Posts Tagged ‘premier league’

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PREMIER, COLPI PAZZI: TORRES, CARROLL, SUAREZ, DAVID LUIZ

1 febbraio 2011

Il racconto dell’utlimo giorno di mercato in Premier League

TALENTI MONDIALI: LE FOTO

di LUCIANO CREMONA

È stata una delle giornate più pazze del calciomercato inglese. Forse la più matta ed entusiasmante di sempre. Con elicotteri e auto pronti a partire, per portare i vari Torres, Carroll e David Luiz a completare le visite mediche e a firmare per tempo. È stata la giornata dei record infranti. Quello di Ferdinand come giocatore più pagato della Premier League. Ma è stato un gioco di incastri, di corse contro il tempo, di milioni messi sul banco. Di cambi di maglia incredibili.

Roman Abramovic è tornato ad essere quello di un tempo, quello delle spese folli. E così nel giorno in cui i Blues hanno annunciato l’attivo di bilancio, bullandosi di essere in perfetta linea con il Fair Play finanziario, il magnate russo ha messo sul piatto 83 milioni di euro.

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Chelsea in cima alla Torres: 88 milioni per vincere tutto

 

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NEWCASTLE, RIECCO IL PARADISO

8 aprile 2010

La brillante penna della Daria ha prodotto questo post, giusto per Calciofilia. Che onore, per uno che tiene un blog così figo. D’altronde, la Daria, è proprio brava. Brava e Bella.

Un’indagine del 2004 ha stabilito che i tifosi del Newcastle erano i primi in Premier League per i chilometri percorsi per seguire il club. Era come se ogni anno si facessero tutta la superficie del globo per veder giocare la loro squadra.

Il 24 maggio sembrava la fine per i Magpies, le gazze. La gestione di Alan Shearer, idolo di casa da calciatore, era stata un disastro. Dopo la sconfitta con l’Aston Villa la First Division era una drammatica realtà. Ma la Toon (storpiatura di Town in Geordie, dialetto del nord Inghilterra) Army, i più fanatics tra i supporters bianconeri, non si rassegnavano. Anzi. “Vi tiferemo sempre di più” recitava uno striscione. Promessa mantenuta: inizia la Championship e loro riempiono come non mai il St James’ Park. Una media di 42.500 spettatori nelle gare casalinghe, più di molti club di Premier. E se di fronte ci sono Scunthorpe e Peterborough invece che il Manchester United, poco importa.

Un anno di purgatorio vissuto come una festa, culminata domenica con la promozione matematica con quattro giornate di anticipo. Un club storico del calcio inglese, 4 campionati e 6  Coppe d’Inghilterra vinte, ritorna al posto che gli compete. E la Premier ritrova giocatori come Jonas Gutierrez, che Maradona porterà al Mondiale, il rissoso Joey Barton o l’ex Red Devil Alan Smith.

Come molti club inglesi, il Newcastle è sommerso dai debiti. Non ha aiutato la gestione del proprietario Mike Ashley, milionario dell’abbigliamento sportivo.

Nemmeno un anno fa l’annuncio di voler mollare tutto: “Quest’esperienza è stata una catastrofe per tutti. Voglio vendere prima possibile”. Il Newcastle costa 100 milioni di sterline e lo si può comprare  via mail. In pochi giorni la casella di posta è tempestata di messaggi, tra cui molte prese in giro dei rivali del Sunderland.

Poi Ashley torna sui suoi passi e decide di tenersi il Newcastle. Nel frattempo, il presidente che seguiva le partite in curva rompe con i tifosi. Non gli perdonano alcuni acquisti sbagliati, ma soprattutto la cacciata di mister Kevin Keegan, idolo di casa.

A novembre la protesta contro il boss esplode. Per tirare su qualche pound vuole rinominare il mitico St James’ Park. Il nuovo stadio dovrebbe chiamarsi con un indirizzo email: sportsdirect.com@StJamesPark. Per i tifosi è troppo e lanciano la campagna Yes, we can. Sottinteso, cacciare Ashley. Invitano tutti i tifosi a fare un’offerta in denaro per rilevare il club. La risposta è forte: aderisce anche il cantante Sting.

