Posts Tagged ‘milan’

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GESTI SIMPATICI

26 febbraio 2010

Con colpevole ritardo, ecco i gesti che fanno bene al calcio e non alimentano la violenza.E che naturalmente non vengono sanzionati. Ti amo campionato!

Nelle foto: due simpatici gesti che Klaas Jan Huntelaar ha rivolto mercoledì ai tifosi della Fiorentina. Qui a fianco il calciatore olandese ha appena finito di mangiare i Fonzies e naturalmente si lecca le dita, per non godere a metà. In quella sotto, invece, sembra mostrare a gesti le dimensioni delle proprie virtù. In realtà, come poi spiegherà, voleva solo mostrare contentezza per essersi tolto dal sedere un coso lungo così. Un gesto liberatorio.

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MILAN-MANCHESTER IL GIORNO DOPO

17 febbraio 2010

Riproponiamo il confronto tra i giocatori, valutando le prestazioni e cercando di spiegare i perché di questa partita pazza, che il Milan poteva stravincere e ha rischiato di straperdere. Passaggio del turno quasi compromesso, ecco i perché.

  1. Van der Sar ha stravinto il confronto con Dida. Battuto da un tiro deviato, non ha più sbagliato un intervento: il più difficile è quello sul tiro di Ronaldinho, nella seconda metà del primo tempo. Dida invece è stato come sempre poco reattivo, sia nelle uscite che tra i pali. Una continua insicurezza
  2. Rafael e Bonera, siete voi i colpevoli. Il brasiliano è sembrato completamente inadatto a ricoprire il ruolo di terzino in una grande squadra. Bonera ha giocato il primo tempo alla grande, ma si è fatto saltare in testa da Rooney, che gli regala almeno 5 centimetri. Il cambio di Brown per Rafael doveva arrivare prima: il Manchester non avrebbe preso il secondo gol.
  3. Nesta e Rio Ferdinand: malino. Il milanista non è stato per niente perfetto: sul secondo gol di Rooney si è fatto trovare a metà strada. Nessun miracolo, Sandro. Rio invece ha annaspato per tutta la partita: giocare con Evans di fianco non è il massimo.
  4. Thiago Silva e Evans, c’è un abisso in mezzo. Il brasiliano si è salvato, con qualche discesa alla Lucio e un paio di recuperi in velocità. Forse colpevole sul primo gol, nel complesso il meno peggio. Su Evans è emblematico quanto gli ha detto Ferguson, dopo il pareggio di Scholes: “FUCK YOU!”. Disastroso.
  5. Evra ha giocato la sua solita solida partita. Antonini, fino allo stiramento, è stato tra i migliori: ha anche sfiorato il gol. Poi è entrato Favalli, che non ha fatto faticato su Nani, ma adesso spiegategli che Valencia è passato da più di dodici ore.
  6. Pirlo non ha entusiasmato, anche se ha inventato un paio di verticalizzazioni. Scholes è sempre il solito: un po’ arrugginito, quasi goffo ormai. Anche fortunato, ma decisivo.
  7. Beckham ha deluso. Non per l’impegno, ne ha messo tanto. Ma per il rendimento. Non ci ricordiamo una sola giocata, una sola palla. Carrick ha provocato l’autorete, nel primo tempo era legnoso. Poi è venuto fuori con personalità, tenendo il campo alla grande. Stupida e pesante l’espulsione finale. Seedorf ha diminuito il tasso di corsa: in un Milan in difficoltà, non il massimo. Ma che colpo il tacco finale.
  8. Ambrosini è stato l’ultimo ad arrendersi: il suo assalto è stato murato, nel finale. Però Fletcher ha dato dimostrazioni di superiorità. Due assist e una partita di cuore, corsa e intelligenza. Con qualche lampo di qualità. Gran giocatore.
  9. Park ha surclassato Pato. Partita di sacrificio assurdo, sempre in pressione su Pirlo, sempre prezioso. Pato si è estraniato, come spesso gli accade. Fin troppo latitante, quasi dannoso.
  10. Nani, bocciato. Pessimo patetico controproducente. Come sprecare talento e potenzialità in un colpo solo. Valencia sembra fare un altro sport ed è stato infatti decisivo. Che dire di Dinho: non fa un ripiegamento, sta fermo, a volte immobile. Ma illumina. L’unico appunto: vive di emozioni, quando il Milan spinge, è il fulcro. Quando il Milan soffre, scompare.
  11. Huntelaar chi? Nessuno l’ha visto, se non per un gol sbagliato. Poi ci vuole coraggio a metterlo di fianco a Rooney. Che ieri ha dimostrato di essere il più forte, il più grande. Immenso, decisivo, utile. Fortissimo.

