Posts Tagged ‘liverpool’

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LIVERPOOL-ALAVES 5-4, PER NON DIMENTICARE

17 maggio 2011

Ne avevamo parlato già anni fa su calciofilia, anzi l’aveva fatto la sapiente penna di istant karma.

vi omaggiamo delle foto, ora, di quella incredibile finale di coppa uefa

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PREMIER, COLPI PAZZI: TORRES, CARROLL, SUAREZ, DAVID LUIZ

1 febbraio 2011

Il racconto dell’utlimo giorno di mercato in Premier League

TALENTI MONDIALI: LE FOTO

di LUCIANO CREMONA

È stata una delle giornate più pazze del calciomercato inglese. Forse la più matta ed entusiasmante di sempre. Con elicotteri e auto pronti a partire, per portare i vari Torres, Carroll e David Luiz a completare le visite mediche e a firmare per tempo. È stata la giornata dei record infranti. Quello di Ferdinand come giocatore più pagato della Premier League. Ma è stato un gioco di incastri, di corse contro il tempo, di milioni messi sul banco. Di cambi di maglia incredibili.

Roman Abramovic è tornato ad essere quello di un tempo, quello delle spese folli. E così nel giorno in cui i Blues hanno annunciato l’attivo di bilancio, bullandosi di essere in perfetta linea con il Fair Play finanziario, il magnate russo ha messo sul piatto 83 milioni di euro.

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Chelsea in cima alla Torres: 88 milioni per vincere tutto

 

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MICHAEL, LASSÙ QUALCUNO TI ODIA

5 marzo 2010

Un fulmine aveva illuminato Saint Etienne. 30 giugno 1998, dodici anni fa. Inghilterra e Argentina, minuto sedici, già 1-1: Batistuta e Shearer, i marcatori. Poi Ince recupera una palla, la serve a Beckham, che allunga con il suo destro morbido. Micheal, nemmeno diciannovenne, si porta avanti la palla con il tacco esterno destro. Chamot lo insegue, ma non gli sta dietro. È una volata verso l’area di rigore, dove come un vigile, c’è Ayala impalato, che intima l’alt. Michael sposta la palla sulla destra, poi calcia e batte Roa. Un paese, una nazione, il calcio lo dicono subito: eccolo, Owen è il Wonder Boy.

Poi l’Inghilterra uscì ai rigori, stregata da quel Roa che sarebbe di lì a poco finito a fare il monaco. Owen arrivava da una stagione super, ed era solo la sua seconda in Premier League: sempre in doppia cifra. Poi arriva la Stagione 2001. A Liverpool devono ingrandire la bacheca: cinque trofei in un anno. Owen naturalmente è il protagonista, 24 gol stagionali. Talmente protagonista che a dicembre è lì, sulla copertina di France Football, con il pallone d’oro in mano. Il secondo più giovane di sempre (21 anni e 11 mesi), dietro a Ronaldo.

Al top così giovane, non sempre è un bene. Perché poi arrivano gli infortuni, i trasferimenti sbagliati, le sfortune. Al Liverpool rimane fino al 2004: 297 partite e 158 gol. Con otto milioni di sterline il Real se lo assicura. 35 partite, 13 gol, accoglienza fredda, rinascita sfumata. In un amen tutti dicono: «Non è più l’Owen di una volta». Michael si trova a convivere con i fantasmi del suo passato. Tornerà più la gloria? L’Inghilterra intanto si aggrappa sempre ai suoi gol e a quelli del suo erede, che l’ha già superato: Wayne Rooney.

Michael prova a riciclarsi: sì, proprio così, il Wonder e Golden Boy deve conquistarsi un posto. Va al Newcastle, ma un infortunio lo blocca. Gioca undici partite, abbastanza per andare ai Mondiali 2006: due partite, zero gol. Poi, alla terza, bastano 51 secondi per stroncargli il sogno di tornare grande. Il crociato anteriore si spezza, il ginocchio fa una torsione innaturale. Si accascia così, lungo la linea laterale, un ex pallone d’oro e un ex campione. La risalita è faticosa, il Newcastle non è certo il posto dove si esprime il calcio più bello. E infatti arriva la macchia della retrocessione, che non andrà mai via.

Poi, quest’estate, arriva quella chiamata di Sir Alex che aveva bisogno dell’Ole Gunnar Solskjaer della situazione. Owen arriva, carico di cicatrici, esperienza e di gol. Si adegua, parte dalla panchina, fa fruttare i pochi minuti che gli vengono concessi. E segna nove gol. Fino a sabato. Finale di Carling Cup. Michael il Manchester va sotto, Michael si fa male, esce. Entra Rooney, che segna il gol della vittoria. Il passaggio di consegne è definitivo. Il mondiale di Owen – mai convocato da Capello – non inizierà nemmeno. Sarà il mondiale di Wayne. A Michael non resterà che rimanere a casa a curarsi le ferite e a lucidare quel pallone d’oro che proprio Wayne-da-Liverpool potrebbe aggiungere alla sua bacheca.

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OVREBO, ABBIAMO UN PROBLEMA…DI VISTA?

18 febbraio 2010

Piccola ricapitolazione delle illuminanti prestazioni dell’arbitro norvegese Tom Henning Øvrebø e dei suoi collaboratori su campi europei. Sono i più eclatanti.

  1. Champions League 2002. Inter-Liverpool 0-1: espulsione per doppia ammonizione per Burdisso, ma per il Liverpool il trattamento non è lo stesso. La media voto del norvegese sui quotidiani italiani fu di 4,75.
  2. Euro2008. Italia-Romania 1-1: annullato un gol regolare a Toni sullo 0-0. Qualche giorno dopo, Ovrebo si scusa. Ma il fuorigioco fischiato dal collaboratore Randen è grottesco.
  3. Champions League 2009. Chelsea-Barcellona 1-1: mancano due rigori per due falli di mano netti di Piquè e Eto’o. Il secondo è una parata su un tiro a botta sicura. Drogba e Ballack rischiano di picchiare l’arbitro.
  4. Champions League 2010. Bayern Monaco-Fiorentina 2-1: l’espulsione di Gobbi può starci. Sullo 0-0 non dà il vantaggio sul gol di Gomez ma fa calciare il rigore. Manca l’espulsione per Klose. Il gol convalidato al Bayern va al di là del bene e del male. Pare che il norvegese abbia chiesto scusa, di nuovo. Di buono c’è che al Mondiale non ci sarà. Almeno quello.
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FOAR

6 febbraio 2010

Derby di Liverpool. Reds in dieci, poi nel cuore della partita, ecco il coro che sale. Non è You’ll never walk alone. Quello si canta all’inizio e alla fine. Ecco “The fields of Anfield Road”. E Kuyt segna, il Liverpool vince 1-0, pur giocando in dieci. Il derby è loro. Ancora una volta la Kop è stata il dodicesimo uomo, in questo caso l’undicesimo. Qui c’è la storia della canzone.

All round the fields of Anfield Road
Where once we watched the King Kenny play (and could he play!)
Stevie Heighway on the wing
We had dreams and songs to sing
‘Bout the glory, round the Fields of Anfield Road