Posts Tagged ‘convocazioni’

h1

McCARTHY TROPPO GRASSO, NON SUPERA IL TAGLIO

2 giugno 2010

(su SKY.IT)

Non gli è bastato essere il miglior goleador della storia della nazionale sudafricana. E nemmeno aver messo in bacheca una Champions League, quando era il centravanti del Porto di Mourinho. Benni McCarthy, idolo dei tifosi, non giocherà i Mondiali di casa. Decisione schock? Più che altro, obbligata. Il centravanti del West Ham non ha superato la prova…bilancia. Troppo grasso. Il sito del West Ham, suo ultimo club, al quale è approdato a gennaio disputando appena 5 partite, nella scheda giocatore riporta: 183 cm per 87 kg. Ora pare che i chili siano di più.

La stampa sudafrica non è del tutto sorpresa dalla rinuncia al bomber che ha segnato 35 gol in 83 presenze con i Bafana-Bafana. Il peso forma di McCarthy è cresciuto, e tanti si chiedevano come avrebbe potuto giocare. Parreira ha ammesso che “è stata una decisione triste e difficile”. Ma inevitabile. Le amichevoli con Colombia e Guatemala erano le prove d’appello per l’attaccante, entrato nella prima amichevole ma rimasto in panchina nella seconda.

La condizione fisica non poteva permettere a McCarthy di partecipare al Mondiale. Parreira non l’ha detto espressamente, ma l’ha lasciato intendere: “Nelle scelte dei giocatori abbiamo valutato la disciplina tattica, il valore tecnico, la capacità di adattarsi al gruppo e le condizioni atletiche”. McCarthy ha reagito positivamente alla notizia, forse se l’aspettava: “Anche se non faccio parte dei 23 finali, io mi sento uno di loro”. Anche se guarderà i compagni dal divano. Lì il peso non sarà un problema.

h1

SE LO DICONO LORO…

2 marzo 2010

Mario Sconcerti e Luigi Garlando. Prime firme del Corriere e della Gazzetta. Se sono loro due a schierarsi così a favore di Balotelli, un motivo ci sarà. Quello che mi chiedo, spesso, è se Marcello Lippi legga i giornali. E, nel caso, se almeno ragioni un po’ su quello che scrivono su di lui, su SuperMario, su tutto il resto?

Riporto i passaggi più significativi dei due articoli.

Mario Sconcerti, Balotelli non è pronto? Lippi ci ripensi:

[…] A parer mio Balotelli potrebbe essere essenziale per la Nazionale. Per più motivi. Il migliore è che nessun attaccante in Italia ha i suoi mezzi tecnici. Gilardino è una punta d’area di rigore, come Pazzini o Toni. Di Natale è una seconda punta, Quagliarella resta ancora un giocatore da definire. Balotelli ha forza fisica e un suo atavico senso tattico. […] Balotelli infine non è Cassano. È un ragazzo di nemmeno vent’anni introverso e ombroso che si sente attaccato dal mondo, non un artista arrogante che non ha voglia di rispettarlo. Il gruppo è sovrano, ma nel gruppo deve esserci spazio per le differenze. Altrimenti diventa una lobby.

Luigi Garlando, Al c.t. chiediamo il nostro Rooney:

[…] Oggi Mario è uno che si cala in un match rovente di Champions, come col Chelsea, e lo ribalta come un guanto; uno che riacciuffa l’Inter a Udine e la rimette in rotta scudetto; uno che per il terzo anno campionato consecutivo fa cose decisive per il titolo; uno dei pochi che salta l’uomo e risolve da fermo, come serve quando l’acqua è alla gola; un ragazzi di 19 anni che ha forza da vendere e recupera in fretta, un tesoro per un Mondiale in altura; uno che dal centrocampo in su fa tutti i ruoli. […] Mister Lippi, se lo faccia spiegare dall’amico Totti: life is now. E Mario pure.

h1

SIRIGU, BONUCCI E COSSU: LE FACCE NUOVE DELL’ITALIA

2 marzo 2010

Salvatore, Leonardo, Andrea: 23, 22 e 29 anni. Storie azzurre, percorsi diversi, facce nuove. Marcello Lippi stavolta ha guardato le partite della Serie A. Non tutte, a quanto pare: qualcuno sta ancora aspettando la chiamata. Chi invece è corso a Coverciano, ed è corso grazie alle proprie gambe, alle proprie prestazioni, sono questi tre ragazzi che hanno storie diverse, ma un unico sogno: il Sudafrica.