Ferguson ha battuto Leonardo. Perché il brasiliano non ha saputo correggersi, non ha letto la situazione. Mentre a sir Alex è bastato alzarsi in piedi per far cambiare marcia ai suoi.

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CL: MILAN-MANCHESTER

16 febbraio 2010

Due mesi fa abbiamo proposto le supersfide per gli ottavi di Champions. (SUPERSFIDA\2: MILAN-MANCHESTER). Vediamo come sono cambiate le cose a poche ore dal match.

  1. Van der Sar vs Dida: ancora meglio Van der Sar. Dida è sempre un rischio.
  2. Brown vs Bonera: stesso tipo di giocatori e incroci difficili. Brown vs Dinho e Bonera vs Park. Forse rischia di più Brown. Ma anche Bonera non può essere una certezza.
  3. Rio Ferdinand vs Nesta: sorpasso effettuato. Anche se il fisico ogni tanto scriocchiola, Nesta è tornato il migliore. Lo dimostrerà.
  4. Evans vs Thiago Silva: la riserva di Vidic ha già giocato partite importanti. Ma il brasiliano è una forza della natura.
  5. Evra vs Antonini: scontro impari, il francese è e resta uno dei migliori interpreti del ruolo.
  6. Fletcher vs Ambrosini: in grande forma, in grande fiducia. Sarà una grande battaglia.
  7. Scholes vs Pirlo: prendo sempre Pirlo, che in queste partite può esaltarsi. Ma occhio alla grinta e all’esperienza del vecchio Paul.
  8. Carrick vs Beckham: meglio Carrick. Perché David non è nel suo ruolo abituale e soprattutto perché ultimamente non è nelle rotazioni di Leonardo.
  9. Nani vs Ronaldinho: mah. Dinho è il solito enigma. Da fermo potrebbe dipingere la partita della vita. Per Nani, però, questa è la partita della consacrazione. Stasera deve decidere se essere l’erede di CR7 o un eterno incompiuto. Sfida pari.
  10. Rooney vs Huntelaar: non serve commentare. Wayne è uno dei primi tre del mondo. Uno dei migliori in assoluto.
  11. Park vs Pato: Ferguson si affida sempre al coreano quando gioca in trasferta, troppo importante. Però Pato ha dimostrato di essere tornato: la sua velocità sarà determinante.

Pari, in tutto. 4-4 più tre pareggi. Che sia davvero la sfida degli episodi, dei contropiedi o delle papere dei portieri?

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L’ULTIMA GIORNATA AL QUARK HOTEL

2 febbraio 2010

Calciomercato: Mariga all’Inter, Mancini al Milan

MILANO – I botti in fondo, come sempre. Si è chiuso ieri alle 19 all’Ata Quark Hotel un mercato invernale pieno di sorprese e colpi di scena. Con Milano capitale degli affari e regina del calciomercato. Perché proprio Inter e Milan sono state le protagoniste degli acquisti dell’ultima ora. Il brasiliano Mancini cambia squadra ma non città e si veste di rossonero. L’Inter invece abbandona l’affare Ledesma e con un blitz si assicura McDonald Mariga, centrocampista keniano del Parma, che era ormai sulla via di Manchester, sponda City.

