Posts Tagged ‘manchester united’

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Van der Sar vs Neuer: la sfida tra i portieri dell’addio

27 aprile 2011

di Luciano Cremona

Uno ha quasi 41 anni, è alla sua ultima stagione e ha vinto tutto. L’altro di anni ne ha da poco compiuti 25 e sta per lasciare anche lui la sua squadra. Sono tutti e due portieri, grandi portieri. Uno contro l’altro per volare a Wembley per la finale di Champions. Manchester United Schalke non è solo Rooney e Raul, ma anche la sfida tra Edwin Van Der Sar e Manuel Neuer, i numeri uno.

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MICHAEL, LASSÙ QUALCUNO TI ODIA

5 marzo 2010

Un fulmine aveva illuminato Saint Etienne. 30 giugno 1998, dodici anni fa. Inghilterra e Argentina, minuto sedici, già 1-1: Batistuta e Shearer, i marcatori. Poi Ince recupera una palla, la serve a Beckham, che allunga con il suo destro morbido. Micheal, nemmeno diciannovenne, si porta avanti la palla con il tacco esterno destro. Chamot lo insegue, ma non gli sta dietro. È una volata verso l’area di rigore, dove come un vigile, c’è Ayala impalato, che intima l’alt. Michael sposta la palla sulla destra, poi calcia e batte Roa. Un paese, una nazione, il calcio lo dicono subito: eccolo, Owen è il Wonder Boy.

Poi l’Inghilterra uscì ai rigori, stregata da quel Roa che sarebbe di lì a poco finito a fare il monaco. Owen arrivava da una stagione super, ed era solo la sua seconda in Premier League: sempre in doppia cifra. Poi arriva la Stagione 2001. A Liverpool devono ingrandire la bacheca: cinque trofei in un anno. Owen naturalmente è il protagonista, 24 gol stagionali. Talmente protagonista che a dicembre è lì, sulla copertina di France Football, con il pallone d’oro in mano. Il secondo più giovane di sempre (21 anni e 11 mesi), dietro a Ronaldo.

Al top così giovane, non sempre è un bene. Perché poi arrivano gli infortuni, i trasferimenti sbagliati, le sfortune. Al Liverpool rimane fino al 2004: 297 partite e 158 gol. Con otto milioni di sterline il Real se lo assicura. 35 partite, 13 gol, accoglienza fredda, rinascita sfumata. In un amen tutti dicono: «Non è più l’Owen di una volta». Michael si trova a convivere con i fantasmi del suo passato. Tornerà più la gloria? L’Inghilterra intanto si aggrappa sempre ai suoi gol e a quelli del suo erede, che l’ha già superato: Wayne Rooney.

Michael prova a riciclarsi: sì, proprio così, il Wonder e Golden Boy deve conquistarsi un posto. Va al Newcastle, ma un infortunio lo blocca. Gioca undici partite, abbastanza per andare ai Mondiali 2006: due partite, zero gol. Poi, alla terza, bastano 51 secondi per stroncargli il sogno di tornare grande. Il crociato anteriore si spezza, il ginocchio fa una torsione innaturale. Si accascia così, lungo la linea laterale, un ex pallone d’oro e un ex campione. La risalita è faticosa, il Newcastle non è certo il posto dove si esprime il calcio più bello. E infatti arriva la macchia della retrocessione, che non andrà mai via.

Poi, quest’estate, arriva quella chiamata di Sir Alex che aveva bisogno dell’Ole Gunnar Solskjaer della situazione. Owen arriva, carico di cicatrici, esperienza e di gol. Si adegua, parte dalla panchina, fa fruttare i pochi minuti che gli vengono concessi. E segna nove gol. Fino a sabato. Finale di Carling Cup. Michael il Manchester va sotto, Michael si fa male, esce. Entra Rooney, che segna il gol della vittoria. Il passaggio di consegne è definitivo. Il mondiale di Owen – mai convocato da Capello – non inizierà nemmeno. Sarà il mondiale di Wayne. A Michael non resterà che rimanere a casa a curarsi le ferite e a lucidare quel pallone d’oro che proprio Wayne-da-Liverpool potrebbe aggiungere alla sua bacheca.

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MILAN-MANCHESTER IL GIORNO DOPO

17 febbraio 2010

Riproponiamo il confronto tra i giocatori, valutando le prestazioni e cercando di spiegare i perché di questa partita pazza, che il Milan poteva stravincere e ha rischiato di straperdere. Passaggio del turno quasi compromesso, ecco i perché.

