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ESORDI DA PAZZI

31 gennaio 2011

di Luciano Cremona

Se cinque giorni fa gli avessero detto: “Giampaolo, domenica supererai Ibrahimovic e Ronaldo”, probabilmente avrebbe risposto: “Voi siete pazzi”. Poi è arrivato il trasferimento all’Inter, sono arrivati i due gol del Palermo, è arrivato il cambio di Leonardo. Sono passati 12 minuti e… gol. E poi altri 16, e di nuovo gol. Giampaolo Pazzini si è preso l’Inter in meno di mezz’ora. Ibra e Ronie non avevano fatto così presto.

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INTER-CHELSEA: ANCELOTTI VS MOURINHO

24 febbraio 2010

Ancelotti: Pronti a dare il massimo

MILANO – Di colpo, un flashback. Carlo Ancelotti scende sul terreno di gioco di San Siro. Ad accoglierlo, Maldini e Costacurta. Casa dolce casa. Ancelotti a Milano, nove mesi dopo. La felpa che indossa, però, è quella del Chelsea. Provano subito a tirarlo in mezzo, Carletto. Ma lui, calmo, serafico, tranquillo, non si scompone; «Non faccio parte di nessun clan e non ho mai detto che tutta Italia tiferà Chelsea. Sono qui per giocare la partita contro una grande squadra, e basta». L’unica cosa che lo turba è la questione terzino sinistro. Giocherà, adattato, Belletti, non al top. Per il resto, tanto fair play, anche a parole.

PARI – «Dovremo giocare al meglio per vincere questa partita. Conosciamo le qualità dell’Inter e siamo pronti per batterli. Percentuali? Cinquanta e cinquanta». Non si sbilancia, Carletto. Troppo simili le stagioni che stanno avendo Chelsea e Inter: «Ci conosciamo fin troppo bene, non ci sono segreti. E anche sui calci piazzati. Loro sono forti e noi abbiamo subito parecchi gol sulle palle inattive. Ma ne abbiamo anche segnati parecchi».

STAMPA GUARDONA – Nessun commento sopra le righe, nessuna valutazione della situazione Mourinho-complotto-squalifiche. L’unica cosa che sembra aver turbato Mr. Ancelotti, in questi mesi a Londra è la stampa inglese: «Non mi chiedono la formazione tutti i giorni, e questo è un bene. Però non mi aspettavo una tale intrusione nella vita dei miei giocatori. Però mi sono abituato in fretta». Neanche l’ultima mega-multa a Ashley Cole ha minato la preparazione della partita.

FORMAZIONE – Detto di Belletti terzino sinistro, in mezzo giocheranno Carvalho e Terry, con Ivanovic a destra. A centrocampo – dove il lavoro di Ancelotti è stato particolarmente apprezzato da Obi Mikel (portato a Londra proprio da Mourinho) – giocheranno il Nigeriano con Lampard Ballack. Malouda e Anelka supporteranno Drgoba, che durante l’allenamento di rifinitura ha cercato di distruggere la traversa della porta di San Siro con uno dei suoi destri. Formazione fatta da Ancelotti o da Abramovich? «Il mio presidente non è ancora come Berlusconi, che ha avuto molto tempo da dedicare alla squadra. Spero di rimanere tanto anche qui».

Mourinho: Non abbiamo paura

MILANO – Il bacio che tutti i tifosi attendevano, quello che lo consacra a unico condottiero contro i nemici, quello che lo fa diventare più importante di qualsiasi giocatore. Josè Mourinho aspetta la conferenza stampa più affollata dal suo arrivo ad Appiano Gentile per baciare, in favore di telecamera ovviamente, lo stemma dell’Inter. Altro che Ibra. Dichiarazione d’amore dopo le solite battute al veleno. «Non ho lo scudetto sulla giacca? Si vede che l’hanno rubato».

IL CLAN – Il rumore dei nemici è fortissimo. «Ancelotti dice che tutta Italia tiferà Chelsea? Chissà, forse gliel’hanno suggerito, o forse anche lui fa parte del clan». Che clan? Quello dei nemici, ovviamente. E quando gli chiedono di commentare le squalifiche, Mou non si sbilancia: «Sono qui per la Champions. Quando sono squalificato, non parlo». Anche se poi rilancia: «Vi sfido a trovare un arbitro italiano che dica che l’ho insultato».

LA PARTITA – «Giochiamo per vincere anche se la partita dura 180 minuti. Il ritorno è più importante, ma noi non abbiamo paura del Chelsea». Impossibile pensare ad un pareggio per poi giocarsela a Stamford Bridge. «Inter e Chelsea scendono in campo sempre e solo per vincere». E a chi gli chiede del Chelsea risponde: «Siamo pronti ad affrontare il Chelsea sia che giochi con il rombo che con le tre punte».

DUE DUBBI – Mourinho ha due problemi. Il primo è delicato: Julio Cesar. Il portiere brasiliano ieri si è allenato, ma i postumi dell’incidente di domenica sera sono ben visibili. Oggi farà un nuovo provino, ma è probabile che giocherà. L’altro problema tattico riguarda Zanetti. In caso di utilizzo come terzino, a centrocampo giocherà Muntari. Altrimenti, Cordoba quarto a sinistra con il capitano mezz’ala. «È una questione di intensità» ha spiegato Mourinho. Che per l’attacco dovrebbe confermare Eto’o al fianco di Milito.