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GIOCARE CONTRO IL PAMPA SOSA

18 aprile 2012

Non avevo mai giocato contro un giocatore di Serie A. Ok, Roberto Sosa si è ritirato dall’attività e in carriera non è stato certo un fuoriclasse del pallone. Ma è pur sempre un attaccante che nella stagione 2000-2001, con l’Udinese, ha segnato 15 gol in 29 partite. E che a Napoli ha mandato fuori di testa un sacco di tifosi.

Ecco, stamattina me lo sono trovato di fronte, su un campo di calcio a 8. Giocava contro di me, con la maglia rossa del Catania di Spolli. Con lui, un suo amico argentino, tutto mancino, che indossava la maglia rossa del Napoli “Sosa 9”. Ero già un po’ confuso. Ed ero tremendamente curioso di sapere se un tiro di Sosa mi avrebbe spedito al pronto soccorso.

Il primo pallone che ha toccato l’ha calciato, di destro, rasoterra, centrale, male. Un passaggio che ho parato facilmente. La seconda palla che ha potuto giocare, mi ha infilato: protezione del pallone, sinistro rasoterra prendendomi il tempo, dal limite dell’area. Ho subito capito qual è la differenza tra un Calciatore e tutti noi che ogni sabato calchiamo i campi minori o minorissimi. Ai Calciatori, queste cose vengono naturali. Non ha dovuto impegnarsi per calciare così, l’ha fatto e basta.

È iniziata così la nostra personale sfida, perché io giocavo in una squadra che correva di più mentre Sosa era l’unico, ovviamente, riferimento, in una squadra che faticava ad accompagnarlo. L’ho anticipato in un’uscita un paio di volte: la prima, uscendo alto con il pugno, e beccandomi una scarpata, con annesso “Scusa, non guardo” (spero intendesse “non ho visto”); l’altra, su una palla rasoterra fuori dall’area, mi son permesso di anticiparlo con un tocco sotto controllato.

Ovviamente mi ha castigato. Prima ha provato a sfondare il palo, da vicino. Poi ha iniziato a bucarmi, con insistenza, di testa. La partita è finita 9-9: il Pampa ha segnato 8 gol, di cui 5 di testa. Immarcabile quando prende posizione, era impossibile uscirgli addosso o sulla testa, con cui riesce a dare una forza al pallone davvero inspiegabile. In uno dei suoi colpi di testa vincenti, sembrava avesse calciato di piede.

Qualche soddisfazione me la sono tolta: quando ha provato a segnarmi da centrocampo, ad esempio. Ero al limite dell’area e ho rinculato, salvandomi miracolosamente. O anche in molti tentativi da fuori area, in cui mi sono sentito, per un pochino, un po’ bravo.

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