Posts Tagged ‘mondiali calcio’

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MASTER MONDIALE

1 luglio 2010

I malati di PES lo sanno senza bisogno di spiegazioni. Per gli altri, la faccio breve. La master a PES significa prendere una squadra con giocatori inventati, vincere le partite, guadagnare dei soldi e farsi una squadra. Poi, siccome i giovani migliorano con il tempo, bisogna prendere le future promesse per avere un top team. Ora, adesso come adesso, dei 732 che erano/sono ai mondiali, tra giovani e meno giovani questo sarebbe il mio 11.

  1. BENAGLIO – è un 83, ma è assolutamente il miglior portiere visto in Sudafrica. Solido, reattivo, di grande presenza tra i pali. La parata su Alvarez è da urlo.
  2. VAN DER WIEL – Anche se non sta brillando, anche se magari non giocherà titolare. Potenzialmente è un terzino come non ce ne sono in giro.
  3. N’KOULOU – Bisogna credere in questo ragazzo del 90, perché tra un paio d’anni sarà pronto. Essendo un 90, ha bisogno ancora di un po’ di rodaggio.
  4. KJAER – Spiace solo che andrà al Wolfsburg e non lo vedremo più. Non è velocissimo, però ragazzi, è un ’89. E gioca con la sicurezza di un veterano.
  5. FABIO COENTRAO – Mi vanto di averlo preso al fantamondiale tra lo scetticismo di chi diceva: non giocherà un minuto. Nasce più offensivo, ma non essendo Cristiano Ronaldo, è stato arretrato. Se cresce in fase difensiva diventa uno dei più forti,
  6. A. AYEW – Mi sono innamorato di come rilancia sempre, di come scatta sempre, di come cerchi sempre il dribbling. Figlio di Abedì Pelè: buon sangue non mente.
  7. K.P. BOATENG – Lo voglio, adesso. Matto, ghanese per scelta, odiato dai tedeschi dove gioca il fratellastro Jerome. Centrocampista di qualità e di corsa, mi fa impazzire.
  8. VALDIVIA – Gioca in Arabia dove prende 4 milioni di euro all’anno. Non è un giovanissimo, essendo ’83. Ma tutte le volte che è entrato nel Cile ha cambiato le cose, mostrando una qualità superiore alla media. Molto buono.
  9. OZIL – Non ha bisogno di spiegazioni. Semplicemente rischia di diventare uno dei migliori d’Europa. Con tanti saluti a Diego Ribas da Cunha.
  10. HERNANDEZ – Chicharito è giò un fenomeno. E infatti giocherà nel Manchester: Ferguson ci ha visto molto lungo. Personalità e doti tecniche spaventose.
  11. SUAREZ – Gol, gol e gol. Quanto segna? Prima partita da incubo, seconda strepitosa senza segnare. Poi si è sbloccato. Potrebbe non fermarsi.

Ecco, quanto mi piacerebbe iniziare una master con questi 11. Peccato che a pes2010 fare una master sia praticamente impossibile.

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NULLA DI STRANO

29 giugno 2010

Perché tutti puntavano sull’Inghilterra? Per Capello e per Rooney, ovviamente. Ora: l’attaccante ha avuto un finale di stagione complicatissimo, ricco di infortuni e recuperi miracolosi. Si è presentato ai Mondiali in condizioni disastrose. Quattro partite per prendere un palo, ma non è stata solo colpa sua. L’altro punto forte sul quale tutti puntavano era l’allenatore. Don Fabio vince sempre, don Fabio di qua, don Fabio di là. Grande girone di qualificazione:  9 vittorie e una sconfitta incrociando Ucraina, Croazia, Bielorussia, Kazakistan, Andorra. Sembrava che solo perché l’Inghilterra aveva sulla panca don Fabio avrebbe dovuto vincere i Mondiali.

Poi però è arrivato il campo, sono arrivate le convocazioni. E tutti: l’Inghilterra vince il Mondiale. C’è Capello. Tralasciando il fatto che Capello non ha dato uno straccio di gioco all’Inghilterra, perdendo completamente la sfida di imporre il suo 4-4-2 alla nazionale. Non è però questione di modulo. Penso che la questione sia semplice.  L’Inghilterra non aveva i giocatori migliori. I giocatori migliori li hanno il Brasile e la Spagna. L’Argentina ha il miglior attacco, la Germania è un caso a parte.

Il portiere inanzitutto.  La Spagna ha Casillas, il Brasile Julio Cesar. James-Green non possono reggere il confronto. Situazione difensori: Ferdinand infortunato ha costretto Capello a chiamare Dawson, a schierare Carragher, a scegliere Upson. Il Brasile ha il pacchetto arretratro più forte in assoluto. Maicon-Lucio-Juan-Bastos, in panchina Thiago Silva, eventualmente Dani Alves. Johnson e Cole non possono competere. Piqué-Puyol-Sergio Ramos sono di un’altro pianeta, in rapporto anche alla parabola discendente imboccata da Terry, disastroso.

