Archive for the ‘Player of the week’ Category

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CAPITANI E "CAPITANO"

28 febbraio 2008

C’è chi segna e mostra le orecchie, e chi segna e bacia la maglia

Il gol è da antologia del calcio, è pesante come un macigno, è inaspettato come un fulmine, è bello perché genuino. Javier Zanetti segna poco (finale di Coppa Uefa), lui di solito corre, tanto e con generosità. Francesco Totti invece segna tanto, ma ha la sfortuna di essere il capitano di una squadra di eterni secondi. Segna a San Siro e viene sotto la curva dell’Inter a far vedere le orecchie, come a dire “non sento i cori che mi state cantando”. Bravo, signor Totti, un vero gentiluomo. Ma la stampa non potrà mai sottolineare ciò, l’avesse fatto Materazzi l’avrebbero per lo meno arrestato. La differenza è che dei 202 gol di Totti, il 90% sono stati inutili. Bellissimi, stupendi, fantastici, ma inutili. Il gol di capitan Zanetti ieri vale 20/30/40 gol, vale un campionato, vale una mazzata in testa a chi cercava di farsi sotto. È un gol di cuore, è un gol forse di fortuna, è un gol del destino. Che ha voluto premiare un giocatore simbolo, un esempio di correttezza e sportività, di attaccamento a quella maglia che ha più volte baciato dopo il gol. Lui bacia la maglia. Il fantomatico campione aizza le folle. Questa è la differenza, di chi è frustrato dall’essere secondo, dall’impossibilità di essere davvero grande. Dal non riuscire ad essere decisivo. Tieni Totti, il video qui sotto è per te. E per tutti quelli che rosicano.

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EURO 2008, ECCO IL BOMBER

25 febbraio 2008

Borriello da pazzi: tripletta e capocannoniere

Fate largo. C’è un giocatore in più in lotta per l’Europeo e sembra che il posto gli spetti di diritto. Marco Borriello, con la tripletta di ieri all’Udinese, è primo nella classifica marcatori con 15 reti, alla pari di Trezeguet. L’attaccante napoletano ha trovato a Genova l’ambiente giusto per esplodere e dare un senso alle tante aspettative createsi intorno a lui quando era al Milan. Che forse ha ceduto la sua metà troppo a cuor leggero, dato l’endemica difficoltà di Gilardino a trovare il gol. Borriello potrebbe essere perfettamente il vice-Toni agli Europei: ha fisico, corsa e senso del gol. Donadoni l’ha fatto debuttare col Portogallo. Nella prossima amichevole con la Spagna deve farlo giocare almeno un tempo, per dargli una dimensione continentale.
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HO VISTO MARADONA

17 febbraio 2008

Cassano non segna, ma decide il derby della Lanterna con delle magie da urlo

Lo dicono le statistiche, ma non solo: Cassano è attualmente il giocatore più decisivo della serie A. Le magie, perché di veri e propri giochi di prestigio si tratta, che ieri ha regalato nel derby della Lanterna hanno dato la direzione blucerchiata alla partita. Roulette alla Zidane, palle filtranti alla Pirlo, assist dopo dribbling tra 3 uomini alla Figo. O più semplicemente, una partita da vero Cassano. È entrato con la voglia di vincere e di dimostrare di essere ancora tra i più forti, con la sua sfrontatezza e irrequietudine in campo. Ha chiesto il cambio per avere l’ovazione del pubblico, ha fatto il gavettone al suo mister: il Cassano classico, il solito bambino contento di giocare a pallone. Quando gioca, Cassano è davvero se stesso. Maggio lo deve ringraziare, per la quantità di assist che gli ha fornito, e che finalmente, all’ultimo tentativo, ha trasformato. La Samp vince il derby, senza Cassano sarebbe stata un’altra storia.

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PALOSCHI-GOL, È UN LAMPO!

