Posts Tagged ‘maradona’

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BE THE NEW PUMA KING

26 aprile 2011

Tutto ruota intorno a quel nome. Ma-ra-do-na. Il ragazzo d’oro, diventato re del mondo con ai piedi delle scarpe diventate leggenda, come lui. Dalla Puma 1986 Mexico Finale alla Puma King finale sono passati 25 anni. Il mito del ‘diez’ vive ancora come quello degli strumenti del mestiere indossati anche da Pelè, Kempes, Matthäus e Cruijff.

Puma, da sempre in prima linea per la promozione dei valori dello sport – e non a caso sponsor ufficiale della Nazionale italiana di calcio – ha promosso un’iniziativa d’eccezione. “Be the new Puma King”, diventa il nuovo re della Puma. Un contest, una sfida pensata per ragazzi di 14 e 15 anni. Meglio, per giovani talenti, per chi aspira a diventare il nuovo re.

La sfida online – Fatevi filmare mentre giocate la partita della vostra squadra. Fatevi riprendere mentre palleggiate, mentre fate numeri che nemmeno Ronaldinho sa fare. Preparate un video di vostri gol, di vostre parate, di vostri salvataggi, di vostri assist magici. Poi andate sul sito Puma New King su Gazzetta.it e caricate il vostro capolavoro. Inizia così la vostra scalata per diventare il nuovo re di Puma. Ovviamente, all’interno del sito, ci saranno sezioni dedicate ad ogni ruolo. Dovete essere il più speciali possibili per essere selezionati. Otto ragazzi infatti verranno scelti per partecipare alla finale di Coverciano.

I PUMA DAY – Puma sceglierà alcune scuole calcio, in collaborazione con Master Group. In tutta Italia verranno organizzati i Puma Day (sul sito tutte le date e i luoghi degli avvenimenti) presso le società sportive che collaboreranno con i rivenditori Puma. Una giuria tecnica visionerà e selezionerà i migliori ragazzi tra i 14 e 15 anni. Migliori, ovvero quelli che si distingueranno per capacità tecniche, per genialità. I ragazzi dovranno impressionare la giuria in modo da puntare alla finale quadrangolare dell’11-12 giugno, a Coverciano, nel centro tecnico della Nazionale Italiana. Se otto arriveranno in Toscana attraverso il contest online, i Puma Day accenderanno il sogno di 54 futuri talenti. 62 si contenderanno il titolo di nuovo re e soprattutto la possibilità di fare uno stage presso una squadra di Serie A, Bundesliga, Liga o Premier League sponsorizzata da Puma.

Puma per tutti – L’iniziativa di Puma è più che un semplice contorno per lanciare un prodotto. Anche se non si può non parlare della scarpa in sè. Design, tecnologia e materiali moderni rendono la leggendaria scarpa dell’86 un vero gioiello. Le tecnologia Puma AptoLast permette alla calzatura di adattarsi alla silhouette del piede. La tomaia in pelle di canguro fa della Puma King finale il top per quanto riguarda la sensibilità nel tocco di palla. Se questa scarpa è la scarpa dell’esperienza, del classico giocatore di categoria a cui piace la solidità del passato, la sicurezza e la garanzia di un nome e di una storia lunga e importante, Puma pensa anche ai giovani, alle nuove generazioni. Su Puma Football si possono trovare anche le scarpe Speed, quelle indossate da Eto’o, o le Power, quelle di Chiellini e Buffon. E tanti altri prodotti.

Online – Per concludere. Detto del minisito Puma New King, il mondo Puma sul web si sviluppa anche su altri indirizzi. Tutte le collezioni sono su Puma Football. Ma Puma è su Facebook. Innanzitutto con l’applicazione Puma King. E poi con un divertente gioco. Insomma, non si può proprio far finta di niente. La strada per diventare re è spianata.

