Posts Tagged ‘ibrahimovic’

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ESORDI DA PAZZI

31 gennaio 2011

di Luciano Cremona

Se cinque giorni fa gli avessero detto: “Giampaolo, domenica supererai Ibrahimovic e Ronaldo”, probabilmente avrebbe risposto: “Voi siete pazzi”. Poi è arrivato il trasferimento all’Inter, sono arrivati i due gol del Palermo, è arrivato il cambio di Leonardo. Sono passati 12 minuti e… gol. E poi altri 16, e di nuovo gol. Giampaolo Pazzini si è preso l’Inter in meno di mezz’ora. Ibra e Ronie non avevano fatto così presto.

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FORLAN, ROSSI, KRASIC, RAMIRES…

22 luglio 2010

La Gazza apre con Forlan, il Corriere dello sport con Giuseppe Rossi. Vuol dire che l’Inter sta vendendo Balotelli al City, per davvero. Pare che però Mario, o meglio, Raiola, fa richieste pazze per il contratto. La stessa cosa che avrebbe chiesto Caliendo al Real Madrid per Maicon: 7 milioni di euro, netti, all’anno. Il Real, che non vuole alzare l’offerta, potrebbe anche decidere di mollare la pista del terzino. Anche perché Sergio Ramos ci sta benissimo su quella fascia destra. Più probabile che Mourinho chieda un centrale di livello: Thiago Silva? Impossibile, il Milan resisterà. Vidic? Difficile Ferguson lo molli. Rimangono Bruno Alves e David Luiz. Punterei sul secondo, brasiliano, veramente un difensore di livello internazionale. È poco pubblicizzato, ma è uno dei migliori difensori sul mercato.

Tornando all’affare Inter-attaccanti: Forlan si sposerebbe bene con Milito e Eto’o? Al Mondiale ha giocato quasi da rifinitore, è vero. Ha giocato con due attaccanti esterni (Suarez e Cavani), come accade all’Inter con Pandev e Eto’o. Però non andrebbe a colmare il vuoto lasciato da Balotelli. Certo, Forlan segna di più ed è anche un ottimo calciatore di punizioni. Però non ha, forse, le caratteristiche per, ad esempio, spaccare la partita entrando dalla panchina. E poi ha 31 anni. Lascerei da parte l’ipotesi Giuseppe Rossi. Non lo vedo nell’ottica di una squadra quadrata come l’Inter. Ha fantasia e senso del gol, ma c’è una cosa che non mi andrebbe giù: l’Inter sostituirebbe un calciatore di quasi un metro e novanta, di grande prestanza fisica e atletica, con uno alto poco più di 170.

La bomba del giorno è lo scambio Ibra-Kakà. È una sparata del Mundo Deportivo, che però non scalda l’entusiasmo dei tifosi catalani, che nel sondaggio sul sito votano all’80% contro lo scambio. È impossibile che accada, anche perché Mourinho sta cercando di recuperare Benzema: negli allenamenti lo Special One sta molto vicino al francese e continua a sollecitarlo. Facile che voglia rilanciarlo e la predisposizione di Mou a schierare quattro attaccanti quando le cose vanno male portano a pensare che si potranno vedere in campo insieme Kakà, Ronaldo, Higuain e Benzema. Staremo a vedere. Intanto, chi non giocherò più nel Real è Raul, che ha firmato con lo Schalke.

Altre due notizie agitano il mercato europeo. Il Chelsea potrebbe concludere in settimana l’acquisto di Ramires dal Benfica: 20 milioni la cifra fissata per il cartellino del brasiliano, che sarebbe una pedina molto importante per il centrocampo di Ancelotti. Il Benfica, che dopo Di Maria ha bisogno di altri soldi, aveva venduto metà del cartellino di Ramires alla società Jazzy Limited per 6 milioni di euro. Vedremo se la trattativa si complicherà. Chi invece è sempre più lontano dalla Juve è Milos Krasic. Se Simao dovesse lasciare l’Atletico Madrid, il serbo sarà scelto come sostituto del portoghese.

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SUPERSFIDA INTER-BARÇA: LA SEMIFINALE/1

20 aprile 2010

A grande richiesta, ecco il testa a testa tra i giocatori, in base all’attuale stato di forma. Metto gli undici nerazzurri di Inter-Chelsea: ho grossi dubbi sulla formazione dell’Inter. La soluzione Cordoba metterebbe in panchina Pandev (o Balotelli). La formazione del Barça dovrebbe essere quella annunciata.

