Archive for the ‘champions league’ Category

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SETTE GIORNI DOPO

29 Mag 2010

È bello essere CAMPIONI

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SIAMO NOI

24 Mag 2010

Lo ammetto. Ieri sera ci ho pensato: «E adesso?». Ho aspettato questo mese di maggio per 25 anni: vincere tutto, dominando, lottando, soffrendo. La Coppa in casa della Roma, poi andare a Siena e vincere all’ultimo respiro. Poi vedere il mio capitano che si trasfigura mentre alza la Champions. Abbiamo completato l’opera. Ho pianto tanto, come non mi era mai successo. Avevo pianto tante lacrime amare, ma quello di sabato è stato il pianto più bello della mia vita. Quei ragazzi hanno realizzato i miei sogni, Josè è stato il nostro condottiero. Vedere l’alba a San Siro è stata un’emozione che non mi ha permesso di urlare a squarciagola. Era come se mi stessi guardando da fuori e mi vedevo lì, a due passi dal capitano con in mano la coppa, con il sole che sorgeva, e mi dicevo: “Ecco, questo è il momento”. Ed è stato immenso, bellissimo, forse irripetibile. Ecco, questo è l’unico mio dubbio. Che una gioia così genuina non possa tornare. Che ormai l’apice l’abbiamo raggiunto. Poi mi son concentrato su Cambiasso, che girava con la maglia di Giacinto. Ho guardato il capitano più bello del mondo e ho pensato: “Con questi ragazzi non finirà mai”. Supercoppe, mondiali per club, vogliamo tutto. Ma ormai la storia è scritta: gli immortali siamo noi, sono io che ho pianto, è il capitano che la Coppa se l’è messa in testa perché la voleva da 700 partite.  Non sarà mai solo la gioia di una sera. Perché il momento di una vita è arrivato e me lo porterò dentro per sempre.

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ALBA NERAZZURRA

23 Mag 2010

La coppa è arrivata con il sole. I cancelli di San Siro sono stati aperti alle 2.30, mentre capitan Zanetti e il figlio del presidente Moratti sono entrati sul terreno di gioco alle 6.07. L’alba milanese aveva già svegliato anche chi si era addormentato sui seggiolini del Mezza. Quarantamila persone, un mare di gente nerazzurra, ha vegliato l’arrivo degli eroi di Madrid, cantando per ore. Non c’era Josè Mourinho, e i tifosi se ne sono accorti subito. C’era però il principe Milito, che non ha fatto in tempo a spostarsi in mezzo al campo con il microfono per dire “Grazie” al suo popolo, che è stato sommerso da cori di esaltazione. Mezz’ora di coppa per gli occhi dei tifosi. Pochi minuti per ammirare quel trofeo che tanti avevano visto solo in tv. Fuochi d’artificio, fumogeni, bandiere. La notte nerazzurra è finita con Esteban Cambiasso che ha salutato, instancabile, tutti i tifosi, dopo il giro di campo. Alcuni giocatori non erano presenti, altri hanno fatto un breve giro per poi andare a riposare. All’uscita dallo stadio l’assalto alle macchine di Milito e Samuel. Alle 7.15 la festa non era ancora finita. A Milano i clacson sono ancora bollenti.

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IL GIORNO

22 Mag 2010


L’ho aspettato da tempo. Forse da troppo. Non sono a Madrid, non sono in Duomo. Sono davanti al pc, a far finta che tra mezz’ora non inizierà nessuna partita. E invece so che sarà dura, per i ragazzi e soprattutto per me. Non potrò essere loro d’aiuto, se non con la mia tensione che mi fa stare male. Ma i ragazzi, mai come quest’anno, hanno dimostrato di essere attaccati alla maglia. Hanno dato tutto, lo daranno anche questa sera. È vero, nel caso andasse male, sarebbero solo belle parole al vento. Ma io dei miei ragazzi mi fido, e so che faranno di tutto per i nostri colori. Forza, INTER.

