Posts Tagged ‘livorno’

h1

INTER LIVORNO DALLA TRIBUNA STAMPA

25 marzo 2010

MILANO – «La capolista se ne va, la capolista se ne va». La festa esplode sul 3-0, quando Eto’o e compagni stanno passeggiando da un tempo sui resti di un Livorno abbattuto dalle magie del leone camerunense. Quando arriva la notizia del gol di Bojinov, San Siro non guarda praticamente più la partita. È tutto un «Chi non salta rossonero è». Chi non salta è rossonero e sta a meno quattro.

Quando non erano ancora arrivati gol e dediche speciali da Parma, l’Inter passa la prima mezz’ora tra un applauso per Chivu, tornato sulla fascia sinistra armato di caschetto, e uno sbuffo per qualche ripartenza lenta e imprecisa, quasi svogliata. Come se la scelta di Cosmi di lasciare Lucarelli in panchina avesse dato il via libera ai nerazzurri: in un modo o nell’altro, la si porta a casa.

Il 3-5-2 del Livorno è fragilissimo dietro ma riesce a spaventare Julio Cesar. Cordoba si immola alla mezz’ora, salvando la porta in tuffo. Chivu è comunque arrugginito da due mesi di stop e quindi Raimondi e Di Gennaro provano a dare fastidio da quella parte. Materazzi, come al solito impeccabile quest’anno, riesce a tenere sotto controllo Danilevicius senza troppi sforzi. Quando Pulzetti impegna Julio Cesar e le folate di Quaresma strappano i primi applausi convinti di San Siro per lui, è il segno che la partita sta per esplodere.

A stapparla è Samuel Eto’o, che non segnava in campionato dal mese di dicembre. Troppo, per il Re leone. La palla di Thiago Motta è una consegna: vai Samuel, pensaci tu. Rubinho può solo raccogliere. All’Inter vengono i cinque minuti. Quaresma punta Perticone, che ne perde le ruote troppo facilmente. Rubinho salva su Eto’o, che l’azione dopo, su assist di Pandev, si inventa un nuovo colpo: la rovesciata al limite dell’area piccola. San Siro è ai suoi piedi, il due a zero mette il sigillo a una partita mai veramente in discussione.

Rivas non è riuscito a limitare i danni dei suoi compagni di reparto: Knezevic e Perticone hanno visto i fantasmi ogni volta che l’Inter accelerava. Perfino Quaresma sembrava a tratti irresistibile, e San Siro ha gradito. Poi quando al 60’ Maicon ha scavato la fascia per scaricare in porta il pallone docile servitogli da Thiago Motta, tutto lo stadio ha messo l’orecchio alle radioline aspettando buone nuove da Parma. L’unica distrazione concessa, la standing ovation per Chivu, che ha giocato 77’ da giocatore vero.

Balotelli ha seguito la partita in piedi, nella zona vip: chissà per chi tifa?, si sono chiesti in tanti. E la curva gli ha mandato un messaggio chiaro: «Uno spogliatoio unito, forte e inattaccabile come non mai nient’altro ha da fare che allontanare chi porta zizzania e guai». Più un altro suggerimento su come utilizzare la maglia rossonera. Come dire: il tempo sta scadendo. E infatti il coro più forte è stato quello per Mourinho. Ha vinto Josè, anche ieri sera. No, ha vinto l’Inter, direbbe Mario. Vero, Mario. E il Milan ha perso.

Luciano Cremona