in edicola. Ma perché Totti non vuole tornare in azzurro per giocare gli Europei? “Mica lo dico solo io, l’ha detto pure il c.t.. Me l’hanno riferito. Mi hanno detto: A Francè, Donadoni non te vole più“.

Fonte: Gazzetta.it

Non se ne può più del tormentone Totti-nazionale. Il giocatore non è più motivato, non ha partecipato alle qualificazioni, perchè dovrebbe giocare agli europei? Oltretutto, mia personalissima opinione, Francesco Totti non è mai stato, a differenza di quanto ha fatto per la Roma, un giocatore decisivo per la nostra nazionale. Mille volte meglio un Totò Di Natale motivato che un Totti che tira sempre indietro la gamba..

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LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE 68′

27 novembre 2007

“La leva calcistica della classe 68′ ” è ormai un classico della canzone italiana. Contenuta nell’album “Titanic”, uscito nell’ormai lontano 1982, è una ballata pianistica di grande intensità, che racconta con innocenza il calcio di provincia, quello dei polverosi campi di terra, dei calciatori “con le spalle strette”.

Vero e proprio inno per molti appassionati di calcio, è stata abusata come colonna sonora di molti servizi sportivi. Le parole scritte da De Gregori rendono alla perfezione l’atmosfera sognante, quasi infantile, del calcio visto con gli occhi di un ragazzino come tanti. Non sono mancate perfino le sue interpretazioni politiche, secondo le quali questa semplice narrazione dello sport semplice, lontano dai riflettori, rievocherebbe gli echi di quel ’68 “troppo breve da dimenticare”, e diventando la metafora del fallimento della contestazione sessantottina, dell’empasse di una generazione che ha dimenticato troppo presto quella stessa rivoluzione che aveva così fortemente immaginato.
Resta comunque, aldilà di tutte le possibili interpretazioni, la storia di Nino, questo ragazzo che ha paura a tirare il calcio di rigore ma che “si farà”. Rimane impressa nella memoria, pur a distanza di anni, la forza di questa piccola parabola sul calcio di provincia, uno sport fatto anche di piccola epica quotidiana- la stessa ricercata da Umberto Saba nelle “Cinque poesie sul gioco del calcio”- e di “calciatori tristi che non hanno vinto mai”.

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione
sole che batte sul campo di pallone
e terra e polvere che tira vento
e poi magari piove
Nino cammina che sembra un uomo
con le scarpette di gomma dura
dodici anni e il cuore
pieno di paura
Ma Nino non aver paura
di sbagliare un calcio di rigore
non è mica da questi particolari
che si giudica un giocatore
un giocatore lo vedi dal coraggio
dall’altruismo e dalla fantasia
E chissà quanti ne hai visti e quanti
ne vedrai di giocatori tristi
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche
tipo di muro e adesso ridono dentro al bar
e sono innamorati da dieci anni con una donna
che non hanno amato mai
chissa‘ quanti ne hai veduti
chissa‘ quanti ne vedrai
Nino capi’ fin dal primo momento
l’allenatore sembrava contento e allora
mise il cuore dentro le scarpe
e corse più veloce del vento
prese un pallone che sembrava stregato
accanto al piede rimaneva incollato
entrò nell’area tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare
ma Nino non aver paura di tirare un
calcio di rigore
non è mica da questi particolari
che si giudica un giocatore
un giocatore lo vedi dal coraggio
dall’altruismo e dalla fantasia
Na na na na na na na na na
na na na na na na na na na na na na na na na
na na na na na na na na na
na na na na na na na na na na
Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette
quest’altr‘anno giocherà
con la maglia numero sette
con la maglia numero sette

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SENZA PAROLE

27 novembre 2007

La follia: esonerare Cagni per prendere Malesani!

Qualcuno me lo deve spiegare. Come si fa ad esonerare uno che con Pratali, Vanigli, Vannucchi e Saudati si qualifica per la Uefa. Che gli vendono l’uomo squadra, Almiron e al suo posto gli prendono Giacomazzi solo perché gli somiglia fisicamente. Che schiera tanti italiani, tanti giovani; che sta facendo crescere calcisticamente Giovinco. Che d’accordo, ha solo 10 punti in classifica ed è terz’ultimo, ma ha tutto il tempo per rimettersi in corsa. Ma esonerare Gigi Cagni, per poi prendere Malesani. Io davvero, a volte non capisco. Magari sarò smentito dai risultati, ma Malesani, a mio avviso, non è un allenatore. Gigi Cagni uno di noi, uno alla Nedo Sonetti. Secondo me, tra qualche partita, torna ad allenare l’Empoli.
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ESONERO POST-POSTICIPO

26 novembre 2007

Quest’oggi è stato esonerato Stefano Colantuono. Guidolin torna per la quarta volta a Palermo. Un dejà vu a cui ci ha ormai abituato Zamparini, un presidente mangia-allenatori che nonostante abbia riportato il Palermo ad alti livelli, non si può dire certamente un abile manager…
E’ a mio avviso un esonero ingiusto, dato che il Palermo prima di questa partita viaggiava a quota diciotto punti dietro il quartetto di testa, e pretendere di più da questa squadra- non dimentichiamoci che ha perso Eugenio Corini- mi sembra francamente eccessivo.
Ieri sera non c’è stata partita, se non nei primi 20 minuti. Juve cinica, perfetta, ma anche fortunata. Mi ripeto, ieri sera contro il Palermo avrebbero vinto in tanti, ma tant’è. Continua a stupirmi il carattere di questa squadra. Ranieri è un fantastico motivatore, anche se tatticamente ha qualche passaggio a vuoto: perchè non dare mai una chance a Tiago, l’unico centrocampista centrale con i piedi buoni in tutta la rosa bianconera? L’intuizione dell’allenatore romano è stata una e a mio avviso fondamentale: impostare una squadra abile nel non far giocare gli avversari e sempre pronta a sfruttare le doti del Cobra-Trezeguet, fuoriclasse assoluto dell’area piccola. Non si può poi non segnalare, come ha fatto prima di me il compare Lucio, Vincenzo Iaquinta, vero e proprio scardinatore di difese avversarie e che nonostante una tecnica non eccelsa dimostra un senso del gol da attaccante vero. E’ un combattente, tornerà utile.
Si parla tanto- troppo- di Alex Del Piero, nel bene e nel male. Per carità, la tecnica non si discute, però sulla tenuta atletica avrei qualcosa da ridire. Del Piero non ha più la freschezza dei bei tempi andati. Può essere invece utile, se non micidiale, a partita in corso. Quando gli avversari sono stanchi il suo tasso tecnico può fare la differenza, certo è che con un Iaquinta così la sua maglia da titolare è sempre meno certa..
Un ultimo appunto lo dedicherei a Marco Marchionni, che è tornato con un gol dopo il brutto infortunio al piede. E’ un giocatore che mi è sempre piaciuto molto, e non dimentichiamoci che è stato un passo dalla convocazione in nazionale per il mondiale tedesco. Potrà essere una pedina importante anche nello scacchiere di Roberto Donadoni.