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PERFEZIONISTA O SOLO PROFESSIONISTA?

1 aprile 2010

Riporto due passaggi della chat di Mourinho con i tifosi, in esclusiva per Inter Channel (la trovate qui). Fanno capire forse qual è il valore aggiunto dello Special One. L’ultima frase mi fa veramente pensare che Josè non sia solo un bravo comunicatore.

Quanto lavora Mourinho per preparare una partita? Quanto guarda una squadra per poter dire di avere le idee chiare?
“Cambia da squadra a squadra, ci sono squadre che bisogna veramente analizzare in un modo diverso, per esempio il Chelsea era una squadra che io conoscevo alla perfezione, sapevo tutto dei giocatori, però ho visto la gara di San Siro 7 volte e quando dico 7 volte, dico 7 volte non 90 minuti ma tre ore, perché fermo, mando indietro, vado avanti, perché volevo capire le cose, il modo in cui le due squadre si erano trovate una contro l’altra. Comunque dipende, abbiamo gente che lavora molto bene, José Morais, Michele Salzarulo, Gianfranco Bedin e gli altri insieme a lui, che fanno sempre un lavoro molto positivo. Però nell’ora della verità mi piace capire tutto. Ma adesso penso che c’è la gara col Bologna, che finirà alle cinque, e poi si cenerà e poi si andrà a casa, penso che dopo la partita inizierò subito a studiare la gara di Mosca, inviterò qualcuno a stare con me, Rui Faria, Daniele Bernazzani, e chissà, non si dormirà quella notte, ma si dormirà solo in aereo”.

Ieri Stankovic ci ha raccontato di Krasic, dicendoci che lui lo consoce, che se lo attacchi ti salta, se lo aspetti invece gli puoi sempre portare via la palla.

“Krasic è stato suo compagno di nazionale e ovviamente lui lo sa, però questo deve valere per tutti i giocatori che si affrontano. Ieri per esempio eravamo più preparati per giocare contro Gonzalez e invece ha giocato Mamaev, Maicon subito mi ha chiesto se era destro o mancino, e bisogna essere capace di rispondere. Gli ho detto che è uno che gioca con i due piedi senza problemi, gli piace più giocare sulla fascia sinistra, però è basicamente un destro, uno che ti viene dentro per tirare in porta, e questo tipo di informazioni individuali servono. Poi c’è un’informazione più globale, sul tipo di gioco che la squadra fa, e noi per esempio abbiamo analizzato con i giocatori solo partite del Cska giocando fuori casa, e l’allenamento che abbiamo fatto il giorno prima della partita è stato nei 20 metri di profondità perché sapevamo che il gioco sarebbe stato molto basso”.

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