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JONATHAN E LUCA, LA STRANA COPPIA

13 luglio 2010

Se l’allenatore ti presenta come: “Un giocatore di qualità, veloce. Molto importante, potrà fare la differenza in molte partite”. Se hai 22 anni e nella fase finale del campionato primavera 2007 ti avevano nominato miglior giocatore, anche se giocavi con Mario Balotelli. Se dopo una stagione a Parma i Campioni d’Europa ti riportano a casa e potrebbero metterti sulle spalle il numero 7. Ecco, allora sei Jonathan Ludovic Biabiany. Se invece arrivi all’Inter a 35 anni, dopo una mezz stagione da primo della classe. Se la stampa spingeva per una tua convocazione in nazionale, se con il tuo arrivo Toldo è andato in pensione. Allora sei Luca Castellazzi. Eccole qui le prime due facce nuove dell’Inter targata Benitez.

Come HENRY – “Eccomi di nuovo a casa”. Il ventiduenne francese si presenta così, dopo aver corso durante il primo allenamento con il gruppo dei senatori. Spalla a spalla con Zanetti, Cambiasso e Cordoba. “Mi alleno con tanti campioni. Un po’ di tristezza per aver lasciato Parma e i miei compagni c’è, ma qui posso migliorare ancora. E puntare alla nazionale”. Sì perché il modello di questa freccia francese è nientemeno che Henry. “Mi è sempre piaciuto. Mi sono sempre ispirato a lui e a Ronaldo. Cercherò di fare il meglio che posso, e di giocare il maggior numero di partite. E, ovviamente, di vincere qualche trofeo”. Come detto, Biabiany ha chiesto di giocare con il 7. Altrimenti il 20 o il 99. I numeri che conteranno, però saranno quelli sul campo. Lui, che ha incrociato anche Mourinho, ha notato subito le differenze tra il lavoro del portoghese e quelle del professor Benitez: “Si corre di più”. L’unico che sembra non aver molta voglia è Balotelli: “Lo conosco bene. Calcisticamente è cresciuto, per il resto è sempre lo stesso”. Ecco, appunto.

Come l’UOMO RAGNO – “Ho fatto il secondo a Zenga (in B a Padova, stagione ’96-’97, ndr): forse è destino dovessi finire qui”. Luca Castellazzi, nato a Gorgonzola il 19 luglio 1975, ha il cuore gonfio di emozione: “Non pensavo di potermi emozionare a quest’età. E invece ieri ho provato una sensazione incredibile: arrivo su un altro pianeta”. Brescia e Sampdoria le esperienze migliori, l’infortunio a metà della scorsa stagione come tegola. La chiamata come vice- Julio Cesar per la consacrazione: “Un anno e mezzo fa Julio Cesar aveva parlato molto bene di me: non ci conoscevamo, era un parere disinteressato. Magari è servito per farmi arrivare. Di sicuro, farò il secondo al portiere più forte del mondo”. Da titolare a riserva, quale sarà il segreto? “Allenarsi pensando che alla domenica giocherai titolare: così si è pronti in ogni momento”. L’anno scorso Castellazzi ha stoppato l’Inter: “Ma si vedeva che appena decidevano di vincere, succedeva”. Il sogno nazionale, accarezzato, “ma Lippi non mi avrebbe portato, aveva già scelto comunque”. Castellazzi dovrebbe giocare con il 12, con Julio Cesar che potrebbe passare all’1. Nel caso in cui il brasiliano continui a preferire il 12, allora Castellazzi sceglierebbe la maglia numero 1: “Mica male giocare con la 1 nerazzurra. Poi quest’anno è piena di toppe!”.

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