Archive for the ‘Player of the week’ Category

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LE MAGIE PIù IMPORTANTI

21 maggio 2008

L’ultimo Player of the week della stagione è Ibra

Lo ammetto: dopo il ritorno con il Liverpool mi erano sorti dei dubbi forti. Ho cominciato a riconsiderare Ibrahimovic e a pensare che, forse, non era quello che dal nulla di faceva vincere una partita importante, magari mentre stai giocando male. Era una prerogativa solo del Ronaldo dei tempi migliori, e per me, nessuno ha mai raggiunto, ne raggiungerà, il livello del Fenomeno. A cui davi il pallone e dicevi: adesso ci pensa lui.
Con Ibra è spesso stato così, ma nelle partite di campionato, difficili, ma senza quella pressione e quell’obbligo di vincere. Ibrahimovic ha strabiliato con le sue qualità, ma non era mai stato determinante, all’Inter, per la conquista di una partita DECISIVA. Aveva fatto vincere derby, partite in rimonta, partite facili. Non aveva mai firmato un passaggio del turno di coppa, non aveva firmato partite scudetto. Insomma, si pensava ad un mezzo campione.
Ora, domenica ha segnato due gol al Parma, non al Real Madrid. Ma davvero, e non è retorica, sono stati i due gol più pesanti che io abbia mai visto realizzare con la maglia nerazzurra, assieme al gol di Zanetti contro la Roma. Non tanto perché i gol sono serviti allo scudetto, questo è chiaro. I due gol di Ibra hanno scacciato fantasmi, hanno fatto passare l’Inter dalla paura inconscia sempre presente alla convinzione e alla forza mentale. Ibra è entrato per segnare e far vincere l’Inter e ci è riuscito. Tanti, ci avevano provato, senza riuscirci. Nel momento peggiore, quando tutto sembrava perso, dopo mesi lontano dal campo per infortunio, ha voluto esserci, ma non per dare il suo contributo: è voluto esserci perché sapeva che era lui l’uomo della storia. Scritta con quel 47 di piede che ha regalato la gioia più grande ai suoi tifosi. Grazie Zlatan. Te ne saremo riconoscenti per sempre.

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NICK100

6 maggio 2008

Nicola Amoruso, 100 gol in serie A

In serie A si può segnare per sbaglio, si può segnare al debutto, si può segnare dopo essere entrati dalla panchina da pochi secondi. Ma 100 gol non li si fanno per sbaglio. Nicola Amoruso, con la doppietta di domenica, ha raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 reti in serie A. I suoi gol sono pesanti come macigni nella rincorsa alla salvezza della Reggina.
Amoruso è il classico attaccante girovago. I suoi gol in serie A derivano dalle apparizioni con 9 squadre diverse. L’esordio con la Sampdoria nel 1993-1994, con i suoi primi 3 gol. Poi, dopo l’esperienza alla Fidelis Andria, Amoruso torna in serie A e ci rimane, cambiando casacca ma continuando a segnare: 14 gol nel Padova, poi il salto alla Juventus: dal ’96 al 99, 53 presenze e 9 gol. Poi prestito a Perugia: 11 gol; comproprietà col Napoli, altri 10 gol. tra il 2001 e il 2003 il periodo più difficile: torna alla Juve e poi al Perugia, ma nessun gol. Segna 6 gol nel girone di ritorno del COmo in serie A. Poi 5 gol nel Modena, nel 2003/2004. L’anno successivo, va al Messina: 5 gol. Quando nel 2005 passa alla Reggina, attraversando lo stretto, inizia a timbrare i gol pesanti per le salvezze miracolose della squadra del presidente Foti. 37 gol in 94 partite in amaranto: fanno 100 tondi in serie A. Un attaccante elegante, con senso del gol e di grande professionalità. Alla Juve aveva lasciato intravedere sprazzi da attaccante vero, sebbene si sia poi dovuto riciclare in squadre minori. Un bomber per tutti, i suoi gol non sono mai mancati. E la Reggina, come sempre, spera che anche nelle prossime due giornate Nick possa riaggiornare le sue statistiche.
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CON UN SUPERPIPPO COSÌ…

28 aprile 2008

Come potrebbe Donadoni fare senza?

Quagliarella, Iaquinta, Borriello, tutti nomi freschi, di gente che si gioca un posto per l’Europeo, ma che sta per essere scavalcata. Del Piero andrà all’Europeo: 18 gol sono troppi per una seconda punta per non essere convocato, la gente scenderebbe in strada. E adesso, la tentazione di portare anche Inzaghi è altissima. Come sempre, quando servono gol pesanti, Inzaghi c’è, e sta trascinando il Milan verso il quarto posto, con buona pace di Pato, che dalla panchina guarda da vicino cosa vuol dire essere decisivo per una grande squadra. Otto gol nelle ultime quattro partita, 9 in totale: con la tripletta di ieri, ha affondato il Livorno. E adesso Donadoni non può chiudere gli occhi: ha ancora tre partite per decidere. Dati per scontati Toni, DI Natale e Del Piero, ci sono ancora tre posti che ballano. Iaquinta è fermo 20 gg, ma la sua duttilità lo avvantaggia. Borriello è capocannoniere. Quagliarella sente odore di Europeo e si è rimesso a segnare gol alla Quagliarella. Cassano fa sempre meraviglie, ma il comportamento gli gioca contro. Infine Inzaghi: si va sul sicuro, sia per l’impegno e la professionalità, che per l’aspetto fisico, perché quando conta, Inzaghi si fa trovare sempre pronto. E la butta dentro.