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EROI

29 aprile 2010

Il cinque maggio era durato più di un tempo. Dal pareggio di Poborsky in poi la partita doveva andare in un certo modo: l’inerzia era biancoceleste. Non è stato immediato, ma prolungato. Il pareggio eliminazione con il Milan era stata una rincorsa impossibile: il picco di tensione era stato quel tiro di Kallon parato di ginocchio da Abbiati. Ma il gol di Bojan, quello annullato, mi ha fatto provare un’emozione nuova. O forse no, forse è la stessa di quando Trezeguet ha imbucato il golden gol nella finale degli Europei. Ma l’Inter non è l’Italia, siamo seri.

Ecco, quando la palla è arrivata a Bojan io mi sono stretto in me stesso, sul divano. E quando la palla è entrata, mi sono sentito gelare. O forse non gelare, non lo so spiegare bene. È come se per tre secondi non fossi stato in vita. In tre secondi ho pensato, anzi, mi sono passati in testa alcuni flash (in automatico, non li ho pescati io): 1) non è giusto; 2) non lo meritiamo; 3) mi ammazzo; 4) non abbiamo punte, come facciamo a segnare in due minuti? Ero morto in sostanza, affondato, gelato, senza forze. Non mi ricordo neanche cos’ho fatto in quegli istanti. Se ho urlato, se ho pianto. Sono stati tre secondi di altro mondo, di una cosa nuova e bruttissima.

Poi l’arbitro ha annullato. Il cuore ha ripreso a battere, fortissimo. Lo sentivo forte come non mai. Ero vivo: il cuore che batte forte era il mio, ma era quello dei miei rappresentanti. Quegli eroi che si sono piazzati davanti a Julio Cesar e hanno detto: “Mi spiace, adesso tocca a noi”. Poi il recupero è finito, poi è arrivata la gioia. Particolare, nuova, inattesa, dolce. Non so se si possono classificare i momenti belli in “più belli” o “bellissimi”. Non faccio una classifica. Ma il cuore ha ripreso il suo ritmo regolare, lo stomaco si è rilassato. La voce è spuntata. Una fatica così, e non abbiamo ancora vinto niente. Ma gli eroi, questi eroi, meritano un premio. Ce lo meritiamo anche noi.

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VERSO BARCELLONA/2

27 aprile 2010

Sneijder si è allenato, Balotelli è convocato. Il Barcellona ha fuori Puyol e Iniesta, e la formazione è fatta (Valdes; Dani Alves, Piquè, G.Milito, Abidal; Busquets, Xavi, Keita; Messi, Pedro, Ibrahimovic). L’Inter probabilmente si schiererà con gli 11 che Mou ha eletto come i suoi titolari, cioè con Sneijder e i tre davanti. I diffidati? Nell’Inter rischiano: Maicon, Samuel, J.Zanetti e Eto’o. Nel Barcellona: Piqué, Dani Alves, Keita, Busquets.
Nel frattempo la campagna mediatica sulla “Remontada” è sempre più esasperata. Video su video in cui i giocatori promettono che venderanno cara la pelle. Questo è l’ultimo. Che cattiveria, mamma mia…

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VERSO BARCELLONA

25 aprile 2010

Sneijder non ci sarà. “Stiramento al retto femorale della gamba sinistra”, dice il prof. Combi, dal sito dell’Inter. Quindi, senza l’olandese e senza Stankovic squalificato, Mourinho spera innanzitutto di recuperare Pandev. In quel caso, Chivu terzino sinistro, Zanetti e Cambiasso davanti alla difesa, Thiago Motta regista avanzato e davanti le tre punte. Stessa formazione del 2-0 del girone, con l’eccezione di Pandev al posto di Stankovic. E nel girone era rombo puro, ora Mou gioca con il 4-2-1-3. Altre soluzioni? Poche. Uno tra Mariga o Muntari, forse, ma il rombo ha reso poco anche contro l’Atalanta, se è vero che il 2-1 è arrivato con Sneijder largo a sinistra in una specie di modulo a tre punte.

Intanto lo staff medico dell’Inter non ha riferito di che gradi di stiramento si tratti per Sneijder, ma l’impressione è che passeranno almeno due settimane prima che l’olandese torni sui campi. L’altra grossa preoccupazione per i tifosi nerazzurri sono i diffidati. Se beccano un giallo, J.Zanetti, Eto’o, Samuel e Maicon dicono addio alla finale di Madrid. O, mal che vada, alla prima del girone dell’anno prossimo.