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L’OMAGGIO DEL MONDO AL FENOMENO, RONALDO

15 febbraio 2011

di Luciano Cremona

“Lo vedevamo in allenamento, faceva cose straordinarie. A volte ci fermavamo e stavamo ad ammirarlo, lui e i suoi dribbling. È il più grande con cui ho giocato”. Youri Djorkaeff, tra gli altri, ha giocato con Zinedine Zidane. Ma non ha dubbi: quel Fenomeno nerazzurro suo compagno d’attacco nell’Inter di Simoni è stato il top. Ma questa è solo una delle reazioni che la stampa internazionale ha raccolto il giorno dopo l’addio tra le lacrime di Ronaldo. Dall’Argentina alla Spagna, dall’Inghilterra al Brasile, tutti hanno reso omaggio al brasiliano.

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LE FOTO DEL FENOMENO

VIDEO: NUMERI DA FENOMENO

VIDEO: LE LACRIME DI RONALDO IN CONFERENZA STAMPA

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HASTA LA DERROTA, DIEGO

27 luglio 2010

No Diego, non la alzerai più. Non ha funzionato, non è bastato essere stato il più grande di sempre. Non è bastato perché, Diego, hai voluto fare i numeri anche da allenatore. Il problema? Che tu, un allenatore, non lo sei, e non lo sarai mai. I ct sono dei selezionatori? Certo, ma poi quando prendi quattro sberle dalla Germania, ti accorgi che devi anche essere un allenatore per vincere le partite.

Che di sberle, poi, ne avevi prese addirittura sei dalla Bolivia. Leggo la formazione: Carrizo; Zanetti, Demichelis, Heinze, Papa; Lucho Gonzales (Angeleri), Gago, Mascherano, Maxi Rodriguez (Di Maria); Tevez (Montenegro), Messi. Al mondiale ci sei andato senza Zanetti, senza Cambiasso. Ne hai cambiato cinque, da quella batosta, ma non era abbastanza. Clemente Rodriguez, unico terzino di ruolo, non è mai sceso in campo. Eppure hai giocato con il 4-3-3, Diego. Ti sei convinto che sarebbe bastato il cuore e la “garra” per vincere. Ti sei convinto che per diventare immortali bastasse un Martin Palermo, il tuo uomo del destino in Perù. I tuoi tuffi sull’erba, sotto la tormenta, la vostra gioia: sembrava che il calcio, come sempre, fosse dalla tua parte, Diego.

Hai scelto i tuoi uomini come discepoli. Tutti loro pendevano dalle tue labbra, e credo fossero pronti a buttarsi nel fuoco come i soldati nerazzurri di Mourinho. Ha detto a Messi: “Spero che diventerai più grande di me“. Ma tanti storcevano il naso, in Argentina. Leo, quando giocava le partite di qualificazione, sembrava un pesce fuor d’acqua. “Non ha l’Argentina nel sangue, è un europeo”, la critica di tanti. E perciò al Mondiale ci sono andati Garcé e Bolatti invece che Zanetti e Cambiasso. Milito, il bomber più decisivo del mondo, è rimasto a guardare. Ha guardato Higuain spegnersi davanti a Friedrich. Ha visto Messi scomparire, fantasma di se stesso, dannoso per la squadra, inadatto a trascinare.

Sei passato dal “Que la chupen” al vestito da prima comunione, senza accorgerti che nella struttura della squadra mancava un compagno di reparto per Mascherano e un regista offensivo. Presentarsi contro i tedeschi, solidi e veloci, con Maxi Rodriguez volante con capitan Mascherano è stata la mossa da suicidio. Non ti hanno riconfermato, Diego. Nonostante tu sia stato il migliore di tutti i tempi, sul campo. Però, il tuo genio nasce dai piedi, che non dovevano ragionare per creare meraviglie. Una volta al di là dalla riga bianca, quella laterale, le tue qualità si sono ridotte all’entusiasmo e alla grinta trasmessa. Ti è mancata la tattica, la scelta degli uomini al posto giusto, l’intelligenza di non sentirsi perfetto. Non è colpa tua, Diego. Il tuo l’avevi già fatto, non dovevi dimostrare niente. Vincere anche da ct sarebbe stato più che leggendario. Ma la leggenda non poteva passare dai piedi di Martin Palermo. Né, a quanto pare, da quelli di Messi.