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Alex, un tris per Donadoni

21 aprile 2008

Il capitano della Juve mette in cassaforte la Champions con una tripletta

Sono sempre stato un “Delpierista”. Alex Del Piero è uno di quei giocatori che dovrebbero essere simpatici a tutti a mio avviso, come Gattuso o jJavier Zanetti, come De Rossi. Appartiene alla schiera dei calciatori che non fanno polemica, che credono nel lavoro e nell’abnegazione. Non è retorica, è la pura verità: a 33 anni suonati, invece che cullarsi sugli allori di una carriera invidiabile, questo giocatore ha iniziato ad allenarsi anche a casa, oltre che sul campo. Ha ricostruito una freschezza fisica che in pochi- me compreso- pensavano potesse recuperare. Il Del Piero di ora è sicuramente un giocatore diverso da quello che aveva fatto stropicciare gli occhi a tutti nella stagione 95-96′, con i suoi gol da Fenomeno. Dopo aver trascinato la Juve sul tetto del mondo con quello splendido gol nella finale della Coppa Intercontinentale, ha avuto quel tremendo infortunio contro l’Udinese. Dopo 9 mesi di stop non era più lo stesso: un giocatore lento, involuto. Poi nel 2001 la rinascita con il famoso gol al Bari. Da lì una progressiva risalita, fino ad oggi: 151 gol in serie A, un contributo importante alla vittoria del Mondiale di Germania, roba da campioni veri. Del Piero non è più il giocatore delle magie, dei tiri a girare all’incrocio dei pali, dei doppi passi ubriacanti. E’ una seconda punta scaltra, spesso opportunista, che gioca di testa più che con le gambe. E sa ancora fare grandi gol. Chi si ricorda Germani-Italia? Quelli di ieri all’Atalanta sono tre squilli al ct Donadoni, da vero attaccante di razza. Sono un estimatore di Donadoni, per cui ci scommetto ora: Del Piero andrà agli Europei. Anzi, mi spingo oltre e suggerisco al ct i cinque attaccanti: Toni, Borriello, Di Natale, Cassano, Iaquinta e Del Piero appunto. Confido sul buonsenso di Donadoni, e faccio ancora i complimenti al capitano bianconero, che ha trascinato la sua squadra al terzo posto. Pochi ci credevano ad inizio stagione. Vi lascio con questa clip con il meglio di Pinturicchio. Buona visione.

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INCROCIO FATALE

8 aprile 2008

Amauri stende la sua futura squadra

Amauri l’anno prossimo giocherà nella Juve, molto probabilmente. E per convincere definitivamente i dirigenti bianconeri, ha piazzato una doppietta da urlo, un gol alla DelPiero e un colpo di testa da vero centravanti. Poi la Juve ha rischiato di vincere, per poi perdere, scherzi del calcio. Ma Amauri, che gioca là davanti da solo e si arrangia come può in un Palermo in difficoltà, ha dimostrato di essere pronto a sfondare ad alto livello. Certo, se ottenesse la cittadinanza italiana, cosa farà Donadoni?
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FRANCO BRIENZA LA SPERANZA DI REGGIO

17 marzo 2008

Player of the week: Brienza

Parliamo sempre poco delle piccole, ma sembra doveroso farlo in questa occasione. Diamo il premio migliore della settimana a Franco Brienza, che con la sua doppietta dà la scossa alla Reggina. Che dopo l’esonero di Ulivieri e la promozione in prima squadra di Orlandi, la settimana scorsa aveva sbattuto la faccia contro l’Inter, il centenario e le parate di Julio Cesar. Ieri, in casa, la squadra calabrese ha schiantato il Siena. 4-0, tre gol nel primo tempo, dominio assoluto. Brienza, 4 gol a Reggio da quando è arrivato a gennaio, è il valore aggiunto, colui che deve dare qualità, brillantezza e imprevedibilità alla squadra amaranto. Se come ieri riuscirà ad esprimersi al meglio e se Cozza e Amoruso daranno il loro consueto contributo, allora la Reggina potrebbe sognare l’ennesima incredibile salvezza.
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FIRENZE HA IL SUO PAPA

3 marzo 2008

Papa Waigo affonda la Juve con un gol e un assist

Segnare a Torino il gol del pareggio a 15 minuti dalla fine non gli è bastato. Papa Waigo ha deciso che la Fiorentina doveva vendicarsi della rimonta subita 14 anni fa, firmata Alex Del Piero. Così, al 93′, l’uomo arrivato a gennaio dal Genoa in cambio di Van den Borre, ha messo sulla testa di Osvaldo la palla del 2-3. Clamoroso, ma vero. La più grande gioia per un tifoso viola si è materializzata come d’incanto. Vincere a Torino, in rimonta all’ultimo minuto, è onestamente da goduria. Soprattutto per loro, la cui rivalità nei confronti dei bianconeri è storica. E tutto propiziato dal senegalese, 2 gol negli ultimi due incontri. Uomo veloce, punta esterna devastante in serie B, ma a quanto pare, decisivo anche in serie A.