Il clima è teso, ma ora la promozione potrebbe portare a una tregua. Sì, perchè le gazze sono tornate nel paradiso che gli compete. Fra una settimana potrebbe raggiungerli anche il Wba di Roberto Di Matteo.

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COME STA IL CHELSEA?

20 febbraio 2010

Didier Drogba. Mourinho potrebbe stampare delle foto dell’ivoriano e darle a Lucio, Samuel e Julio Cesar. WANTED! Studiatelo, braccatelo, fermatelo. Troppo devastante, in questo momento, Drogba. Oggi il Chelsea ha vinto 2-0 con il Wolverhampton grazie a Cech e a Drogba. In mezzo, molto poco. Oggi mancavano (e mancheranno anche mercoledì) A.Cole, Essien, Deco e Bosingwa. In più, Zhirkov, che senza A.Cole è lui ad agire da esterno sinistro basso, nell’incontro di oggi è uscito: non si conosce ancora la sua condizione fisica. Probabile che mercoledì ci sarà, altrimenti Carletto avrebbe qualche problema. Poi Terry: oggi ha lisciato un pallone al limite dell’area manco fosse all’oratorio. San Cech l’ha risparmiato dalle polemiche che già lo circondano. Sarebbe stato terribile per lui se quel pallone fosse finito in porta. Comunque non è stato un gran Chelsea. Abbastanza stanco, lento. Con poche idee. Ma concreto, come sempre. E poi c’è quel ragazzo là davanti che viaggia a quasi un gol a partita: Drogba è inarrestabile e trasforma in gol tutto quello che gli passa tra i piedi. Penso che il Chelsea sia ancora favorito, nonostante l’assenza del terzino sinistro (anche l’Inter probabilmente rinuncerà a Santon). La tranquillità che infonderà Ancelotti, l’abitudine a giocare match importanti. Un centravanti al top della forma e della maturità. Mourinho deve iniziare a studiare delle mosse. Prima, però, c’è la Sampdoria.

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I’M FOREVER BLOWING BUBBLES

20 febbraio 2010

Al sabato, quando gli Sharks non giocano, è Premier time. Perciò, anche oggi, vi propongo un coro storico, fantastico e del tutto particolare. È l’inno del West Ham. La storia va letta, perché la canzone è del 1918. Ma nel ’20 divenne l’inno del West Ham: il manager di allora Charlie Paynter la introdusse su segnalazione dell’amico Cornelius Beal, preside della Park School. Nella squadra della scuola giocava Billy Murray, detto Bubbles, per la somiglianza con il cartone utilizzato nella pubblicità del sapone, che aveva come canzone appunto Blowing Bubbles. Era diventata un portafortuna questa canzonetta, così il preside beal la consigliò a Paynter. Da quel giorno, ad Upton Park si gonfiano sempre bolle. Nell’80, la band punk rock Cockney Rejects proposero una cover della canzone. Inoltre fa da sfondo al film “Green Street Hooligans“.

I’m forever blowing bubbles,
Pretty bubbles in the air.
They fly so high,
Nearly reach the sky,
Then like my dreams,
They fade and die.
Fortune’s always hiding,
I’ve looked everywhere,
I’m forever blowing bubbles,
Pretty bubbles in the air.

Traduzione:
Sto sempre a gonfiare bolle,
Belle bolle nell’aria,
Volano così in alto,
Quasi toccano il cielo,
Poi come i miei sogni
Svaniscono e muoiono.
La fortuna si nasconde sempre,
Ho guardato dappertutto,
Sto sempre a gonfiare bolle,
Belle bolle nell’aria.

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FOAR

6 febbraio 2010

Derby di Liverpool. Reds in dieci, poi nel cuore della partita, ecco il coro che sale. Non è You’ll never walk alone. Quello si canta all’inizio e alla fine. Ecco “The fields of Anfield Road”. E Kuyt segna, il Liverpool vince 1-0, pur giocando in dieci. Il derby è loro. Ancora una volta la Kop è stata il dodicesimo uomo, in questo caso l’undicesimo. Qui c’è la storia della canzone.

All round the fields of Anfield Road
Where once we watched the King Kenny play (and could he play!)
Stevie Heighway on the wing
We had dreams and songs to sing
‘Bout the glory, round the Fields of Anfield Road