Posts Tagged ‘portiere’

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NELLE MANI DI CASTELLAZZI

29 ottobre 2011

Parliamo di numeri, la facciamo breve. Stasera, Inter-Juve, gioca Castellazzi. Il buon Luca ha collezionato 22 presenze con la maglia dell’Inter. 12 vittorie, 4 pareggi, 6 sconfitte. Ma il dato è un altro. Nelle 22 apparizioni, solo 5 volte non ha subito gol. Avete capito bene. Al suo debutto in campionato, (33′ contro il Genoa), nello 0-0 di Coppa Italia con il Napoli, nella vittoria con il Werder Brema per 4-0 (giocando solo il secondo tempo), nell’1-0 contro il Twente e nel secondo tempo di Inter-Atalanta, con rigore parato. Ecco, no per dire. In tutte le altre 17 partite è stato bucato, per un totale di 28 gol. Poi ditemi come faccio a stare tranquillo.

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LA GERMANIA NELLE MANI DI NEUER

7 Mag 2010

(da Sky.it)

Il sogno di un bambino che passa per l’infortunio del rivale, compagno di nazionale. René Adler, portiere del Bayer Leverkusen, ha detto addio al mondiale sudafricano. Impossibile giocare con la frattura alle costole.  E sì che Low aveva da poco annunciato la gerarchia dei tre portieri per il mondiale: Adler, appunto, Neuer, Wiese. Fuori il primo, dentro Neuer. Eccola, l’occasione, il sogno che diventa realtà: Neuer sarà il portiere titolare della Germania al mondiale 2010.

Lui, 24 anni appena compiuti, che gioca nello Schalke da quando ha cinque anni, è un predestinato. Anche se è finito, come tanti altri, troppo velocemente nella lista de “il nuovo Kahn”. Rensing, l’erede designato, è stato accantonato persino dal Bayern Monaco per far spazio all’esperto Butt, che al mondiale farà il terzo. Maledizione portieri, in Germania. Il ritiro di Kahn, il suicidio di Enke dello scorso novembre, l’infortunio di Adler. Ora le speranze di una nazione sono nelle mani grandi del ragazzone di Gelsenkirchen.

A cinque anni già nei campetti dello Schalke, poi tutta la trafila, vedendo da vicino i suoi eroi come Jens Lehmann, che alzò la coppa Uefa nel 1997 a San Siro parando il rigore di Zamorano. Nel 2004 si ritrovò raccattapalle della finale di Gelsenkirchen, quando fu Mourinho con il suo Porto a diventare campione. Dal 2006, appena ventenne, il salto in prima squadra. Gigante di 192cm, ha iniziato a parare, a modo suo: con i piedi, respingendo di pugno, con il corpo. In breve la sua chioma bionda è diventata sinonimo di “Schnapper”, paratutto: al termine della stagione 2007 vince il premio di miglior portiere della Bundesliga. Aprile 2008 è la data dell’ufficiale ingresso nell’elite dei portieri: Schalke-Porto, ottavi di Champions. Una serie di parate alla Neuer, poi eroico nei rigori. Idolo dei tifosi, nonostante ogni tanto la sua poca grazia tra i pali gli costi vistose papere (Malouda e il Chelsea ancora ringraziano).

La vittoria dell’Europeo under 21, passato anche dall’eliminazione dell’Italia, ha aumentato la statura internazionale di Neuer. Le due presenze in nazionale maggiore ora aumenteranno. Wiese gli coprirà le spalle, sempre che Low non decida di puntare proprio sul portiere del Werder. Ma i tifosi, c’è da scommetterci, tra i pali vogliono “paratutto”.

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L’ULTIMO SCORPIONE DI RENÈ

8 febbraio 2010

Ha salutato con uno scorpione e due gol, come ai vecchi tempi. Quarantatre anni, una pancia non nuova, i soliti capelli lunghi e l’estro dei giorni migliori. Anche se la faccia non è più la stessa. René Higuita ha dato l’addio al calcio, 25 anni dopo il suo debutto da portiere. Portiere per modo di dire: di Higuita ci ricordiamo per la mossa dello scorpione appunto, per le discese palla al piede partendo dalla sua area e per qualche gol qua e là. La partita d’addio – giocata come sempre a ritmi da derby del cuore – ha messo in luce il suo destro raffinato e la sua poca propensione a parare davvero.

Higuita ha fatto numeri su numeri, non solo in campo. Arrestato per aver mediato durante un sequestro senza aver avvisato la polizia, è stato anche squalificato per cocaina. Poi, qualche anno fa, ha partecipato al reality ‘Cambio Extremo’: cinque operazioni di chirurgia estetica.

Famoso più per la sua eccentricità che per le sue doti di portiere, a Italia ’90 scese con la palla fino a centrocampo: Roger Milla, bandiera del Camerun, gliela rubò, depositando in rete. Insomma, numeri da circo. Renè saluta, con lui, in campo c’era anche Valderrama, altro genio d’altri tempi.