12 febbraio 2008

Player of the week: Alberto Paloschi

È entrato, si è sistemato sul centrodestra in attacco mentre Kalac rinviava. Seedorf ha girato la palla al volo, un po’ alla cieca, un po’ cercandolo. Lui ha inseguito la palla e ha pensato: se segno sono il capo del mondo. O forse non ha pensato a niente. Ha fatto solo andare la gamba: bum! Gol! Alberto Paloschi, classe 1990 si è presentato così a tutti quelli che snobbano la Coppa Italia e si erano persi i suoi 2 gol (all’andata e al ritorno) contro il Catania. Un gol da predestinato, un gol da 3 punti, un gol giovanissimo nella squadra più vecchia della Serie A. Il calcio in Italia è ancora in grado di sfornare talenti? A giudicare dai vari Paloschi, Balotelli, Forestieri, Russotto e compagnia, direi proprio di sì.
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EL POCHO LAVEZZI

4 febbraio 2008

Player of the week: Lavezzi

Due gol, un’autorete provocata. Una scossa continua, una spina nella difesa dell’Udinese. San Paolo in delirio per Ezequiel Lavezzi. L’argentino sabato sera ha letteralmente abbattuto da solo l’Udinese, con i colpi che spesso ha messo in mostra. Con questa doppietta però, Lavezzi arriva ad appena 5 gol realizzati (3 tra andata e ritorno all’Udinese). Ha segnato solo in 4 partite, pur giocando sempre da titolare. È vero che Lavezzi si conquista rigori, offre assist e apre varchi. A tratti è veramente incontenibile, come contro l’Udinese. Se riuscisse sempre ad avere successo anche nella fase realizzativa diventerebbe uno dei migliori del campionato.

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TREZEGOL

29 gennaio 2008

Player of the week: Trezeguet

Non può che essere Trezeguet il Player of the week. Sempre più capocannoniere (15 gol), sempre più decisivo, sempre più indispensabile. Tutte caratteristiche che Trezeguet si porta dietro dall’inizio della sua carriera bianconera, ma che oggi più che mai risultano essere il valore aggiunto della “nuova” Juve. La doppietta al Livorno è lo spot del gioco di Trezeguet, ma non solo. È stata l’ennesima dimostrazione che la Juve è Trezeguet-dipendente e che la vecchia guardia (Del Piero e Nedved) sono i giocatori più importanti della Juve di Ranieri, a dispetto dell’età che avanza. E così, i milioni spesi per Criscito, Tiago, Almiron e Andrade sono serviti solo a coprirsi di ridicolo. La spina dorsale della Juve è quella vecchia, solida e spietata. E Trezeguet è il finalizzatore finale ideale e mai banale.

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LA CORSA, L’ABBRACCIO

21 gennaio 2008

Player of the week: Zlatan Ibrahimovic

Ci ha messo il cuore, ci ha messo la voglia di chi sa giocare a pallone e lo fa non solo per i soldi, ma per l’emozione di segnare e di vincere. Ieri Ibrahimovic non ha giocato la sua miglior partita, anzi, a tratti è stato indisponente, con appoggi molli e tanti errori. Quando ha segnato il 2-2 sul contestato rigore (ne parleremo) ha capito che poteva essere l’occasione per ribaltare la partita. E così al 93′, quando Cruz ha messo in mezzo il pallone, Ibra ha detto: adesso segno. Stop di petto tra i difensori e girata! Gol da urlo, urla da pazzi, pazza Inter. E poi è corso, urlando felice come un bambino, dal suo allenatore. Tra il delirio generale non si è tolto la maglia, non si è buttato a terra: ha fatto tutto il campo per andare ad abbracciare, a travolgere Mancini. Sono finiti a terra (chi non finirebbe a terra venendo travolto da Ibra?), in un abbraccio quasi commovente per i tifosi nerazzurri. Che hanno visto in un attimo che il loro miglior giocatore non è una prima-donna complessata come Adriano che continua a frignare: Zlatan è l’incarnazione della voglia di vincere dell’Inter, dello spirito di gruppo, della tenacia e della lealtà. Mancini dovrebbe essere contento, e anche i tifosi dell’Inter dovrebbero essere stra-felici nel vedere che uno dei giocatori più forti del mondo va ad abbracciare il proprio mister al termine di una rimonta così. Onore a Zlatan!