Posts Tagged ‘fiorentina’

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L’ASSENZA DI UN GIOCATORE

10 marzo 2010

Assenza, non essenza. Poi magari i prossimi anni diranno tutta un’altra cosa, sarò smentito, mi dovrò ricredere. Però ieri, se fossi stato un tifoso della Fiorentina, sarei entrato virtualmente in campo per dare una pedata nel sedere a Montolivo. L’assente per eccellenza. E pensare che ora indossa pura la fascia di capitano. Manca un quarto d’ora, vinci 3-2 ma sei eliminato, devi giocare due palloni come Dio comanda. Dare una palla giusta, inventarti un dribbling, uno solo, per liberarti e avere spazio per dare un pallone nello spazio. E invece, come sempre, Montolivo si è nascosto. Ho in mente due palloni che sembrava gli scottassero. Se ne è liberato subito, sbagliando l’appoggio. Piccoli particolari per giudicare un giocatore. Che da anni dicono sia il futuro. Ma questo futuro è arrivato da un pezzo, e Riccardo non l’ha cavalcato. Il risultato è un presente timido, di grandi partite e di assenze ingiustificate. Ingiustificate, ingiustificabili, troppo frequenti. Praticamente insopportabili, soprattutto per chi porta la fascia di capitano.

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Arriva il Bayern, Firenze aspetta la sua notte

9 marzo 2010

da www.lasestina.unimi.it

Corriere dello Sport)La neve penultimo ostacolo. Poi sarà solo il momento della rivincita. Il giorno di Fiorentina-Bayern Monaco è arrivato, ma sulla Toscana e su Firenze nevica. Si sono mobilitati gli addetti allo stadio: il campo del Franchi è riscaldato, il rinvio rimane solo un’ipotesi remota. L’assessore allo sport di Firenze Dario Nardella e i vertici della società viola sono in contatto costante. Per ora sulla città sta scendendo del nevischio che non rimane sulle strade.

CITTÀ IN FERMENTO – «Dobbiamo assaporare questo momento, viverlo con gioia e felicità. Mantenendo l’orgoglio di rappresentare Firenze e l’entusiasmo dell’essere arrivati fino a qui». Le parole di Cesare Prandelli per raccontare lo spirito di una città e di un popolo che hanno ancora il dente avvelenato dopo lo scippo di Monaco. Quel 2-1 di Klose, che ha scatenato proteste, telefonate e indignazione dovrà essere ribaltato  «non con la foga e con la voglia di segnare subito». Anche se il pubblico spingerà: tutto esaurito al Franchi, con circa tremila sostenitori tedeschi a fronteggiare i caldissimi trentacinquemila viola.

ATTENTI ALL’ARBITRO – Occhi puntati più che sui giocatori, sull’arbitro. Sarà lo spagnolo Alberto Undiano Mallenco a dirigere la sfida. Non un compito semplice per il 36enne di Pamplona, che però ha un buon curriculum internazionale e fischierà anche in Sudafrica, dove ha rubato il posto al ben più quotato Mejuto Gonzalez. I tifosi viola si sono subito dati da fare per scavare nel passato del fischietto spagnolo, come si può leggere sul sito violanews.com.

Franck Ribery, 26 anni, pericolo numero uno per la Fiorentina

FORMAZIONI – Felipe terzino sinistro e due giganti al centro della difesa. Prandelli vuole blindare il reparto arretrato. Prima non prenderle, poi ci sarà il tempo per trovare un gol. Kroldrup e Natali in mezzo, con De Silvestri a destra. Da centrocampo in su Fiorentina al top, con Cristiano Zanetti e Montolivo alle spalle del trio Jovetic, Marchionni e Vargas. Gilardino, là davanti, dovrà guadagnarsi la gloria lottando con il gigante Van Buyten, che guiderà una difesa rimaneggiata data l’assenza di Demichelis. Giocherà centrale Badstuber, con l’esordiente Alaba a sinistra. Confermato il centrocampo a quattro con Robben e Ribery sugli esterni, mentre in avanti Muller appoggierà Mario Gomez. Fischio d’inizio alle 20.45 (diretta Sky Sport e Premium Calcio).

