Posts Tagged ‘schalke 04’

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Van der Sar vs Neuer: la sfida tra i portieri dell’addio

27 aprile 2011

di Luciano Cremona

Uno ha quasi 41 anni, è alla sua ultima stagione e ha vinto tutto. L’altro di anni ne ha da poco compiuti 25 e sta per lasciare anche lui la sua squadra. Sono tutti e due portieri, grandi portieri. Uno contro l’altro per volare a Wembley per la finale di Champions. Manchester United Schalke non è solo Rooney e Raul, ma anche la sfida tra Edwin Van Der Sar e Manuel Neuer, i numeri uno.

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FORLAN, ROSSI, KRASIC, RAMIRES…

22 luglio 2010

La Gazza apre con Forlan, il Corriere dello sport con Giuseppe Rossi. Vuol dire che l’Inter sta vendendo Balotelli al City, per davvero. Pare che però Mario, o meglio, Raiola, fa richieste pazze per il contratto. La stessa cosa che avrebbe chiesto Caliendo al Real Madrid per Maicon: 7 milioni di euro, netti, all’anno. Il Real, che non vuole alzare l’offerta, potrebbe anche decidere di mollare la pista del terzino. Anche perché Sergio Ramos ci sta benissimo su quella fascia destra. Più probabile che Mourinho chieda un centrale di livello: Thiago Silva? Impossibile, il Milan resisterà. Vidic? Difficile Ferguson lo molli. Rimangono Bruno Alves e David Luiz. Punterei sul secondo, brasiliano, veramente un difensore di livello internazionale. È poco pubblicizzato, ma è uno dei migliori difensori sul mercato.

Tornando all’affare Inter-attaccanti: Forlan si sposerebbe bene con Milito e Eto’o? Al Mondiale ha giocato quasi da rifinitore, è vero. Ha giocato con due attaccanti esterni (Suarez e Cavani), come accade all’Inter con Pandev e Eto’o. Però non andrebbe a colmare il vuoto lasciato da Balotelli. Certo, Forlan segna di più ed è anche un ottimo calciatore di punizioni. Però non ha, forse, le caratteristiche per, ad esempio, spaccare la partita entrando dalla panchina. E poi ha 31 anni. Lascerei da parte l’ipotesi Giuseppe Rossi. Non lo vedo nell’ottica di una squadra quadrata come l’Inter. Ha fantasia e senso del gol, ma c’è una cosa che non mi andrebbe giù: l’Inter sostituirebbe un calciatore di quasi un metro e novanta, di grande prestanza fisica e atletica, con uno alto poco più di 170.

La bomba del giorno è lo scambio Ibra-Kakà. È una sparata del Mundo Deportivo, che però non scalda l’entusiasmo dei tifosi catalani, che nel sondaggio sul sito votano all’80% contro lo scambio. È impossibile che accada, anche perché Mourinho sta cercando di recuperare Benzema: negli allenamenti lo Special One sta molto vicino al francese e continua a sollecitarlo. Facile che voglia rilanciarlo e la predisposizione di Mou a schierare quattro attaccanti quando le cose vanno male portano a pensare che si potranno vedere in campo insieme Kakà, Ronaldo, Higuain e Benzema. Staremo a vedere. Intanto, chi non giocherò più nel Real è Raul, che ha firmato con lo Schalke.

Altre due notizie agitano il mercato europeo. Il Chelsea potrebbe concludere in settimana l’acquisto di Ramires dal Benfica: 20 milioni la cifra fissata per il cartellino del brasiliano, che sarebbe una pedina molto importante per il centrocampo di Ancelotti. Il Benfica, che dopo Di Maria ha bisogno di altri soldi, aveva venduto metà del cartellino di Ramires alla società Jazzy Limited per 6 milioni di euro. Vedremo se la trattativa si complicherà. Chi invece è sempre più lontano dalla Juve è Milos Krasic. Se Simao dovesse lasciare l’Atletico Madrid, il serbo sarà scelto come sostituto del portoghese.

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L’ULTIMO BACIO

5 luglio 2010

E sì che la descrizione sul sito del Real recita, testuale: “Simbolo del madridismo”. E si può già anche comprare la sua camiseta blanca numero 7 per la prossima stagione. Ma quella maglia, Raul Gonzalez Blanco, non la indosserà più. Saluta la sua casa, saluta la sua gente, saluta il suo popolo. Lui, che di Madrid era il re, l’idolo, la bandiera e l’esempio da portare.

