Posts Tagged ‘curva nord’

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FENOMENOLOGIA DEL TIFOSO INTERISTA

25 novembre 2010

curvanordmilano.net

San Siro, Inter-Twente, voci.

  • Foto di gruppo:  “Correte, Porco xxx”
  • “Siediti, maiale!”
  • Biabiany punta l’avversario: “Dai, cane, dai. Forza, cane”
  • “Porcu xxx, l’è minga bun”
  • “Bravo Pandev, l’unica cosa buona della serata è che stai uscendo”
  • Ancora Biabiany con la palla: “Bau, bau, bau! Vai cane, bau”
  • “Dejan sei un eroe!”
  • “Metti Natalino, metti Natalino, metti Natalino”
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PSYCO-INTER? NO GRAZIE

10 Mag 2010

(foto: curvanordmilano.net)
Mi mancava. Non l’avevo mai fatto, non ce n’era mai stato bisogno, anche se c’era stata l’occasione. Allo stadio con la radiolina è tutta un’altra storia. Perché sentivo Cucchi nelle cuffie che commentava quello che succedeva sotto di me. E la gente ogni tanto mi diceva: “La Roma?”. Io scuotevo la testa: “Zero a zero, però ha preso due pali”. Poi tre.  Ero a San Siro, ma mi sebrava tutto così strano.

Il gol preso a freddo è stato un flashback, vedere Materazzi al centro della difesa quasi una certezza: mi sembrava di essere lì, al secondo blu, due anni dopo Inter-Siena 2-2, la Psyco Inter che aveva dovuto aspettare Parma, e Ibra, per cucirsi lo scudetto. Eto’o, Cambiasso, Milito, Balotelli, un nuovo Stankovic. Di colpo quei cattivi pensieri sono volati via con una facilità piacevole e nuova. Una facilità merito del nostro allenatore.

Nuvole, pioggia. Pioggia benedetta, quando a un certo punto l’ho sentito distinto, nelle orecchie: “Cagliari in vantaggio”. Ho contagiato tutti e tutti hanno contagiato i giocatori, tant’è che Zanetti ha servito Pellissier. 4-3. Surreale, Psyco-Inter. Poi sono successe due cose: l’Inter ha dimostrato grandezza, la Roma ha vinto. Dire a quelli seduti a fianco: “Rigore per la Roma”, con tutti che stan lì a guardarti, sperando in una tua smorfia disumana, è stato affascinante, lo ammetto. Non ho dovuto neanche dire: “Gol”, l’hanno capito dalla mia faccia. Intanto Zanetti cavalcava verso Sorrentino, Pandev ha preso un palo, il Chievo è stato spostato dalla forza d’urto di una squadra che non poteva permettersi leggerezze. Eppure io avevo paura, paura di un 4-4 beffa che avrebbe capovolto il mondo. Poi ho spento la radio, sentendomi in colpa per aver dubitato di loro, quei fantastici ragazzi che stanno sputando sangue per i nostri colori. Due finali da giocare, una stagione infinita. E una certezza: comunque vada, onore ai nostri ragazzi, onore al nostro allenatore.

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L’URLO DI SAN SIRO

23 aprile 2010

Battere 3-1 il Barcellona è di per se una cosa fuori dal normale. Ma averla vissuta dal vivo, questa partita, mi ha lasciato addosso ancora, a distanza di 4 giorni, una sensazione piacevole e incredibile. Perché è stato così bello, così naturale, che la gente ha partecipato più del solito alla partita. Perché quando si alza l’urlo: «Inter! Inter! Inter! Inter!», che è il coro più elementare del mondo, ma si alza da solo, all’improvviso ed esce dalla bocca di tutti, vuol dire che sì, i ragazzi hanno reso onore all’Inter e ai suoi tifosi. E la gente, io, ne eravamo fieri, pazzamente fieri. E contenti. Per questo vi posto la coreo durante l’inno della Champions. Brividi.

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INTER-BARCELLONA DALLA CURVA

22 aprile 2010

da Sky.it

“Madrid”, enorme. “Andiamoci insieme”, l’esortazione. I tifosi dell’Inter lo mettono in chiaro dall’inizio, quando le squadre entrano in campo. Una coreografia che occupa due anelli, uno stadio pieno di gente che ha in mente solo la finale del Bernabeu. Stadio pieno e scaramanzia: per mezz’ora su San Siro vola un pipistrello. Un pipistrello vero, nero, che svolazza sopra la porta di Julio Cesar. Qualcuno dice: “Brutto segno”. Il Barcellona segna, al primo tiro. E il pipistrello svolazza indisturbato. Poi, di colpo, sparisce. Se ne perdono le tracce. L’Inter sale, Eto’o crossa, Milito prolunga, Sneijder segna.

Ogni volta poi che Ibra tocca palla, partono i fischi. Maxwell gioca indisturbato, nessuno lo fischia: e infatti offre l’assist a Pedro, con tutta calma. Lo svedese, invece, sembra irretito. Lucio lo sovrasta e ogni intervento del difensore è sottolineato da un boato. San Siro non è più la casa di Zlatan. Anzi. Ogni tanto si alza quello spiacevole coro che accompagnava Ibra in tutti gli stadi italiani, tranne San Siro: “Zlatan, sei uno zingaro”.

Poi arrivano i gol della vittoria. I tifosi impazziscono. Anche lo speaker esalta la gente, invocando cinque volte il nome di Milito. Sul 3-1 qualcuno inizia a dire: No, non ci credo”. Invece è tutto vero. Se ne accorge anche un bambino che avrà al massimo tre anni e se ne sta in braccio al suo papà, in curva Nord. Battesimo del fuoco per il piccolo, che con la maglia di Figo e il ciuccio in bocca alza le braccia quando tutti cantano per il Principe.

Poi entra Balotelli, che emoziona tutti con una giocata. È un lampo: poco dopo inizia a trascinarsi per il campo. E la gente inizia a darsi di gomito: “Guardalo là. Non corre, non corre”. Partono i mugugni, poi Mario sbaglia un’apertura e tutti gli puntano il dito contro. “Buffone, buffone”. L’Inter sta vincendo 3-1 contro i campioni del mondo e lo stadio se la prende con uno dei giocatori. Balotelli risponde, la voragine si allarga. Finisce la partita con Mario che getta via la maglia nerazzurra. I tifosi inveiscono. Qualcuno si limita a dire: “Abbiamo battuto 3-1 il Barcellona senza di lui. Non ci serve”. Poi allo stadio suona “C’è solo l’Inter”. Madrid è più vicina: per l’Inter, per i suoi tifosi. Non per Super Mario.

INTER-BARCELLONA: LA COREOGRAFIA DELLA CURVA NORD – MADRID, ANDIAMOCI INSIEME