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GESTI SIMPATICI

26 febbraio 2010

Con colpevole ritardo, ecco i gesti che fanno bene al calcio e non alimentano la violenza.E che naturalmente non vengono sanzionati. Ti amo campionato!

Nelle foto: due simpatici gesti che Klaas Jan Huntelaar ha rivolto mercoledì ai tifosi della Fiorentina. Qui a fianco il calciatore olandese ha appena finito di mangiare i Fonzies e naturalmente si lecca le dita, per non godere a metà. In quella sotto, invece, sembra mostrare a gesti le dimensioni delle proprie virtù. In realtà, come poi spiegherà, voleva solo mostrare contentezza per essersi tolto dal sedere un coso lungo così. Un gesto liberatorio.

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OVREBO, ABBIAMO UN PROBLEMA…DI VISTA?

18 febbraio 2010

Piccola ricapitolazione delle illuminanti prestazioni dell’arbitro norvegese Tom Henning Øvrebø e dei suoi collaboratori su campi europei. Sono i più eclatanti.

  1. Champions League 2002. Inter-Liverpool 0-1: espulsione per doppia ammonizione per Burdisso, ma per il Liverpool il trattamento non è lo stesso. La media voto del norvegese sui quotidiani italiani fu di 4,75.
  2. Euro2008. Italia-Romania 1-1: annullato un gol regolare a Toni sullo 0-0. Qualche giorno dopo, Ovrebo si scusa. Ma il fuorigioco fischiato dal collaboratore Randen è grottesco.
  3. Champions League 2009. Chelsea-Barcellona 1-1: mancano due rigori per due falli di mano netti di Piquè e Eto’o. Il secondo è una parata su un tiro a botta sicura. Drogba e Ballack rischiano di picchiare l’arbitro.
  4. Champions League 2010. Bayern Monaco-Fiorentina 2-1: l’espulsione di Gobbi può starci. Sullo 0-0 non dà il vantaggio sul gol di Gomez ma fa calciare il rigore. Manca l’espulsione per Klose. Il gol convalidato al Bayern va al di là del bene e del male. Pare che il norvegese abbia chiesto scusa, di nuovo. Di buono c’è che al Mondiale non ci sarà. Almeno quello.
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SOLO DUE O TRE SVISTE ARBITRALI?

18 febbraio 2010

Poi dicono che bisogna accettare il verdetto del campo. No, signori, non si può, se sul campo, il verdetto, è falso, alterato, fazioso. Poi ti dicono: beh, ma potevi vincere lo stesso: se vinci anche con l’arbitro contro, sei più forte. Beh, mica facile. Chiedeteglielo a Ballack e Drogba, l’anno scorso. Si sono visti scippare, ripeto scippare, una finale meritata. Mancano due rigori netti, almeno. E poi predicano la calma. Cosa avreste fatto voi, se un arbitro grasso e pelato vi negasse la possibilità di giocarvi la rivincita con il Manchester, in finale a Roma? Drogba e Ballack esagerarono? No! Un’intera stagione di allenamenti, partite, gol e calci, sudore e fatica, vanificati da un signore che non risponde neanche alle domande sui perché delle sue decisioni.

Poi succede che vai in Europa a giocare gli ottavi di finale, magari a Liverpool, e il grazioso arbitro belga De Bleckeere espella Materazzi a metà primo tempo per due ammonizioni inesistenti. Hai voglia a reggere più di un’ora in dieci contro il Liverpool. Però tutti a dire: la solita Inter. No, per favore. Il solito arbitro protagonista, scarso e che ti fa pensare male.  E tutti a chiedersi: ma è possibile che il calcio italiano venga trattato a calci in faccia e nessuno dice niente? Non contiamo proprio niente, o paghiamo ancora la fama di “ladroni”, genitlmente messa in giro in Europa grazie alla Juve e a Calciopoli?