GIALLO CENTROCAMPO – Fernandes? No. Ledesma? Neanche. Simplicio? Nemmeno. Mariga? Ok, il nome è giusto. Mourinho ha il suo tanto desiderato centrocampista: che a sorpresa non è l’argentino della Lazio. Quando l’Inter ha capito che con Lotito non c’erano margini di trattativa, si è buttata su Fabio Simplicio. Che ha immediatamente preso un aereo ed è volato a Milano per firmare. Nel frattempo però, la trattativa tra Manchester City e Parma per Mariga si è arenata. Marco Branca allora ha puntato dritto sul keniano. E quando Simplicio è atterrato a Milano, tra Inter e Parma era tutto fatto: 3 milioni di euro per la comproprietà, più la metà di Biabiany, già in prestito a Parma. Dove sempre dall’Inter è arrivato a titolo temporaneo Luis Jimenez. A quel punto, Simplicio e Ledesma hanno assaporato la beffa. Mentre Manuel Fernandes è tornato in Portogallo, portandosi a casa i suoi acciacchi e i misteri di un’operazione che è parsa un diversivo.

MANCINI ROSSONERO – L’Inter però è riuscita anche a sfoltire la rosa. Amantino Mancini, dopo una stagione e mezza di panchina e anonimato, è passato in prestito al Milan, che a giugno potrà esercitare il diritto di riscatto sulla metà del giocatore, fissato a 3milioni e 750mila euro. L’operazione però non ha portato al passaggio di Jankulovsky all’Inter. Il terzino ceco infatti ha rifiutato il cambio di maglia.

ULTIMI COLPI – La Roma ha salutato gli eroi della vittoria di domenica con il Siena. Okaka è volato a Londra al Fulham allenato da Hodgson, mentre Pit è stato ceduto in prestito alla Triestina. La Lazio, dopo i colpi Hitzlesperger e Golasa, ha rafforzato la difesa con Biava e André Dias, difensore brasiliano del San Paolo. Il mercato si è animato verso sera, quando Genoa e Atalanta hanno litigato per Schelotto del Cesena: affare saltato. La squadra di Gasperini ha però ingaggiato il giovane centrocampista austriaco Gucher, dal Frosinone. La Fiorentina ha ufficializzato Keirrison e si è vista dire no dalla Lazio per Rocchi. Jorgensen invece è tornato in Danimarca. Il Livorno ha blindato Lucarelli e Tavano e ha preso un nuovo portiere: è andato a buon fine lo scambio con il Palermo Rubinho-Benussi. A Bologna è saltato il trasferimento di Baronio dalla Lazio. Il Bari ha rinunciato a Cerci e ha preso Sestu dal Vicenza. All’Udinese arriva l’attaccante svizzero Geijo, dal Racing Santander, mentre il Parma ha preso il giovane Covic. Pavone al Catania è saltato: il fax da Siviglia non è arrivato in tempo. L’ultimo colpo della sessione è del Siena: arriva Pratali, sempre dal Torino. Contratto depositato proprio sulla sirena.

Luciano Cremona
Fabio Manfreda

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MOU, SAN SIRO AI TUOI PIEDI

25 gennaio 2010

«Spettacolo? La squadra più spettacolare è quella che fa più, gol, più vittorie, più punti». Aveva ragione lui, ancora una volta. A qualcuno era sembrato il solito Mourinho arrogante e irriverente. Poi sono bastati venti minuti di derby per capire la forza dello Special One e della sua squadra. Venti minuti con un palo, un gol e tre parate di Dida. E altri settantacinque in inferiorità numerica, ma in superiorità agonistica e di carattere. Perché il Milan fantasia, il Milan dell’amore, il Milandinho s è schiantato sotto un muro solido, invalicabile. Fatto di attenzione ritrovata (Lucio e Santon), di corse infinite (Zanetti immenso), di parate decisive. Di nervi, anche. Di esaltazione, quella che proprio Mourinho ha scatenato, facendo diventare San Siro un inferno proprio per quel diavolo che è sembrato timido, spaventato.

