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CORRI, DAVID

30 dicembre 2009

Raramente odio un calciatore della mia squadra. Dico calcisticamente. Però, in una stagione sono riuscito ad odiare Suazo come mai nessun altro. E sì che per prenderlo…che fatica! Il Milan si era inserito nella trattativa, ma il Mancio lo voleva a tutti i costi. E tutti lo volevamo: con Suazo, lo mettiamo gli ultimi 25 minuti e via di contropiede. Peccato che l’Inter non sia il Cagliari. La prima stagione una roba come 8 gol, da riserva. Ma non è il problema del rendimento, e neanche del comportamento fuori dal campo: una riserva silenziosa, mai lamentosa, che ha accettato alla grande – anche grazie ad uno stipendio esagerato – di starsene lì, buono. È anche andato al Benfica in prestito, giusto il tempo di eliminare il Napoli dalla Uefa e di rompersi mezzo ginocchio. Poi è tornato, a fare la quarta punta. Josè, che non lo poteva vedere, gli ha dato un’opportunità: visto che aveva accettato di andare in prestito, Suazo si è meritato la chance. Certo, si trattava di fare il quarto attaccante e di farsi vedere in quei pochi sprazzi. Il risultato? Sostituito per disperazione in coppa Italia contro il Livorno.

Il problema, grosso e da non sottovalutare, è che Suazo SCIVOLA. Come Scivola, direte? Scivola, cade, non sta in piedi. Non può giocare, e Mou credo se ne sia accorto, perché Suazo zampetta, e scivola. Non porta la palla, ci saltella dietro, e cade. O si incarta. Avrebbe dovuto essere la versione tecnica di Martins, si è rivelato addirittura più scarso tatticamente. Ed è un bel traguardo. Non fa un movimento corretto. E poi, dà la sensazione di non impegnarsi. Che se sbaglia un gol, vabbè, non importa. Nel 2008, finale secca di Coppa Italia a Roma, gioca titolare senza essere sostituito una partita così indegna, svogliata e vergognosa, da farmi promettere che non avrei mai più considerato un calciatore ddell’Inter Suazo. Quando quest’anno Josè l’ha buttato dentro in Champions con la Dinamo Kiev a San Siro, è riuscito a fallire un gol da 8 centimetri, più o meno. La sua velocità non è mai servita a risolvere una partita. Solo a incartarla.

Un giocatore così, trentenne, senza un briciolo di Inter nel suo cuore – altri calciatori dell’Inter non saranno interisti, ma almeno sono normodotati, calcisticamente parlando – va spedito, e in fretta. Per fortuna il Genoa se l’è preso. Magari farà sfracelli, ci segnerà contro a San Siro, vincerà la scarpa d’oro. O più probabilmente, alla prima palla buona, ci scivolerà sopra, rialzandosi con quel suo sorriso ebete. Corri David, lontano dall’Inter. Veloce!

3 commenti

  1. ahahahahah Lùùù, uno dei tuoi post migliori!!!! L’odio ti fa bene!!!! ahahahhahaah oddio muoiooooo


  2. NO LUCIAAAAA. Ma tu sei una specie di…oddio…com’è quella parola? GGENIO!
    Ti giuro che ho iniziato a leggere il post dicendo “Ora cerco una critica perchè altrimenti mi dice che lo lodo sempre”. E invece mi ritrovo a quotar Fabietto.

    cmq…con un po’ di impegno ho trovato un “Milaa” alla quinta riga.


  3. l’avevo in serbo da un po’…non potevo sopportarlo, sto cane di giocatore…mi son pure dimenticato di scrivere che nel 2007/2008, juve inter a torino (1-1 cruz-camoranesi) ha sebagliato 8 volte il gol del 2-0..sto pezzo di stronzo



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