Posts Tagged ‘fuorigioco’

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QUESTIONI DI PROSPETTIVA: IL NON FUORIGIOCO DI TEVEZ

8 febbraio 2015

Mai mi sarei immaginato di trovarmi a fare un post in cui dico che un gol della Juve non è effettivamente in fuorigioco. Ma la questione non è fuorigioco sì-fuorigioco no. La questione è un’altra, semplicissima, e riguarda la mistificazione della realtà che sta accadendo in queste ore. Il Milan ritiene che le immagini tv del fuorigioco di Tevez, elaborate al pc con inserimento della LINEA o riprodotte in 3D, non siano veritiere in quando la linea del centrocampo e quella del fuorigioco non sono parallele.

Vivo sentimenti contrastanti. Davvero l’AC Milan ha twittato un messaggio del genere? Sto sognando? Viene postata una foto e si pretende che le righe di centrocampo e del fuorigioco siano parallele? Mancano le basi. Non è necessario aver fatto l’istituto per Geometri (a proposito, Galliani?), per capire che si tratta di una foto in cui bisogna considerare la prospettiva. Anche se non stavamo mai attenti nelle lezioni di Storia dell’Arte e Disegno, è abbastanza elementare capire che si tratti di una PROSPETTIVA A UN PUNTO DI FUGA. Basta seguire le linee dei tagli dell’erba per capire di cosa stiamo parlando.prospettiva1Le linee non sono parallele perché non devono esserlo. Mi pare impossibile che un club come il Milan possa twittare una considerazione così sbagliata.

Poco importa se Tevez fosse o meno in fuorigioco (non lo è). È ben più importante fare il proprio lavoro spiegando come stanno le cose: il Milan ha scritto una cosa FALSA sul proprio profilo Twitter, e la gente dovrebbe saperlo. E invece la dosa è stata rincarata con l’affondo contro i registi delle partite.

Ah, dimenticavamo: ma com’è che le righe nel dipinto “La città ideale” della fine del ‘400 non sono parallele?

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OVREBO, ABBIAMO UN PROBLEMA…DI VISTA?

18 febbraio 2010

Piccola ricapitolazione delle illuminanti prestazioni dell’arbitro norvegese Tom Henning Øvrebø e dei suoi collaboratori su campi europei. Sono i più eclatanti.

  1. Champions League 2002. Inter-Liverpool 0-1: espulsione per doppia ammonizione per Burdisso, ma per il Liverpool il trattamento non è lo stesso. La media voto del norvegese sui quotidiani italiani fu di 4,75.
  2. Euro2008. Italia-Romania 1-1: annullato un gol regolare a Toni sullo 0-0. Qualche giorno dopo, Ovrebo si scusa. Ma il fuorigioco fischiato dal collaboratore Randen è grottesco.
  3. Champions League 2009. Chelsea-Barcellona 1-1: mancano due rigori per due falli di mano netti di Piquè e Eto’o. Il secondo è una parata su un tiro a botta sicura. Drogba e Ballack rischiano di picchiare l’arbitro.
  4. Champions League 2010. Bayern Monaco-Fiorentina 2-1: l’espulsione di Gobbi può starci. Sullo 0-0 non dà il vantaggio sul gol di Gomez ma fa calciare il rigore. Manca l’espulsione per Klose. Il gol convalidato al Bayern va al di là del bene e del male. Pare che il norvegese abbia chiesto scusa, di nuovo. Di buono c’è che al Mondiale non ci sarà. Almeno quello.
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SOLO DUE O TRE SVISTE ARBITRALI?

18 febbraio 2010

Poi dicono che bisogna accettare il verdetto del campo. No, signori, non si può, se sul campo, il verdetto, è falso, alterato, fazioso. Poi ti dicono: beh, ma potevi vincere lo stesso: se vinci anche con l’arbitro contro, sei più forte. Beh, mica facile. Chiedeteglielo a Ballack e Drogba, l’anno scorso. Si sono visti scippare, ripeto scippare, una finale meritata. Mancano due rigori netti, almeno. E poi predicano la calma. Cosa avreste fatto voi, se un arbitro grasso e pelato vi negasse la possibilità di giocarvi la rivincita con il Manchester, in finale a Roma? Drogba e Ballack esagerarono? No! Un’intera stagione di allenamenti, partite, gol e calci, sudore e fatica, vanificati da un signore che non risponde neanche alle domande sui perché delle sue decisioni.

Poi succede che vai in Europa a giocare gli ottavi di finale, magari a Liverpool, e il grazioso arbitro belga De Bleckeere espella Materazzi a metà primo tempo per due ammonizioni inesistenti. Hai voglia a reggere più di un’ora in dieci contro il Liverpool. Però tutti a dire: la solita Inter. No, per favore. Il solito arbitro protagonista, scarso e che ti fa pensare male.  E tutti a chiedersi: ma è possibile che il calcio italiano venga trattato a calci in faccia e nessuno dice niente? Non contiamo proprio niente, o paghiamo ancora la fama di “ladroni”, genitlmente messa in giro in Europa grazie alla Juve e a Calciopoli?

Che poi, a ben vedere, è come il bue che dà del cornuto all’asino, se è vero che in Germania, nel 2005, scoppiò il più grande scandalo della storia tedesca (vedi qui). Poi c’è l’altra cosa antipatica, come direbbe Moratti. Il presidente dell’Uefa è francese. Platini, ieri seduto spalla a spalla con Rummenigge, dovrebbe quantomeno chiedere scusa. Primo, per aver mandato in giro ad arbitrare ancora Ovrebo e la sua truppa. Poi perché di questi favori, siamo stufi. Pensate che Henry ha regalato un mondiale alla Francia con la mano, e nessuno ha detto niente. La Fifa, che ha squalificato Materazzi per aver preso la testata di Zidane, ha detto che non era punibile. Certo. Allora, ieri sera, Kroldrup avrebbe potuto tirare una testata a Ovrebo. Chissà chi avrebbe punito, l’Uefa.

La Fiorentina si sente derubata, e non c’è tanto da dire. Qui, sulla Bild, c’è la moviola in 3d. Ma anche un cieco avrebbe visto. Però subito Rummenigge ha detto di non farla tanto lunga. Provi lui, al posto dei tifosi viola, gli immensi vincitori della partita di ieri. Che poi, quello che fa ancora più rabbia, è il sito dell’Uefa. OMERTÀ, eccola la parola giusta. In home, non una sola parola sulla partita. Nell’articolo della partita, ecco il commento al gol: «La Fiorentina non rischia nulla fino al 43’: il destro di Klose finisce alle stelle ma, un minuto dopo, arriva il gol partita. Lo stesso Klose insacca di testa dalla corta distanza su passaggio, sempre di testa, di Olić. Un gol che costa la partita ai viola: al “Franchi”, il 9 marzo, servità solo vincere». Un gol che costa la partita. Peccato non fosse buono, questo gol. Magari Platini commenterà come faceva qualcuno. Speriamo che altri, almeno, lo prendano in giro come fece Elio.