Posts Tagged ‘marcello lippi’

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PIANGI, ITALIA?

24 giugno 2010

Quagliarella come Cassano a Euro2004. Ma è solo un dettaglio. Chi ci ha creduto? Chi aveva il cuore così azzurro, come nel 2006 quando si confidava in Grosso, Materazzi e Perrotta senza dubitare? Chi davvero, oltre al nostro, finalmente ex, ct?

Ci ha rovinato i mondiali, Marcello Lippi. Ce li ha rovinati perché arrivano ogni 4 anni e sono l’appuntamento che tutti vogliono, sognano, aspettano. Ce li ha rovinati per la presunzione che siccome aveva già vinto, allora la Nazionale era roba sua. Che poteva disporre nel bene e nel male, senza dover rendere conto a nessuno, dall’alto della sua antipatia. E allora ha scelto male: tutti lo sapevano e glielo dicevano, lui ha perseverato.

A chi ci saremmo dovuti aggrappare? Nel 2006 avevamo Totti, Del Piero, Inzaghi. Ci siamo presentati con Pepe, Camoranesi e Marchisio. E soprattutto con Cannavaro. Senza Balotelli, Cassano, Totti, Perrotta. Ma soprattutto senza un’idea di gioco, senza un pizzico di buona volontà.

Mi sono emozionato per quattro minuti, su per giù, tra il gol annullato a Quagliarella e il gol preso da rimessa laterale. Non vi sembra poco? Non vi sembra che ci spettasse qualcosa di più, almeno in termini di sentimento ed emozioni? Ma come pretenderne, se dall’altra parte c’era la figura grigia e senza cuore di un uomo incapace di cogliere i suoi limiti.

Siamo tornati a casa, dietro la Nuova Zelanda. Non c’è nessun “popopopo”. Le intro di Caressa sembravano grottesche, a fronte della carica che davano a tutti noi, quando le ascoltavamo nel 2006, e le imparavamo a memoria. Cosa ci rimarrà dei mondiali? Il suono odioso delle vuvuzelas e la consapevolezza che la Coppa del Mondo la puoi vincere anche grazie a Iaquinta, Zaccardo e Barzagli. Ma non solo con Iaquinta, Pepe e Di Natale. La fortuna aiuta gli audaci, e Marcello Lippi li ha lasciati a casa.

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COME LA COREA

20 giugno 2010

Il 10 luglio 2006, sulla mia agendina avevo scritto un grazie speciale a tutti i 23 azzurri che mi avevano regalato una gioia davvero grande. Poi avevo scritto: “Grazie anche a te, Marcello, nonostante tutto”. Doveroso. Anche se il mio sentimento nei confronti di Marcello Lippi è sempre stato molto vicino al disprezzo, era necessario il mio grazie a chi aveva guidato la truppa. L’aveva fatto con fortuna, senza dubbio, con bravura e con grande determinazione.

Poi oggi l’Italia ha pareggiato con la Nuova Zelanda. Ripeto, la Nuova Zelanda. Un risultato non distante dalla sconfitta del ’66 con la Corea. L’Italia ha pareggiato rischiando addirittura di perdere, ha pareggiato facendo fatica ad organizzare una manovra offensiva, non risucendo a trovare uno spunto in grado di servire un centravanti. E Marcello Lippi va in conferenza stampa e con il suo fare da stronzo prepotente cosa dice? “Stai tranquillo che di fenomeni a casa non ce ne sono”.

Allora, caro Marcello, fai una cosa. Prendi il ranking Fifa. Parti dall’alto e scendi giù giù…ancora, scendi scendi. Ecco, al 74esimo posto c’è la Nuova Zelanda, la Nuova Zelanda. Poi, fai una cosa, Marcello. Guarda i titolari che hai messo in campo e come li hai messi. Guarda Cannavaro, che è peggio di Sorondo. Guarda Marchisio all’ala, guarda Gilardino che non stoppa un pallone. Ecco, caro Marcello. I fenomeni li hai tu, forse? O forse sei tu che vuoi fare il fenomeno?

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DICHIARAZIONE DI TIFO

14 giugno 2010

Marcello Lippi non mi sta simpatico. Non è una novità, ma non riesco proprio a sopportarlo. Non sopporto le sue scelte, non sopporto il suo carattere. Devo ammettere che una delle soddisfazioni più grandi nei suoi confronti l’ho avuta quando San Siro lo accorse con chili di carta igienica e la scritta: “Volevi carta bianca? Eccola”. Volevo una nazionale con Balotelli e Cassano, volevo una nazionale che facesse sognare. Volevo che a questo mondiale ci fosse già la nazionale di Prandelli, che sarebbe stata molto più amata di questa. L’altra sera guardavo un’intervista di Lippi su Raidue e una delle due intervistatrici ha chiesto a Lippi di Roberto Baggio. Risposta: “Passiamo alla domanda successiva”. E dall’altra parte del microfono non c’era Carlo Paris, sfanculato ad ogni incontro a bordocampo. C’era una conduttrice di una trasmissione registrata. Marcello Lippi è così: antipatico. Però tiferò Italia. E’ un dovere, è il mio paese, è un modo per continuare ad appassionarsi. Certo, l’Inter è un’altra cosa. Il mio cruccio, il cruccio di tanti, è proprio che stasera tiferemo Italia nonostante Lippi, spereremo in un buon risultato sapendo che Lippi ne uscirebbe vincitore. Insomma, Marcello Lippi sarà pure campione del mondo, ma la nazionale è più nostra che sua. Eppure lui riesce a non farcela amare fino in fondo. Insomma, Forza Italia, nonostante Lippi. E nonostante Cannavaro.

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SCONCERTI SU LIPPI

11 febbraio 2010

Mario Sconcerti, Corriere della Sera di oggi. Leggetelo. Questi sono i veri motivi per cui un tifoso italiano non può appassionarsi e credere nel c.t. della Nazionale.

http://www.corriere.it/sport/10_febbraio_11/lippi_bifronte_2f85f0bc-16d8-11df-a022-00144f02aabe.shtml