Posts Tagged ‘nesta’

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SOGNANO I LORO INCUBI

25 agosto 2010

Se lo ricordano bene perché li ha fatti piangere. Ce l’hanno stampato in testa perché ogni volta era un supplizio per loro. È così da sempre, prendono chi gli ha fatto male, nella speranza, prima di tutto, che non facciano più male a loro, ma agli altri. L’hanno fatto con Dugarry, l’hanno fatto con Vieri, l’hanno fatto con Ronaldo. Vuoi che non lo facciano con Ibra? Sì quello che ha saltato Nesta alzandosi la palla come in Holly e Benji. Ed è anche quello che ha guardato Ronaldo, gli ha abbassato le orecchie e gli ha chiuso in faccia un altro derby. È quello che ci ha dato tre scudetti, con quello di Parma estratto dal cilindro come per magia, alla faccia dei gufi, primi tra tutti proprio loro.

Forse sognano segni gol di tacco come faceva quando indossava la nostra maglia, o forse sognano di vincere grazie a lui, come è successo a noi. Noi però non abbiamo vinto solo grazie a lui, genio del calcio che ancora oggi non capisco perché il Barcellona dovrebbe vendere. Noi abbiamo vinto anche senza di lui, e di più. Non si vergognano a chiedere l’elemosina, vanno in giro a dire: “Prendiamo Ibra se ce lo regalano”. Fossi il presidente del Cesena, proverei a prendere Ibra, tanto è gratis.

Se mi dà fastidio vederlo in maglia rossonera? Un po’, certo. Però io Ibra lo conosco troppo bene: la sua maglia non l’ho mai comprata. In fondo era stato della Juve, sarà del Milan, credo di averci visto giusto. L’ho quasi venerato ogni volta che toccava il pallone, ogni volta che ci ha tolto dai pasticci. Adesso, per lui, l’impresa più difficile: sfidarci. Noi siamo pronti, perché non dipendiamo più da lui, siamo una squadra, con il cuore, il carattere e la forza dei campioni. I campioni siamo noi. Ibra, ti aspetto a San Siro. Ho ancora quel fischietto giallo. Sì, quello…

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FACCE NUOVE: NE MANCA UNA

1 marzo 2010

Aspettavo le convocazioni di Marcello Lippi. Poi, quando sono uscite, ho iniziato a leggerle dall’alto, per non togliermi la sorpresa. Ho letto, nell’ordine: Sirigu, Cassani, Bonucci. A Cossu, Lippi è iniziato a diventare simpatico. Poi ho letto Montolivo: simpatico era troppo, però dai niente male. Poi vado agli attaccanti. Leggo: Di Natale, Pazzini, Borriello. Ok, adesso c’è lui. Guardo e… Quagliarella? Quagliarella? Dev’esserci un errore. Non c’è Mario. Dov’è Mario?

Poi sono arrivate le dichiarazioni del tecnico. Nesta non ci sarà, ha detto no. Le piccole speranze di vincere il mondiale si chiudono probabilmente qui. Poi gli hanno chiesto di Balotelli: «È il futuro, ora serve all’Under 21». Come dire: se ne parla per il prossimo ciclo. Eppure Mario ha dato ampia dimostrazione di meritarsela, questa maglia azzurra. Balotelli ha giocato la metà dei minuti di Quagliarella, e ha segnato gli stessi gol, sette.

Li ha segnati nell’Inter, e non sono stati gol banali. In più ci sono da aggiungere un gol in Champions, uno in Coppa Italia e una mezz’ora da supereroe contro il Chelsea. Ma a quanto pare, a Marcello Lippi tutto questo non basta. «Balotelli è il futuro». A noi sembra che Balotelli sia il presente: dell’Inter e dell’Italia.

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NESTALGIA

20 gennaio 2010

L’ultima volta che ha indossato la maglia azzurra era metà del primo tempo di Italia Repubblica Ceca, terza partita del Mondiale tedesco. Quasi quattro anni fa. La smorfia sul suo viso era quella già vista. Il dolore alla gamba, sempre lo stesso. Stiramento, mondiale finito. Uno sguardo al tabellone, per vedere l’ora. Era quello, l’ultimo minuto, l’ultimo istante della carriera azzurra. Sandro Nesta decise subito: basta.

D’altronde, nel ’98 dopo pochi minuti di Italia Austria, Nesta si spezzò i legamenti del ginocchio. Entrò Bergomi, lo zio, al suo ultimo mondiale. Nel 2006, al suo posto invece, entrò Materazzi, per poi diventare l’eroe azzurro. Nesta la medaglia del mondiale ce l’ha. Certo due partite e un pezzetto non è proprio come giocare la finale. Non potrà mai sentirlo suo fino in fondo, quel mondiale.

La decisione, come detto, fu unica, istantanea, irremovibile. Troppi acciacchi per dedicarsi alla nazionale. Solo l’anno scorso uscì un articolo della Gazzetta che lo dava vicino al ritiro. L’operazione alla schiena sembrava averlo piegato definitivamente. Quest’anno invece Sandro Nesta è tornato. Corre, dirige la difesa, domina, come ha sempre fatto. Con classe da padrone. Il Milan gode, anche perché Thiago Silva ha di fianco il miglior partner per diventare grande.

Così tutti dicono: ai mondiali serve Nesta. Troppo vero. Ma Nesta l’ha sempre detto: “non torno”. La voglia di non rimangiarsi una parola data, l’orgoglio e il senso di rispetto per chi il mondiale se l’è sudato sul campo. Però questa Italia non può presentarsi con Cannavaro titolare. Non può fare a meno di uno dei suoi migliori calciatori in assoluto. E allora Lippi ci ha provato. Magari Nesta dirà no, ma almeno un tentativo andava fatto.

Quello che mi piacerebbe vedere, poi, è come gestirà la situazione il ct. Cannavaro in panchina è un obbligo tecnico. Nesta-Chiellini farebbero fare un grosso salto di qualità alla Nazionale. Quindi: speriamo che Nesta si convinca, e a giugno sia al top. E speriamo che, per una volta, Lippi scelga davvero per il bene della squadra, senza riverenze o dovere di riconoscenza. Perché Cannavaro è il capitano, ma è quasi un ex calciatore.