Posts Tagged ‘west ham’

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I’M FOREVER BLOWING BUBBLES

20 febbraio 2010

Al sabato, quando gli Sharks non giocano, è Premier time. Perciò, anche oggi, vi propongo un coro storico, fantastico e del tutto particolare. È l’inno del West Ham. La storia va letta, perché la canzone è del 1918. Ma nel ’20 divenne l’inno del West Ham: il manager di allora Charlie Paynter la introdusse su segnalazione dell’amico Cornelius Beal, preside della Park School. Nella squadra della scuola giocava Billy Murray, detto Bubbles, per la somiglianza con il cartone utilizzato nella pubblicità del sapone, che aveva come canzone appunto Blowing Bubbles. Era diventata un portafortuna questa canzonetta, così il preside beal la consigliò a Paynter. Da quel giorno, ad Upton Park si gonfiano sempre bolle. Nell’80, la band punk rock Cockney Rejects proposero una cover della canzone. Inoltre fa da sfondo al film “Green Street Hooligans“.

I’m forever blowing bubbles,
Pretty bubbles in the air.
They fly so high,
Nearly reach the sky,
Then like my dreams,
They fade and die.
Fortune’s always hiding,
I’ve looked everywhere,
I’m forever blowing bubbles,
Pretty bubbles in the air.

Traduzione:
Sto sempre a gonfiare bolle,
Belle bolle nell’aria,
Volano così in alto,
Quasi toccano il cielo,
Poi come i miei sogni
Svaniscono e muoiono.
La fortuna si nasconde sempre,
Ho guardato dappertutto,
Sto sempre a gonfiare bolle,
Belle bolle nell’aria.

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IL RITORNO DEL MAGHETTO

27 gennaio 2010

Se siete a Terni e chiedete in giro di Jimenez, vedrete facce sognanti, ascolterete racconti epici. Vi parleranno di Luis Antonio Jimenez come il profeta del calcio. Quando poi Luis finì alla Fiorentina, un mio amico espertissimo di calcio sentenziò: “Jimenez è più forte di Mutu”. Se però provate a chiedere ai tifosi viola cosa pensano del cileno, vi risponderanno: “ci ha fatto vincere contro l’Inter”. I tifosi della Lazio, invece, vi risponderebbero: “Jimenez? Chi?”. All’Inter lo ricordano per un mese di dicembre (2007) da indemoniato. Gol a Firenze e un derby, quello di Natale, da top player. Poi, nebbia, tra infortuni e prove incolori.

Se invece chiedete ai tifosi del West Ham se sono tristi per la partenza del maghetto, beh, non penso che perderanno tempo a parlarvi di quel trequartista con una cresta improbabile passato come un corpo estraneo per Upton Park. Però Luis Antonio Jimenez è solo un classe ’84. Quindi un po’ di interesse lo suscita ancora. E infatti Ghirardi l’ha scelto per il suo Parma, a cui manca un po’ di fantasia in mezzo al campo.

C’è sempre un però nella carriera di Jimenez. E’ forte, però… Gioca bene, però… Andrebbe riscattato, però… Però, forse, non ha il carattere per sfondare. Forse, semplicemente, ha dei mezzi tecnici normali e quindi non farà mai il salto di qualità. I suoi mesi a Parma diranno se può ancora giocarsi una possibilità, nel nostro campionato. L’Inter lo scruterà. In fondo, un vice Sneijder farebbe comodo.

PS – Chissà se adesso la sua ragazza, Maria Josè Lopez, tornerà in Italia, dopo la fuga da Controcampo per stare con il suo Luis…

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CELLINO, AFFARI FATTI?

14 gennaio 2010

Mettiamo caso che quest’estate il Cagliari voglia comprare Alessandro Diamanti. Il suo presidente, Massimo Cellino, prepara la spedizione: vola a Londra, si siede al tavolo delle trattative. Si guarda attorno, non c’è nessuno. Allora prende i suoi soldi, se li passadalla mano destra alla mano sinistra. Si stringe le mani. Affare fatto. Diamanti al Cagliari, al West Ham vanno solo soldi.

Scherziamo, naturalmente, ma neanche troppo. Il patron del Cagliari sta infatti trattando l’acquisto del West Ham. 70 milioni, 100 milioni. Insomma, milioni per sbarcare a Londra. Prendersi una squadra, esonerare il primo allenatore, Zola, portare Arrigoni e far vedere al mondo che l’Italia oltra che allenatori, esporta anche patron.

Certo, i tifosi del Cagliari, e non solo, si chiedono: ma se Cellino ha tutti sti soldi, perché non investe nel Cagliari? Perché non costruisce un Cagliari formato Europa? Forse perché il West Ham ha uno stadio di proprietà, ha 40.000 abbonati e in Inghilterra, tra merchandising, biglietti e marketing vario all’estero (vedi Asia) si riesce ad avviare un bel giro d’affari. Cellino probabilmente non sarà il nuovo Abramovich. Di sicuro sarà il primo presidente a poter fare affari di mercato in men che non si dica. Sarà sufficiente che si metta d’accordo con se stesso. Cosa, peraltro, per niente scontata.