Forse l’Inter vince perché ha giocatori come Muntari, che giocano con uno stiramento, ma fanno 70 minuti alla morte. Mentre il Milan rinuncia a Nesta e presenta Favalli, che tutto quello che aveva da spendere lo ha speso da almeno dieci anni. Forse perché Pandev ha una voglia di calcio, di correre, di vincere, che Beckham non potrà mai avere, essendo milanista a tempo determinato, in stage, praticamente. E magari anche perché la faccia pulita e i bei modi di Leonardo sono tanto cool e così tutti dicono: «Ma che bello questo Milan: e poi ridono tutti. È il Milan dell’amore». Invece Mou è arrabbiato anche quando vince, manda gente all’attacco anche quando è uno in meno, anche quando, come con il Siena, il buonsenso sembra suggerire altro. Però la risposta sembra davvero quella giusta: difficile vedere un gruppo così unito, così mentalizzato al sacrificio, quasi all’eroismo. Era così anche il Porto, era così il Chelsea.

È così l’Inter. Che fa dell’emozioni il suo marchio, che porta al limite i suoi tifosi. Ma che quando scende in campo con il rombo, aggiunge alla grinta una solidità tecnico tattica imbarazzante rispetto alle altre squadre. Il Milan della ripresa, ieri, è stato generoso, a tratti anche arrembante. Ma se in 180′ minuti ha subito 6 gol, senza segnarne, senza sfruttare una superiorità numerica prolungata, senza segnare il rigore della speranza, senza mettere in campo un Inzaghi che con tutto il recupero concesso avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque. Allora non resta altro da fare che disporsi su due file, lasciare un corridoio, in mezzo. E applaudire il passaggio dei Campioni d’Italia. Campioni di cuore e di emozioni.

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SUPERSFIDA JUVE-MILAN

8 gennaio 2010

Domenica mancheranno Zambrotta, Pato, Seedorf, Buffon, Camoranesi, Sissoko, Trezeguet, Iaquinta e Caceres. Nove assenti (sei bianconeri) eccellenti in una partita che deve decidere l’anti-Inter.

  1. Manninger vs Dida: l’austriaco vice di Buffon dà comunque più garanzie di Dida, che anche se è un po’ che non combina Didastri, è sempre un pericolo. Prendo Manninger, che tra i pali è un bel gatto.
  2. Grygera vs Abate: un ex difensore centrale contro un’ex ala destra. Come interpretare il ruolo di terzino in modo diverso. Grygera se la vedrà con Dinho: potrebbe avere un peso decisivo sulla partita. Abate avrà meno spazio per le sgroppate, non giocando in casa. Prendo Grygera, per l’esperienza.
  3. Chiellini vs Nesta: se dovessimo guardare la classe, non ci sarebbe partita. Ma Chiellini sta tenendo in piedi da solo la Juve. A tratti, giganteggia. Nesta è il solito fenomeno, ma in questo caso lo scontro è pari.
  4. Cannavaro vs Thiago Silva: senza infierire, Thiago Silva fa un altro sport. Prendo Thiago.
  5. Grosso vs Antonini: il Grosso della Juve non è mai stato quello azzurro. Abbastanza involuto e legnoso. Il giovane rossonero sta trovando la sua dimensione, mercoledì ha fatto due assist. Scontro pari, anche se Grosso dovrebbe stravincerlo, almeno sulla carta.
  6. Felipe Melo vs Pirlo: forse l’ultima prova del nove per il brasiliano. Il rossonero non sta brillando, ma non si può non scegliere lui. Prendo Pirlo.
  7. Poulsen vs Gattuso: il danese non è un fenomeno, anzi. Gattuso è appena rientrato e sembra quasi un ex. Difficile scegliere chi sia meglio, ora come ora. Pari.
  8. Marchisio vs Ambrosini: a parità di condizioni, sceglierei Marchisio, per età, qualità e caratteristiche. Ma l’Ambrosini di mercoledì è un autentico carro armato, mentre il Marchisio post Juve-Inter è stato timido e poco incisivo. Scelgo Ambrosini.
  9. Salihamidzic vs Beckham: il bosniaco ha già nel repertorio una doppietta al Milan, oltre a due gol nelle ultime due partite. Il suo stato di grazia sotto porta potrebbe anche continuare, perché è bravo negli inserimenti. Beckham è in forma, mette palloni dorati per Borriello. Deve trovare la sua posizione finale, ma può essere protagonista. Prendo Beckham.
  10. Ronaldinho vs Diego: chi vince la sfida tra i numeri dieci verdeoro? Ci si aspetta una risposta da Diego: non può marcare visita anche domenica. Dinho è in forma, gioca leggero e serve assist. Se in stato di grazia, Grygera dovrà sudare. Prendo Ronaldinho.
  11. Amauri vs Borriello: Lippi, guarda e scegli. Non ci sarebbe bisogno, dato che il primo è brasiliano e soprattutto non segna da due mesi. Amauri è involuto, quasi dannoso. Magari si riscatterà. Borriello è nel pieno della forma, se conferma i colpi che ha dimostrato sarebbe il salto definitivo nella maturità calcistica. Prendo Borriello.