Che poi, a ben vedere, è come il bue che dà del cornuto all’asino, se è vero che in Germania, nel 2005, scoppiò il più grande scandalo della storia tedesca (vedi qui). Poi c’è l’altra cosa antipatica, come direbbe Moratti. Il presidente dell’Uefa è francese. Platini, ieri seduto spalla a spalla con Rummenigge, dovrebbe quantomeno chiedere scusa. Primo, per aver mandato in giro ad arbitrare ancora Ovrebo e la sua truppa. Poi perché di questi favori, siamo stufi. Pensate che Henry ha regalato un mondiale alla Francia con la mano, e nessuno ha detto niente. La Fifa, che ha squalificato Materazzi per aver preso la testata di Zidane, ha detto che non era punibile. Certo. Allora, ieri sera, Kroldrup avrebbe potuto tirare una testata a Ovrebo. Chissà chi avrebbe punito, l’Uefa.

La Fiorentina si sente derubata, e non c’è tanto da dire. Qui, sulla Bild, c’è la moviola in 3d. Ma anche un cieco avrebbe visto. Però subito Rummenigge ha detto di non farla tanto lunga. Provi lui, al posto dei tifosi viola, gli immensi vincitori della partita di ieri. Che poi, quello che fa ancora più rabbia, è il sito dell’Uefa. OMERTÀ, eccola la parola giusta. In home, non una sola parola sulla partita. Nell’articolo della partita, ecco il commento al gol: «La Fiorentina non rischia nulla fino al 43’: il destro di Klose finisce alle stelle ma, un minuto dopo, arriva il gol partita. Lo stesso Klose insacca di testa dalla corta distanza su passaggio, sempre di testa, di Olić. Un gol che costa la partita ai viola: al “Franchi”, il 9 marzo, servità solo vincere». Un gol che costa la partita. Peccato non fosse buono, questo gol. Magari Platini commenterà come faceva qualcuno. Speriamo che altri, almeno, lo prendano in giro come fece Elio.

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CL: BAYERN-FIORENTINA

17 febbraio 2010

Prandelli trema: la sua Fiorentina non va e il Bayern è in serie positiva. Stasera la sfida potrebbe essere a senso unico.

  1. Butt vs Frey: Frey tutta la vita, anche se ultimamente è poco protetto dalla sua difesa. Occhio al piede di Butt dal dischetto.
  2. Lahm vs De Silvestri: fosse una questione di piede, sceglierei il tedesco. Fosse una questione di corsa, anche. Ci fosse da fare un confronto…No, forse non è il caso.
  3. Van Buyten vs Kroldrup: il gigante belga è uno degli attaccanti più pericolosi del Bayern. Di testa è superiore a tutti. In più, in difesa è più solido del danese.
  4. Demichelis vs Natali: sono un po’ di parte perché stimo Cesarone. Però sono più o meno lo stesso tipo di giocatore. Non sono fulmini di guerra, ma fisicamente sonodegli ossi duri.
  5. Badstuber vs Gobbi: il tedesco di belle speranze ha qualità e buon piede. Gobbi ha corsa, ormai è un terzino, ma rimane sempre un adattamento. E di fronte avrà Ribery. Panico.
  6. Van Bommel vs Bolatti: prendo il vecchio pirata, cattivo, scorretto, ma che fa girar la palla e ha tanta personalità. Bolatti però ha fisico e ottime prospettive.
  7. Schweinsteiger vs Montolivo: il Monto è in forma, mentre il tedesco ogni tanto stecca. Però Montolivo deve ancora trovare una dimensione europea: se non è l’ultima chiamata, ci assomiglia molto. Pari sulla fiducia, a termine.
  8. Robben vs Vargas: la sfida arriva nel momento peggiore del peruviano, che sembra essersi smarrito, soprattutto fisicamente. Robben invece è il solito motorino instancabile. Potrebbe far saltare il banco.
  9. Ribery vs Marchionni: senza essere cattivi, Ribery nell’ordine ha: più classe, più velocità, più tecnica, più attitudine al gol, più fantasia…Può bastare?
  10. Mueller vs Jovetic: il giovane tedesco è già una realtà. Ma Jojo ha dimostrato di poter essere decisivo in Champions. Deve caricarsi la Viola sulle spalle.
  11. Gomez vs Gilardino: è più in forma il tedesco. Ma la Fiorentina ha disperato bisogno dei gol di Gila. E probabilmente non tradirà.