Sei Liga, tre Champions, due coppe intercontinentali, più tanti altri trofei, titoli di capocannoniere. Tutto a partire da quel 29 ottobre 1994, contro il Saragozza. Sedici anni di successi, ma soprattutto di gol. 550 partite e 228 gol, per intenderci. Manca, all’appello, il pallone d’oro 2001: quello strappatogli da Owen.

Cos’ha avuto di più Raul di tutti gli altri, in questi quindici anni di successi e sconfitte delle merengues? Di sicuro la serietà, l’attaccamento smisurato ad una maglia che, una volta indossata, gli moltiplicava le forze e gli faceva segnare gol splendidi e importantissimi. Con il destro, il suo piede sordo, i gol storici, in finale Intercontinentale con il Vasco o contro il Valencia a Parigi.

Si è sempre definito un lottatore. D’altronde, uno che diventa capitano del Real Madrid a 26 anni non può essere altrimenti. Le responsabilità non gli hanno mai fatto paura e il Bernabeu gliene ha sempre dato atto. Anche in quest’ultima fallimentare stagione. 37 presenze tra Liga e Champions, solo 8 da titolare, 7 gol in totale. Era in campo anche contro l’Alcorcon, in quel 4-0 che fece vergognare una città intera.

E mentre i Figo, i Ronaldo, i Zidane passavano, Raul rimaneva. Il 24 aprile 2010, alla Romareda di Saragozza, Raul Gonzalez Blanco ha baciato per l’ultima volta l’anello dopo un gol con la maglia del Real Madrid. “E’ il mio modo per ringraziare la mia famiglia, la forza che mi danno mia moglie e i miei figli. Lo faccio dopo che ho segnato, perché fare gol è la cosa che mi riesce meglio”. Come dargli torto. Adesso proverà a farlo, dall’alto dei suoi 33 anni, in Germania, allo Schalke. Perché la voglia di segnare, a uno così non passa mai. Il suo Real l’ha scaricato, forse Mourinho è troppo speciale anche per il capitano. E allora, tanti saluti Raul. L’ultimo bacio non sarà per i tuoi tifosi. Che però non ti dimenticheranno mai.

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LA GERMANIA NELLE MANI DI NEUER

7 Mag 2010

(da Sky.it)

Il sogno di un bambino che passa per l’infortunio del rivale, compagno di nazionale. René Adler, portiere del Bayer Leverkusen, ha detto addio al mondiale sudafricano. Impossibile giocare con la frattura alle costole.  E sì che Low aveva da poco annunciato la gerarchia dei tre portieri per il mondiale: Adler, appunto, Neuer, Wiese. Fuori il primo, dentro Neuer. Eccola, l’occasione, il sogno che diventa realtà: Neuer sarà il portiere titolare della Germania al mondiale 2010.

Lui, 24 anni appena compiuti, che gioca nello Schalke da quando ha cinque anni, è un predestinato. Anche se è finito, come tanti altri, troppo velocemente nella lista de “il nuovo Kahn”. Rensing, l’erede designato, è stato accantonato persino dal Bayern Monaco per far spazio all’esperto Butt, che al mondiale farà il terzo. Maledizione portieri, in Germania. Il ritiro di Kahn, il suicidio di Enke dello scorso novembre, l’infortunio di Adler. Ora le speranze di una nazione sono nelle mani grandi del ragazzone di Gelsenkirchen.

A cinque anni già nei campetti dello Schalke, poi tutta la trafila, vedendo da vicino i suoi eroi come Jens Lehmann, che alzò la coppa Uefa nel 1997 a San Siro parando il rigore di Zamorano. Nel 2004 si ritrovò raccattapalle della finale di Gelsenkirchen, quando fu Mourinho con il suo Porto a diventare campione. Dal 2006, appena ventenne, il salto in prima squadra. Gigante di 192cm, ha iniziato a parare, a modo suo: con i piedi, respingendo di pugno, con il corpo. In breve la sua chioma bionda è diventata sinonimo di “Schnapper”, paratutto: al termine della stagione 2007 vince il premio di miglior portiere della Bundesliga. Aprile 2008 è la data dell’ufficiale ingresso nell’elite dei portieri: Schalke-Porto, ottavi di Champions. Una serie di parate alla Neuer, poi eroico nei rigori. Idolo dei tifosi, nonostante ogni tanto la sua poca grazia tra i pali gli costi vistose papere (Malouda e il Chelsea ancora ringraziano).

La vittoria dell’Europeo under 21, passato anche dall’eliminazione dell’Italia, ha aumentato la statura internazionale di Neuer. Le due presenze in nazionale maggiore ora aumenteranno. Wiese gli coprirà le spalle, sempre che Low non decida di puntare proprio sul portiere del Werder. Ma i tifosi, c’è da scommetterci, tra i pali vogliono “paratutto”.