Lampard e Gerrard insieme non hanno mai funzionato, Barry recuperato all’ultimo non è stato all’altezza. Lennon e Wright Philipps non hanno mai fatto il salto di qualità, Milner è bravo, ma non abbastanza per vincere il Mondiale. Robinho, Kakà oppure tutti i centrocampisti spagnoli sono migliori: Xavi, Iniesta, Fabregas, Xavi Alonso, David Silva. C’è differenza.

In attacco, detto di Rooney, solo e impacciato, c’erano Heskey, Defoe e Crouch. Villa-Torres-Pedro-Llorrente fanno un reparto molto più completo, Luis Fabiano non è Ronaldo ma nel Brasile di Dunga è funzionale. Ecco, a fronte di questi ragionamenti spiccioli sul valore dei giocatori, forse Capello non è riuscito a costruire una nazionale funzionale alla sua idea di gioco. E forse, il non essere inglese, il non conoscere la lingua alla perfezione, non gli ha permesso di entrare nel cuore dei giocatori come invece ha fatto Mourinho all’Inter.

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KEVIN, GERMANIA-GHANA È GI­À INIZIATA

21 Mag 2010

(su Sky.it) È nato a Berlino, ha giocato nell’Hertha e nel Borussia, ma soprattutto nell’under 21 tedesca. Poi, Kevin-Prince Boateng ha scelto il Ghana. Adesso, che è nell’occhio del ciclone per aver estromesso dal mondiale il capitano della Germania Ballack con il suo fallo nella finale di FA Cup tra Portsmouth e Chelsea, il centrocampista di origini ghanesi non rimpiange la sua scelta. “Parlano tutti del mio fallo. Ma è un normale contrasto di gioco il mio. Perché non si parla della sberla che mi ha rifilato Ballack poco prima? L’avessi fatto io, sarei stato bandito per anni”. È amaro il commento. Soprattutto perché ormai Kevin-Prince è diventato il bersaglio dei tifosi tedeschi. Che su Facebook si sono scatenati contro di lui: “Odiamo Kevin-Prince Boateng” e “Anti Kevin-Prince Boateng” sono solo i più dolci.

“Qualche mese fa Ballack si lamentò per mesi della sberla presa da Podolski in nazionale. Ma un capitano come lui non può comportarsi così”. Boateng rilancia. Ma in tutto questo il 23 giugno si giocherà proprio Ghana-Germania. Facile prevedere che nel caso il centrocampista del Portsmouth dovesse giocare, non passerebbe un buon pomeriggio: i tifosi della Germania gli imputeranno, oltre al fallo su Ballack, anche l’aver scelto il Ghana.

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CAPELLO SENZA BARRY? TORNA CARRAGHER

10 Mag 2010

da Sky.it


Cade un certezza per Fabio Capello. Gareth Barry non è più sicuro di volare in Sudafrica. Il centrocampista del Manchester City, uscito dolorante alla caviglia durante la partita persa con il Tottenham, ha riportato una lesione ai legamenti, difficilmente guaribile in meno di un mese. È partita dunque la caccia al centrale di centrocampo che prenderà il suo posto. Fabio Capello dovrebbe aver ristretto il campo a tre nomi. Il primo è quello di Scott Parker, 29 anni, del West Ham, sole tre presenze in Nazionale. L’altro è quello di Tom Huddleston, del Tottenham, che ha giocato solo una volta con la maglia inglese. Infine, il nome più suggestivo, ma anche più rischioso: Owen Hargreaves. Il centrocampista del Manchester negli ultimi 21 mesi ha giocato qualcosa come 30 secondi: in pratica è fermo da due anni per uno dei suoi tanti e gravi infortuni. Sarebbe il centrocampista funzionale e perfetto per Capello, ma le sue condizioni fisiche sono un rebus. Per Barry comunque non è ancora detta l’ultima parola. Lo staff inglese spera in un miracolo.

Intanto Don Fabio potrebbe trovare un altro tassello importante per la difesa. Sembra che Jamie Carragher, vice capitano del Liverpool, sia pronto a tornare in nazionale, lasciata tre anni fa. Capello e Baldini hanno lavorato a lungo per convincere il difensore, la cui esperienza ma soprattutto la duttilità farebbero davvero comodo all’Inghilterra: Carragher può giocare sia come centrale che come terzino destro. Sarebbe un ritorno davvero clamoroso, in quanto il difensore aveva chiuso più volte anche allo stesso Capello. Che però non ha desistito, e ha avuto ragione.