Finisce 6-3 per il Milan. Pesano le assenze e il rendimento delle ultime partite. In panchina, sfida tra esordienti. Leonardo però ha scelto un modulo ed è uscito da un periodo nero. Ferrara invece non trova la strada: il 4-4-1-1 è l’ultimo tentativo. Poi potrà dire di averle provate tutte, senza successo.

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SUPERSFIDA/2: MILAN-MANCHESTER

21 dicembre 2009
  1. Dida vs Van der Sar: aiuto, si salvi chi può. Magari ora di febbraio Abbiati tornerà titolare: Dida non può certo dare fiducia. Non che l’olandese sia un fulmine. Ma, pur avendo quasi quarant’anni, si sta prendendo un sacco di rivincite. Prendo Van der Sar.
  2. Oddo vs O’Shea: magari giocherà Abate, o Antonini. O’Shea è il più debole della difesa inglese, anche perché è adattato. Ma almeno è solido e in fase difensiva non è malvagio. Prendo O’Shea.
  3. Nesta vs Ferdinand: pari. Nesta è tornato grande, ma grande davvero. Ferdinand è out per adesso, ma quando gioca raramente sbaglia.
  4. Thiago Silva vs Vidic: il brasiliano è più forte come potenziale. Però Vidic – pur essendo più lento e impacciato – è solido e ha più esperienza. Pari anche qui.
  5. Zambrotta vs Evra: prendo Evra. Il francese ha gamba per novanta minuti, tatticamente è bravissimo. Zambrotta vive di fiammate, sempre più rare.
  6. Ambrosini vs Carrick: prendo l’inglese. Ambrosini dà tanta sostanza, ma il centrocampista del Manchester mette anche un po’ di qualità e tiro da fuori.
  7. Pirlo vs Scholes: magari giocherà Fletcher, o Anderson. Pirlo è comunque superiore, non c’è bisogno di spiegare perchè.
  8. Seedorf vs Giggs: prendo Giggs per un’infinita stima e ammirazione che ho nei confronti del mago gallese. Seedorf in giornata Champions può essere determinante, ma il soldato Ryan può sempre inventare qualcosa.
  9. Ronaldinho vs Nani: sono davvero indeciso. Non amo particolarmente Dinho, non mi piace il suo giocare su una piastrella, magari col sorriso immotivato stampato in faccia. Nani, liberato da C.Ronaldo, deve scegliere se diventare grande. La Champions è la sua occasione: le potenzialità le ha, soprattutto per far male al Milan. Scontro pari.
  10. Pato vs Rooney: prendo Rooney. Anche perché è uno dei primi dieci al mondo. Pato a tratti è irresistibile. Rooney lo è sempre.
  11. Borriello vs Berbatov: prendo Borriello, anche se è anni luce meno talentuso di Berbatov. Il bulgaro ha classe innata, ma il suo modo di porsi in campo è irritante. Sembra che sia obbligato a giocar, perfino ad esultare. Borriello almeno ci mette l’anima.

Finisce 6-2 per lo United, con tre pareggi. In panchina, lo scontro è impari. Da una parte un mostro sacro, dall’altra parte un principiante (nel senso che è all’inizio). Vedremo se il Milan fantasia darà fastidio al solido Manchester (solido se recupera i difensori, altrimenti ciao!).