Due confronti pari. Per il resto, vince il Bayern 6-3. Nel post di dicembre (qui) finiva 6-4. C’è la differenza di Vargas, calato e ora inferiore a Robben.

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L’ULTIMA GIORNATA AL QUARK HOTEL

2 febbraio 2010

Calciomercato: Mariga all’Inter, Mancini al Milan

MILANO – I botti in fondo, come sempre. Si è chiuso ieri alle 19 all’Ata Quark Hotel un mercato invernale pieno di sorprese e colpi di scena. Con Milano capitale degli affari e regina del calciomercato. Perché proprio Inter e Milan sono state le protagoniste degli acquisti dell’ultima ora. Il brasiliano Mancini cambia squadra ma non città e si veste di rossonero. L’Inter invece abbandona l’affare Ledesma e con un blitz si assicura McDonald Mariga, centrocampista keniano del Parma, che era ormai sulla via di Manchester, sponda City.

GIALLO CENTROCAMPO – Fernandes? No. Ledesma? Neanche. Simplicio? Nemmeno. Mariga? Ok, il nome è giusto. Mourinho ha il suo tanto desiderato centrocampista: che a sorpresa non è l’argentino della Lazio. Quando l’Inter ha capito che con Lotito non c’erano margini di trattativa, si è buttata su Fabio Simplicio. Che ha immediatamente preso un aereo ed è volato a Milano per firmare. Nel frattempo però, la trattativa tra Manchester City e Parma per Mariga si è arenata. Marco Branca allora ha puntato dritto sul keniano. E quando Simplicio è atterrato a Milano, tra Inter e Parma era tutto fatto: 3 milioni di euro per la comproprietà, più la metà di Biabiany, già in prestito a Parma. Dove sempre dall’Inter è arrivato a titolo temporaneo Luis Jimenez. A quel punto, Simplicio e Ledesma hanno assaporato la beffa. Mentre Manuel Fernandes è tornato in Portogallo, portandosi a casa i suoi acciacchi e i misteri di un’operazione che è parsa un diversivo.

MANCINI ROSSONERO – L’Inter però è riuscita anche a sfoltire la rosa. Amantino Mancini, dopo una stagione e mezza di panchina e anonimato, è passato in prestito al Milan, che a giugno potrà esercitare il diritto di riscatto sulla metà del giocatore, fissato a 3milioni e 750mila euro. L’operazione però non ha portato al passaggio di Jankulovsky all’Inter. Il terzino ceco infatti ha rifiutato il cambio di maglia.

ULTIMI COLPI – La Roma ha salutato gli eroi della vittoria di domenica con il Siena. Okaka è volato a Londra al Fulham allenato da Hodgson, mentre Pit è stato ceduto in prestito alla Triestina. La Lazio, dopo i colpi Hitzlesperger e Golasa, ha rafforzato la difesa con Biava e André Dias, difensore brasiliano del San Paolo. Il mercato si è animato verso sera, quando Genoa e Atalanta hanno litigato per Schelotto del Cesena: affare saltato. La squadra di Gasperini ha però ingaggiato il giovane centrocampista austriaco Gucher, dal Frosinone. La Fiorentina ha ufficializzato Keirrison e si è vista dire no dalla Lazio per Rocchi. Jorgensen invece è tornato in Danimarca. Il Livorno ha blindato Lucarelli e Tavano e ha preso un nuovo portiere: è andato a buon fine lo scambio con il Palermo Rubinho-Benussi. A Bologna è saltato il trasferimento di Baronio dalla Lazio. Il Bari ha rinunciato a Cerci e ha preso Sestu dal Vicenza. All’Udinese arriva l’attaccante svizzero Geijo, dal Racing Santander, mentre il Parma ha preso il giovane Covic. Pavone al Catania è saltato: il fax da Siviglia non è arrivato in tempo. L’ultimo colpo della sessione è del Siena: arriva Pratali, sempre dal Torino. Contratto depositato proprio sulla sirena.

Luciano Cremona
Fabio Manfreda

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