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LA DIFFERENZA

10 gennaio 2010

Vado in ordine sparso, come mi vengono in mente: Inter-Samp 3-2, Inter-Roma 1-1, Dinamo Kiev-Inter 1-2, Inter-Parma 3-2. Più oggi, e molte altre. Cosa c’è di più sotto quella maglietta bluenera? Ci dev’essere per forza qualcosa. L’inno è ‘Pazza Inter’, la fame è tanta perché non si vinceva, ma i tifosi cantano solo quando si vince. Eppure, c’è qualcosa di più. Qualcosa che fa la differenza, che trasforma disfatte in vittorie. E tutto, quando il tempo è finito, quando gli altri si riempiono la bocca di un sorriso beffardo, diventa incredibilmente bello e impensabile. Nessuno poteva pensare a 3 gol in sei minuti contro la Samp, come nessuno poteva pensare nel miracolo di Kiev. Direte: è il calcio. Sì, ma non solo. Il Siena ha dominato, meritava di vincere. Aveva vinto, mancavano 2 più recupero. Poi ci si è messo l’olandese più forte che abbia mai giocato con l’Inter (bastano 4 mesi a superare Bergkamp, almeno come rendimento). Ma soprattutto ci si è messa, oltre alla fortuna, l’ostinazione e la voglia di vincere. Perché Samuel è un marcatore, un centrale vecchio stampo. Ha giocato terzino sinistro, non il suo ruolo. È finito a fare il centravanti della disperazione, quello del colpo di testa sul lancio dell’ave Maria. Poi gli è arrivata una palla lavorata di fino, Arnautovic, Milito mette giù, appoggio, Pandev rifinisce. Qui è entrata in gioco la scuola calcio: stop sull’interno, girandosi. Samuel l’ha fatto, in maniera elementare e perfetta. E poi ha incrociato un sinistro che neanche alla play. L’esultanza di un popolo che sembrava impazzito è giustificata. Non vale dire: non era mica il Chelsea. Non funziona, credetemi. Perché dovremmo pesare l’emozioni a seconda dell’avversario? È più bello vincere 5-0, mi chiedo, o come stasera? Non c’è neanche bisogno di rispondere. Perché la differenza è giocare male, ma vincere. È perdere, ma non arrendersi. È togliere Thiago Motta e mettere Stevanovic sul 2-3. È lasciare il difensore a fare la punta anche dopo il 3-3. È voler regalare alla gente un’emozione, una scarica che gli altri non sanno provare.  In tutto questo, grazie a Mou, ma grazie ai giocatori. Che aldilà degli aspetti tecnici, hanno la voglia e la convinzione di voler vincere, di provarci sempre e comunque. Chi non se la sente, chi trema, chi corricchia, chi si tira indietro, come Quaresma, ma soprattutto Thiago Motta, bene, si faccia da parte. All’Inter serve solo chi è disposto a sacrificarsi per ottenere quel di più che ti fa vincere come oggi. Quello che ti fa fare la differenza.

2 commenti

  1. Ieri sera, di ritorno dalla montagna inizio a vedere la partita dell’inter… subito Big Mac a segno (spero ora smettino tutti di dire che Lucio sia stato un grande colpo), poi l’argentino che come dico io… la mette sempre nella retina e l’olandese che ho sempre stimato salvano tutto…
    Ma Motta (che non ha il passo della grande squadra, se no stava a Barcellona) non filtra, Zanetti non è mai stato un terzino e qua non capisco Mourinho che secondo me lavora a caso Lucio: di Samuel terzino non parlerà nessuno perchè segna il 4 a 3… ma ha rischiato di farlo ridicolizzare…

    E’ vero ci si esalta tantissimo per queste rimonte ma non esaltare il tuo allenatore, non dirgli grazie. E’ vero l’Inter ieri era contata, ma l’allenatore ci mette del suo… squadra sbilanciata in avanti… niente filtro… Maicon pensa ai mondiali e non spinge… insomma tante problematiche non affrontate e poi vedere Samuel terzino mi ricorda Abidal centrale nella Francia o Roque Junior terzino destro nel Milan… Materazzi terzino sinistro (forse a Empoli???)

    Con l’Inter al completo, i centrocampisti a disposizione, mai le tre punte per non far giocare Mario… poi quando mancano le punte e a centrocampo sono contati modulo spregiudicato… poi alla fine gli va bene e ha ragione lui…
    Però paragona questa vittoria al gol di Iniesta a Londra la scorsa stagione… secondo te stessa esultanza, stessa emozione?


    • modulo spregiudicato perché non c’erano centrocampisti. e nemmeno terzini sinistri per spostare zanetti a centrocampo. infatti a fine primo tempo ha deciso di tornare al rombo, con zanetti stankovic motta e sneijder..ma deki si è fatto male subito ed è dovuto tornare alle tre punte, di cui una era arnautovic che non aveva mai giocato. poi motta l’ha tolto per disperazione. Samuel terzino lo aveva provato in allenamento, e anche secondo me è stato un errore, perché cordoba avrebbe avuto più passo di reginaldo. Però samuel rientrava da un infortunio e non voleva rischiarlo in mezzo.

      Lucio sbaglia tanto, ma ci fa giocare più alti e ha personalità, in casa con il barcellona e a kiev è stato il migliore in campo..con samuel forse si trova meglio, perché samuel lo copre di più, mentre cordoba è più marcatore..

      l’inter gioca meglio con il rombo. con le tre punte è fondamentale avere sia balotelli che eto’o perché fanno lavoro di raccordo sull’esterno di centrocampo..pandev lo fa abbastanza, però non possiamo pretendere chissà che cosa.. zanetti in mezzo è un mostro, ieri giocava da solo.. motta per me possiamo venderlo adesso, non ha grinta nè passo..fa solo falli e litiga con gli avversari. e non dà qualità, per ora.

      l’emozioni pesano a seconda dell’avversario? sarebbe una violenza sui proprio sentimenti: “rimonta col siena!!!” “eh però, è col siena, esultiamo di meno”.. non esiste. i brividi arrivano, sia col chelsea che col siena perché in due minuti passi dall’inferno al paradiso



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