  1. Van der Sar ha stravinto il confronto con Dida. Battuto da un tiro deviato, non ha più sbagliato un intervento: il più difficile è quello sul tiro di Ronaldinho, nella seconda metà del primo tempo. Dida invece è stato come sempre poco reattivo, sia nelle uscite che tra i pali. Una continua insicurezza
  2. Rafael e Bonera, siete voi i colpevoli. Il brasiliano è sembrato completamente inadatto a ricoprire il ruolo di terzino in una grande squadra. Bonera ha giocato il primo tempo alla grande, ma si è fatto saltare in testa da Rooney, che gli regala almeno 5 centimetri. Il cambio di Brown per Rafael doveva arrivare prima: il Manchester non avrebbe preso il secondo gol.
  3. Nesta e Rio Ferdinand: malino. Il milanista non è stato per niente perfetto: sul secondo gol di Rooney si è fatto trovare a metà strada. Nessun miracolo, Sandro. Rio invece ha annaspato per tutta la partita: giocare con Evans di fianco non è il massimo.
  4. Thiago Silva e Evans, c’è un abisso in mezzo. Il brasiliano si è salvato, con qualche discesa alla Lucio e un paio di recuperi in velocità. Forse colpevole sul primo gol, nel complesso il meno peggio. Su Evans è emblematico quanto gli ha detto Ferguson, dopo il pareggio di Scholes: “FUCK YOU!”. Disastroso.
  5. Evra ha giocato la sua solita solida partita. Antonini, fino allo stiramento, è stato tra i migliori: ha anche sfiorato il gol. Poi è entrato Favalli, che non ha fatto faticato su Nani, ma adesso spiegategli che Valencia è passato da più di dodici ore.
  6. Pirlo non ha entusiasmato, anche se ha inventato un paio di verticalizzazioni. Scholes è sempre il solito: un po’ arrugginito, quasi goffo ormai. Anche fortunato, ma decisivo.
  7. Beckham ha deluso. Non per l’impegno, ne ha messo tanto. Ma per il rendimento. Non ci ricordiamo una sola giocata, una sola palla. Carrick ha provocato l’autorete, nel primo tempo era legnoso. Poi è venuto fuori con personalità, tenendo il campo alla grande. Stupida e pesante l’espulsione finale. Seedorf ha diminuito il tasso di corsa: in un Milan in difficoltà, non il massimo. Ma che colpo il tacco finale.
  8. Ambrosini è stato l’ultimo ad arrendersi: il suo assalto è stato murato, nel finale. Però Fletcher ha dato dimostrazioni di superiorità. Due assist e una partita di cuore, corsa e intelligenza. Con qualche lampo di qualità. Gran giocatore.
  9. Park ha surclassato Pato. Partita di sacrificio assurdo, sempre in pressione su Pirlo, sempre prezioso. Pato si è estraniato, come spesso gli accade. Fin troppo latitante, quasi dannoso.
  10. Nani, bocciato. Pessimo patetico controproducente. Come sprecare talento e potenzialità in un colpo solo. Valencia sembra fare un altro sport ed è stato infatti decisivo. Che dire di Dinho: non fa un ripiegamento, sta fermo, a volte immobile. Ma illumina. L’unico appunto: vive di emozioni, quando il Milan spinge, è il fulcro. Quando il Milan soffre, scompare.
  11. Huntelaar chi? Nessuno l’ha visto, se non per un gol sbagliato. Poi ci vuole coraggio a metterlo di fianco a Rooney. Che ieri ha dimostrato di essere il più forte, il più grande. Immenso, decisivo, utile. Fortissimo.

Ferguson ha battuto Leonardo. Perché il brasiliano non ha saputo correggersi, non ha letto la situazione. Mentre a sir Alex è bastato alzarsi in piedi per far cambiare marcia ai suoi.

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CL: MILAN-MANCHESTER

16 febbraio 2010

Due mesi fa abbiamo proposto le supersfide per gli ottavi di Champions. (SUPERSFIDA\2: MILAN-MANCHESTER). Vediamo come sono cambiate le cose a poche ore dal match.

