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PROGETTO MOU, CI SIAMO?

17 marzo 2010

Dettagli che fanno la differenza, un po’ di fortuna e un pieno di personalità che non è sbocciato in risse, falli isterici o cartellini rossi. C’è chi sottolinea che però al Chelsea mancano tre, quattro rigori tra andata e ritorno. Vero. Alzi la mano però chi è andato a dire al Barcellona campione d’Europa, l’anno scorso, che in finale non ci doveva andare perché, corsi e ricorsi, al Chelsea mancavano due rigori. Solo Drogba, che non ci sta mai a perdere, ha provato a farsi giustizia, sia l’anno scorso che quest’anno. Finendo dietro la lavagna, con i cattivi.

Sfatata la maledizione dell’arbitro porta sfortuna Stark, l’Inter ha più che altro avuto il merito di stare in campo. All’andata, dopo il gol lampo di Milito, era riaffiorata la voglia di chiudersi, di aspettare, di non scoprirsi per non rischiare. Poi è arrivato il tocco di Mourinho: avanti due a uno, fuori un centrocampista e dentro Balotelli. 4-2-1-3, anche se in vantaggio. Lì l’Inter ha costruito la sua qualificazione. È stata la differenza che lo Special One ha portato.

Villareal, Valencia, Liverpool, Manchester. L’elenco era troppo lungo per non provare a giocarsela in un altro modo. L’anno scorso all’Old Trafford giocò Ibra punta unica Balotelli sulla linea dei centrocampisti. Ieri invece, ecco le tre punte più il trequartista dal primo minuto, anche se bastava portare a casa un pareggio. È stata una mossa tattica, certo. I terzini che non spingono, Eto’o e Pandev che rinculano, ok. Ma forse è stata la mossa psicologica che ha sbloccato Zanetti e compagni. Che per la prima volta, da anni a questa parte, sono entrati in campo sapendo esattamente cosa fare, in totale controllo, con una sicurezza che si è trasformata, soprattutto nel secondo tempo, in grandi occasioni da gol, fino al sigillo di Eto’o.

È solo il primo passo, però. L’Inter ha trovato la strada da seguire. Mourinho ha finalmente dato il suo tocco speciale. Lucio, Sneijder e Eto’o hanno alzato il livello tecnico, di personalità: adesso l’Inter entra nelle partite che contano, e riesce a starci. Il Barcellona e il Manchester sono ancora più forti. Ma per la prima volta anche i nerazzurri possono dire: queste sono le nostre partite.

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