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CIAO JOSÈ, GRAZIE

25 maggio 2010


Josè ha capito cos’era l’Inter quando Muntari segnò contro la Juve. 1-0, derby d’Italia vinto, entusiasmo, voglia di vincere al top. L’ha capito quel giorno, poi pian piano l’ha capito sempre di più. L’ha capito incazzandosi, gridando alla “prostituzione intellettuale”. Ha messo in guardia tutti, dicendo che l’Inter non aveva dietro i poteri forti, che avevamo contro un intero movimento. Esagerato? Forse, ma è innegabile è che l’aria fosse quella. Agli amministratori delegati che facevano la morale ha risposto gelandoli: “Conosco solo Monaco di Tibete“. A quelli che sistemavano a proprio piacere il calendario, rispondeva chiedendo al presidente della Lega Calcio di fare lo stesso per l’Inter, sorridendo ma non troppo. A chi gli predicava di vergognarsi per aver battuto la Lazio ha risposto a denti stretti, a muso duro: “Esigo rispetto da chi dorme in una culla di oro“.

La Gazzetta, sabato mattina, aveva messo la foto di Mou che si metteva la maschera del Mago Herrera. “Mago Mou, pensaci tu“. Ci ha pensato lui, davvero, portandoci a Roma, a Siena e a Madrid a vincere, soffrendo ma nemmeno tanto, quasi con naturalezza. Siamo diventati GRANDI, con Josè. Materazzi ha spiegato quando: “A Londra, con il Chelsea, lasciando a casa Balotelli”. Non un gruppo, una cosa unica. Che poi Mou mago lo è per davvero. La profezia Zero Tituli dura da due anni, l’sms scritto l’8 maggio da Berlino a Materazzi, che gli chiedeva: “Com’è il Bayern?”, è stato “Vinciamo 2-0”. Qual è la foto di Josè in questi due anni? Le manette, il bacio allo stemma, gli Zero Tituli? No, le lacrime. Le lacrime di Siena, le lacrime di Madrid. Le lacrime di uno che è diventato interista nel profondo, che ha dato il sangue per i nostri colori e che ci ha portato sul tetto d’Europa. Se Josè, in questi due anni, ha indossato una maschera, è stata quella dell’interista perfetto. Adesso torna a Madrid, magari, sicuramente anzi, indosserà la camiseta blanca con agilità. Ma una cosa, Zé Mario la sa: da nessuna parte, nemmeno al Chelsea, i tifosi l’hanno tanto amato. Grazie José.

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