  1. Julio Cesar vs Victor Valdes: alzi la mano chi non avrebbe preferito il brasiliano. Che però quest’anno ha sbagliato proprio nelle partite decisive. Valdes è in qualche misura inferiore, ma la concentrazione è la sua caratteristica fondamentale. Difficile che sbagli una partita come questa. Scontro pari perché Juio Cesar un miracolo lo può sempre fare, più difficile lo faccia Valdes, portiere più regolare.
  2. Maicon vs Dani Alves: come si fa a scegliere il migliore? Dani Alves ha affettato l’Inter sia all’andata che al ritorno: quando si muove nel taglio dietro la schiena del terzino deve solo far bene lo stop: la palla di Xavi gli arriva regolarmente. Maicon in Europa non è mai devastante come in campionato, e in più è diffidato. Ma difensivamente è più forte.
  3. Lucio vs Piqué: Lucio ha letteralmente sorretto l’Inter nelle Euro-sfide. È sempre stato il migliore, il più concentrato, il più cattivo. Piqué però ha già punito l’Inter, di testa nel girone. E sta aumentando sempre di più il suo spessore. Prendo Lucio per il carisma: si prenderà cura di Ibra.
  4. Samuel vs G. Milito: il muro dell’Inter è diffidato, ma sta disputando una delle sue migliori stagioni di sempre. Quasi insuperabile, anche se pagherà la velocità di Messi. Milito non è isuperabile. Meglio Samuel.
  5. J.Zanetti vs Puyol: capitani contro, tutti e due diffidati. Sulla sinistra, non il loro ruolo naturale. Pronti a combattere. Zanetti su Messi? Puyol su Balotelli? Per loro va bene tutto, non indietreggiano di un passo.
  6. Cambiasso vs Busquets: ci saranno almeno 15 cm di differenza. Il ruolo è lo stesso: primo baluardo. Busquets è più fisico, ma fa girare la palla alla grande. Cambiasso ha più tempi di inserimento, sempre che lasci la metà campo.
  7. Thiago Motta vs Xavi: lentezza contro vivacità, buona tecnica contro il piede destro più delicato del mondo.  Buona gestione della palla contro il miglior regista del mondo, che ha occhi dappertutto, gioca la palla anche se pressato e la mette dove vuole. Xavi è uno dei migliori cinque del mondo.
  8. Sneijder vs Keita: l’uomo della provvidenza Inter. Punizioni, ma non solo. Sarà lui a dover lanciare i contropiedi e le ripartenze, magari venendo un po’ più basso ad amministrare il pallone. Keita giocherà sulla sinsitra e proverà a sorprendere Maicon con i suoi inserimenti. Prendo Sneijder, ovviamente.
  9. Pandev vs Messi: magari il macedone non giocherà. E lo scontro è impari. Dovesse giocare come al solito, largo a destra, dovrà essere rapido e non testardo nel suo continuo rientrare sul piede forte. Messi? Non servono commenti. Dovrebbe giocare dietro a Ibra, al centro, dove fa più danni.
  10. Eto’o vs Pedro: punte esterne con caratteristiche differenti. Eto’o è un centravanti adattato largo, Pedro taglia le difese come professione. Già decisivo nel girone, sarà uno dei più temibili.
  11. Milito vs Ibrahimovic: il principe non può tirarsi indietro. Deve segnare per dimostrare a Ibra che era lui, lo svedese, il bug europeo dell’Inter. Ibra sfiderà nel corpo a corpo Lucio. Prendo Milito, anche se ultimamente ha sbagliato gol importanti.
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JUVE, LA STRADA E’ ANCORA LUNGA

23 marzo 2010

Nell’estate 2006, in pieno scandalo, Jean-Claude Blanc disse: «Ci vorranno 5 anni per tornare a essere la Juve». Poi la scorsa estate gli arrivi di Diego, Felipe Melo, Cannavaro, Grosso e Caceres. Cinquanta milioni solo per i due brasiliani. E di colpo, nelle griglie delle favorite, madama Juventus era al secondo posto. Buffon miglior portiere della serie A, Chiellini miglior centrale italiano, Felipe Melo titolare nel Brasile, Diego stella della Bundesliga. E davanti, Iaquinta al top della maturità calcistica. Quota scudetto: 3,50. Forse gli esperti di scommesse, ma soprattutto i dirigenti della Juve non si sono accorti che Lippi aveva portato a Torino Cannavaro e Grosso: l’unico modo per giustificarne la convocazione in Nazionale. Quindi centrale e terzino sinistro di scorta, dove invece serviva intervenire. Per il ruolo di terzino destro è stato azzeccato l’acquisto di Caceres, che però è sempre in infermieria. Felipe Melo si è rivelato essere il Mr.Hide che era già comparso in alcune partite con la Fiorentina: falloso, irritante, banale, quasi grottesco negli appoggi orizzontali sbagliati. Sissoko è stato fuori a lungo, Marchisio si è lasciato appassire dall’ombra di impotenza di questa Juve. Diego non è mai stato veramente lui: quasi dannoso, a volte gli viene preferito Candreva, altro tassello di Lippi. E se Iaquinta è sparito per mesi per un infortunio quasi misterioso, Amauri si è dimostrato essere solo un centravanti da squadra media: e pensare che lo dipingevano come il nuovo Ibra.

