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Adipower PREDATOR: mai così precisi

21 luglio 2011

Pensate ad una squadra con il seguente centrocampo: Xavi in regia, accanto a lui Steven Gerrard. A destra Nani, Kakà che parte da sinistra e si accentra. Tutti pronti a supportare Robin Van Persie. Imprendibili. Troppa tecnica, forza, velocità, classe, imprevedibilità tutte assieme. Aggiungeteci un particolare: le loro scarpe. Tutti e cinque con indosso le Adipower PREDATOR® di adidas. Direte: “E beh? Cosa c’entrano le scarpe”. Proviamo a spiegarvelo. Per far sì che i passaggi di Xavi siano più precisi, che i missili di Gerrard siano ancora più potenti. Che Kakà e Nani siano ancora più veloci, adidas ha realizzato l’ultimo modello delle Predator, raggiungendo un risultato unico: quello di aver creato la scarpa più precisa di sempre.

In seguito ad un accurato studio, infatti, le nuove Adipower PREDATOR® sono state realizzate con l’implementazione della tecnologia “Predator®Element”: nel materiale della scarpa è stato cioè iniettato un elemento di silicone e gomma che permette di controllare meglio il pallone. Come se non bastasse, adidas ha abbassato ancora una volta il peso delle scarpe: 230 grammi, meno dell già leggerissime adizero F50, le mie scarpe, delle quali ho già parlato su calciofilia. Sempre per restare sul tema tecnico, Powerspine e Traxion® sono le altre due tecnologie che adidas ha abbinato alla scarpa: la prima consente di ridurre la perdita di potenza durante il tiro. La seconda riguarda la suola, e il grip, ottimale su ogni terreno.

Sembra davvero che adidas abbia raggiunto il top per quanto riguarda il mix di leggerezza, precisione e qualità. Anche i giocatori scelti per il lancio della nuova scarpa sono indice di quante aspettative porti con sè la Adipower PREDATOR®. Che ovviamente potete studiare in ogni dettaglio sul sito adidas football (http://www.adidas.com/football/it/) e sulla pagina facebookhttp://www.facebook.com/adidasfootball.

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MESSI PALLONE D’ORO 2010: È LA DEMOCRAZIA DI BLATTER

11 gennaio 2011

È la democrazia di Blatter. Quella che, quando Guardiola ha detto: «Il Fifa Ballon d’oro 2010 è: Leo Messi», ha fatto scendere quasi il gelo sulla sala. Erano seduti uno accanto all’altro, i tre compagni di squadra del Barcellona. Iniesta si è girato subito verso l’argentino. A Xavi si è contratta la mascella. Lo stesso Messi si è appoggiato con i gomiti sul palco, a bocca aperta, incredulo: «Non me lo aspettavo».

Certo che non se lo aspettava. Perché ha vinto grazie alla nuova formula. Avessero votato solo i giornalisti (come accadeva per il ‘Pallone d’oro’ di France Football), avrebbe vinto Sneijder. Che non è finito nemmeno nei primi tre. Hanno deciso i voti dei capitani e dei tecnici di tutto il mondo. Voti che agli appassionati fanno un po’ storcere il naso. Analizziamoli.

Scorrendo l’elenco dei capitani, ci si accorge che la ‘pulce’ ha raccolto tanti, tantissimi consensi, in quelle nazioni in cui il calcio non è proprio una religione. Comore, Isole Cook, Costarica, Bahamas, Bermuda, Liberia, Mongolia, Nuova Caledonia, Suriname, Swaziland, Vanatu: hanno votato tutti per Leo Messi. Poi ci sono i voti curiosi. Come quello di Mario Yepes: il milanista, capitano della Colombia, ha votato Xabi Alonso. Il capitano di Antigua e Barbuda ha scelto Maicon, quello della Guinea Equatoriale Casillas. Gigi Buffon, Andriy Shevchenko  e Zlatan Ibrahimovic hanno votato per Iniesta. Cristiano Ronaldo ha incoronato Xavi. Gli interisti, invece, hanno votato in massa per Sneijder, ovviamente. Pandev, capitano della Macedonia ha messo l’olandese davanti a Maicon e Julio Cesar. Stankovic ha inserito Eto’o al secondo posto, mentre Chivu ha scelto Sneijder seguito da Xavi e Robben.

Stessa storia tra i tecnici. Pioggia di voti per Messi dai selezionatori dei paesi più esotici. Anguilla, Belize, Isole Vergini, Macao. I tecnici europei hanno invece spinto sugli spagnoli o su Sneijder. Fabio Capello ha votato per Iniesta, inserendo Maicon al terzo posto. Blanc (Francia), Low (Germania) e Hiddink (Turchia) hanno preferito Xavi. Il nostro ct Cesare Prandelli ha scelto Sneijder. Del Bosque, non potendo votare i giocatori della sua Spagna, ha contribuito al successo di Messi. Non hanno rispettato la direttiva Van Bommel e Van Marwijk, capitano e allenatore dell’Olanda. Probabilmente hanno scelto Sneijder e Robben nella loro top-three, vedendosi invalidare il voto.

Tra le scelte dei giornalisti, alcune fanno sorridere: ci sono preferenze per Xabi Alonso, per Asamoah Gyan (voto sicuramente simbolico, arriva dal Chad), ma anche per Mesut Ozil. Insomma, la democrazia di Sepp Blatter ha funzionato come ha voluto lui, come sempre: se votano tutti, allora il risultato è sicuramente quello giusto. Non è proprio così. Messi ha vinto perché è il migliore giocatore del mondo e, soprattutto, il più famoso. Quello sulla bocca di tutti. Champions League e Mondiali non contano più. Scommettiamo che a Vanatu voteranno per lui anche nei prossimi anni?

ECCO COME HANNO VOTATO I GIURATI