  1. Van der Sar vs Dida: ancora meglio Van der Sar. Dida è sempre un rischio.
  2. Brown vs Bonera: stesso tipo di giocatori e incroci difficili. Brown vs Dinho e Bonera vs Park. Forse rischia di più Brown. Ma anche Bonera non può essere una certezza.
  3. Rio Ferdinand vs Nesta: sorpasso effettuato. Anche se il fisico ogni tanto scriocchiola, Nesta è tornato il migliore. Lo dimostrerà.
  4. Evans vs Thiago Silva: la riserva di Vidic ha già giocato partite importanti. Ma il brasiliano è una forza della natura.
  5. Evra vs Antonini: scontro impari, il francese è e resta uno dei migliori interpreti del ruolo.
  6. Fletcher vs Ambrosini: in grande forma, in grande fiducia. Sarà una grande battaglia.
  7. Scholes vs Pirlo: prendo sempre Pirlo, che in queste partite può esaltarsi. Ma occhio alla grinta e all’esperienza del vecchio Paul.
  8. Carrick vs Beckham: meglio Carrick. Perché David non è nel suo ruolo abituale e soprattutto perché ultimamente non è nelle rotazioni di Leonardo.
  9. Nani vs Ronaldinho: mah. Dinho è il solito enigma. Da fermo potrebbe dipingere la partita della vita. Per Nani, però, questa è la partita della consacrazione. Stasera deve decidere se essere l’erede di CR7 o un eterno incompiuto. Sfida pari.
  10. Rooney vs Huntelaar: non serve commentare. Wayne è uno dei primi tre del mondo. Uno dei migliori in assoluto.
  11. Park vs Pato: Ferguson si affida sempre al coreano quando gioca in trasferta, troppo importante. Però Pato ha dimostrato di essere tornato: la sua velocità sarà determinante.

Pari, in tutto. 4-4 più tre pareggi. Che sia davvero la sfida degli episodi, dei contropiedi o delle papere dei portieri?

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SUPERSFIDA/2: MILAN-MANCHESTER

21 dicembre 2009
  1. Dida vs Van der Sar: aiuto, si salvi chi può. Magari ora di febbraio Abbiati tornerà titolare: Dida non può certo dare fiducia. Non che l’olandese sia un fulmine. Ma, pur avendo quasi quarant’anni, si sta prendendo un sacco di rivincite. Prendo Van der Sar.
  2. Oddo vs O’Shea: magari giocherà Abate, o Antonini. O’Shea è il più debole della difesa inglese, anche perché è adattato. Ma almeno è solido e in fase difensiva non è malvagio. Prendo O’Shea.
  3. Nesta vs Ferdinand: pari. Nesta è tornato grande, ma grande davvero. Ferdinand è out per adesso, ma quando gioca raramente sbaglia.
  4. Thiago Silva vs Vidic: il brasiliano è più forte come potenziale. Però Vidic – pur essendo più lento e impacciato – è solido e ha più esperienza. Pari anche qui.
  5. Zambrotta vs Evra: prendo Evra. Il francese ha gamba per novanta minuti, tatticamente è bravissimo. Zambrotta vive di fiammate, sempre più rare.
  6. Ambrosini vs Carrick: prendo l’inglese. Ambrosini dà tanta sostanza, ma il centrocampista del Manchester mette anche un po’ di qualità e tiro da fuori.
  7. Pirlo vs Scholes: magari giocherà Fletcher, o Anderson. Pirlo è comunque superiore, non c’è bisogno di spiegare perchè.
  8. Seedorf vs Giggs: prendo Giggs per un’infinita stima e ammirazione che ho nei confronti del mago gallese. Seedorf in giornata Champions può essere determinante, ma il soldato Ryan può sempre inventare qualcosa.
  9. Ronaldinho vs Nani: sono davvero indeciso. Non amo particolarmente Dinho, non mi piace il suo giocare su una piastrella, magari col sorriso immotivato stampato in faccia. Nani, liberato da C.Ronaldo, deve scegliere se diventare grande. La Champions è la sua occasione: le potenzialità le ha, soprattutto per far male al Milan. Scontro pari.
  10. Pato vs Rooney: prendo Rooney. Anche perché è uno dei primi dieci al mondo. Pato a tratti è irresistibile. Rooney lo è sempre.
  11. Borriello vs Berbatov: prendo Borriello, anche se è anni luce meno talentuso di Berbatov. Il bulgaro ha classe innata, ma il suo modo di porsi in campo è irritante. Sembra che sia obbligato a giocar, perfino ad esultare. Borriello almeno ci mette l’anima.

Finisce 6-2 per lo United, con tre pareggi. In panchina, lo scontro è impari. Da una parte un mostro sacro, dall’altra parte un principiante (nel senso che è all’inizio). Vedremo se il Milan fantasia darà fastidio al solido Manchester (solido se recupera i difensori, altrimenti ciao!).