Da dove deve ripartire la Vecchia Signora? Innanzitutto da un nuovo progetto tecnico. Via Secco, non in grado di gestire nemmeno le sostituzioni già ai tempi di Capello (storica la sfuriata di Ibra in un Treviso-Juve). Un uomo di campo servirebbe a saper scegliere giocatori adatti sia per personalità che per caratteristiche tecniche. Servono un terzino sinistro, un centrale, un centrocampista e un attaccante di livello europeo. In pratica, la colonna vertebrale della squadra. Poi, una guida di carisma. Non un uomo di campo alla Zaccheroni, che non ha avuto il coraggio di reimpostare la difesa a tre, come fece in corsa all’Inter e si è trovato nelle stesse condizioni di Ferrara. Non penso che Prandelli sia l’uomo giusto. Alla Juve, per ripartire, servirebbe un allenatore alla Mourinho.

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PAROLE DI PACE

12 marzo 2010

«Sono sorpreso da questo stupore mediatico nato dal fatto che Mario ed io abbiamo deciso di collaborare insieme, non lo capisco. Oggi Balotelli è un giocatore dell’Inter punto e basta, non sono qui per portarlo via dall’Inter. Il mio unico obiettivo è creare un po’ di calma, di pace, di tranquillità attorno al ragazzo».

Mino Raiola, procuratore, 12 marzo 2010

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MANI IN PASTA

11 marzo 2010

Prima le voci di un rinnovo, con qualcuno che sui giornali addirittura parlava di Articolo 17. Poi le voci sulla febbre, che Mourinho ha bollato come «balle». Poi un infortunio al ginocchio, la mancata convocazione e le parole del fratello. Tutto assieme. Mario Balotelli non si fa mai mancare niente. E a leggere il comunicato che il fratello ha affidato all’Ansa, si scopre la vera notizia. La procura di Mario è nelle mani di Mino Raiola. Sì, proprio lui, il pizzaiolo manager di Ibra. Quello che ha messo Ibra contro Moggi, quello che ha portato Maxwell e Zlatan a Barcellona. Quello per il quale l’Inter ha spedito Kerlon all’Ajax pur di non averlo più tra i piedi. Balotelli, che si crede già Ibrahimovic si è così affidato a colui che solo un paio di mesi fa ha detto: «Ibra resta al Barça? Neanche per sogno, dovrà cambiare almeno altre due squadre». Ora per l’Inter l’affare si fa molto spinoso. Già la gestione di Balotelli è complicata. Ora le cose potrebbero addirittura peggiorare. In Corso Vittorio Emanuele, Raiola è visto come uno dei grandi nemici. Di seguito potete capire il perché:

Mino Raiola è partito dal basso per poi scalare posizioni nell’ambiente del calcio europeo. Da una pizzeria di Amsterdam a procuratore di uno dei più importanti calciatori del mondo, Ibrahimovic. Oltre che di Pavel Nedved, oggi ritiratosi. Raiola è un vero spauracchio per le società: quando si ha in rosa un calciatore della sua scuderia, è certo che arriveranno i problemi. Continue richieste di aumenti, voci di interessamenti da parte di altre società. E scontri aperti con i dirigenti. Che sono praticamente costretti a scendere a patti ed assecondare le richieste. Funziona così, il metodo Raiola. Altrimenti, il giocatore in questione punterà i piedi, inizierà a rilasciare dichiarazioni sibilline, a strizzare l’occhio ad altre squadre. In attesa di un riconoscimento economico. I tifosi di Juve e Inter ne sanno qualcosa: Ibrahimovic fece così anche a Torino.

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PER CHI ANCORA NON MI CREDE

7 marzo 2010

Quando l’avevano dato vicino all’Inter, l’anno scorso, ho iniziato a molestare tutti: Arnautovic è il nuovo Ibra, dobbiamo prenderlo per forza. Ora, non  è il nuovo Ibra, naturalmente. Anche se gli piace davvero tanto scimmiottare i suoi modi di giocare, le sue mosse. Su Youtube il suo trick con la suola spopola. In settimana ha giocato con l’Under 21 dell’Austria e ha segnato questa punizione, alla Cristiano Ronaldo. Probabilmente è un gasato, che Mourinho cerca di sgridare in ogni occasione. Ma se a neanche 21 anni giochi nell’Inter e segni questi gol, forse, questo Marko Arnautovic un po’ forte lo è…