Salvatore Sirigu è nato a Nuoro il 12 gennaio 1987

SIRIGU, IL PICCOLO ZENGA – L’investitura gliel’ha data nientemeno che Zenga. E adesso tutti lo chiamano «Walterino». Salvatore Sirigu, da Nuoro a Palermo, passando per Venezia, Cremona e Ancona. Doveva essere una stagione di transizione, a fare il secondo di Rubinho, arrivato quest’estate. Portieri brasiliani che si prendono anche le porte tricolori. Poi l’Uomo Ragno nazionale, che di portieri se ne intende, ha rischiato. Uno di quei rischi che l’hanno fatto tanto amare, ma anche esonerare. Così Salvatore è diventato titolare. Rubinho, sfrattato, è finito a Livorno. Parate su parate, il 23enne di Nuoro è il portiere del futuro. Al Mondiale ci andranno Buffon, Marchetti e De Sanctis. Ma finalmente, possiamo dire che la Nazionale, anche nei prossimi anni, sarà in buone mani.

Leonardo Bonucci è nato a Viterbo il 1° maggio 1987

SENZA NESTA, C’È BONUCCI – Leonardo, classe ’87, è nato e cresciuto a Viterbo. Nel 2005 la grande chiamata dell’Inter, in quella Primavera con cui sarebbe diventato campione d’Italia da lì a poco, guidando la difesa. Un centrale moderno, alto 190 cm e con tanta personalità. Probabilmente però è arrivato in Nazionale perché il suo fido compagno di reparto, Ranocchia, ha un ginocchio sfasciato. Ranocchia-Bonucci: la coppia del futuro, ma anche del presente. Bari se l’è coccolata fino all’infortunio del primo. Poi, Bonucci, che è di proprietà del Genoa (scambiato nell’affare Thiago Motta-Milito), tornerà in Liguria. Ma forse non si fermerà: la Juve lo vuole. Lippi, intanto, l’ha scelto. Il Sudafrica, per Leonardo, non è tanto lontano.

Andrea Cossu è nato a Cagliari il 3 maggio 1980

COSSU, UN’ISOLA CON LUI – Giocava nella Johannes Cagliari, e prima ancora in un campetto dove adesso ci sono solo erbacce alte così e in una porta c’è pure un carrello della spesa, abbandonato. Poi quando aveva 16anni l’Olbia lo fece debuttare in C2. Anni difficili. «Troppo basso questo Cossu». Il Cagliari lo prende, ma non lo vuole. Lo manda a Verona, torna indietro, ritorna a Verona, dove trova la sua dimensione. Poi dal 2008 a Cagliari c’è Allegri e lo sceglie: ci deve essere lui, il piccolo Andrea, classe ’80, nel suo Cagliari dei miracoli. Dicono che pure gli osservatori del Barcellona si siano mossi per vedere il folletto sardo. Ora Lippi gli dà una maglia: taglia small. Nella botte piccola (170cm per 64 kg) c’è il calcio buono.

h1

FACCE NUOVE: NE MANCA UNA

1 marzo 2010

Aspettavo le convocazioni di Marcello Lippi. Poi, quando sono uscite, ho iniziato a leggerle dall’alto, per non togliermi la sorpresa. Ho letto, nell’ordine: Sirigu, Cassani, Bonucci. A Cossu, Lippi è iniziato a diventare simpatico. Poi ho letto Montolivo: simpatico era troppo, però dai niente male. Poi vado agli attaccanti. Leggo: Di Natale, Pazzini, Borriello. Ok, adesso c’è lui. Guardo e… Quagliarella? Quagliarella? Dev’esserci un errore. Non c’è Mario. Dov’è Mario?

Poi sono arrivate le dichiarazioni del tecnico. Nesta non ci sarà, ha detto no. Le piccole speranze di vincere il mondiale si chiudono probabilmente qui. Poi gli hanno chiesto di Balotelli: «È il futuro, ora serve all’Under 21». Come dire: se ne parla per il prossimo ciclo. Eppure Mario ha dato ampia dimostrazione di meritarsela, questa maglia azzurra. Balotelli ha giocato la metà dei minuti di Quagliarella, e ha segnato gli stessi gol, sette.

Li ha segnati nell’Inter, e non sono stati gol banali. In più ci sono da aggiungere un gol in Champions, uno in Coppa Italia e una mezz’ora da supereroe contro il Chelsea. Ma a quanto pare, a Marcello Lippi tutto questo non basta. «Balotelli è il futuro». A noi sembra che Balotelli sia il presente: dell’Inter e dell’Italia.