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IL SOGNO DI KIKO

7 aprile 2009

Alessandro Malomo si starà mangiando le mani. Due anni fa giocava nelle giovanili della Lazio. Con lui, Federico Macheda, che faceva il trequartista. Un emissario del Manchester United arrivò a Roma: Malomo era l’osservato speciale. Macheda, però, impressionò l’uomo di Sir Alex. Ecco i primi contatti, ecco l’offerta irrinunciabile. Ecco lo “scippo”. Macheda vola a Manchester nell’estate 2007, sulle orme di Giuseppe Rossi. Un contratto da 80mila euro a stagione, tutta la famiglia al seguito con un posto di lavoro per il padre e una casa accanto a quella della famiglia Rossi.

Macheda, fino a ieri però, lo conoscevano in pochi. Nato a Roma, andato a crescere nelle giovanili dei Red Devils, Kiko – come lo chiamano negli spogliatoi – è nel giro della nazionale under-19. In settimana Sir Alex lo avverte: «Non vai in nazionale, domenica vieni in panchina». Al Manchester mancano 6 giocatori della prima squadra. All’Old Trafford arriva l’Aston Villa, bisogna vincere per respingere l’assalto al primo posto portato dal Liverpool. Sul 2-1 per i villans, al 60′, Ferguson decide che sì, è il momento di Kiko. Cristiano Ronaldo segna il 2-2 all’80′, ma al Manchester non basta. Serve un guizzo, un’invenzione.

Novantunesimo, Macheda prova il dribbling al limite. Viene fermato, la palla va in direzione di Giggs, che aspetta il movimento di Kiko. Che si smarca, riceve spalle alla porta, controlla di tacco mettendosi la palla sul destro e bum. Destro a giro sul palo lungo. Tre a due. Macheda impazzisce di gioia, con lui tutto l’Old Trafford. Corre verso le tribune, suo papà si butta giù e lo va ad abbracciare. Federico ha 17 anni e il suo sogno si realizza proprio lì, nel Teatro dei Sogni.

In sedici partite in squadra riserve, Macheda aveva già messo a segno dieci gol. Sembra scritta la parabola sportiva di questo piccolo fenomeno. Assomiglia tanto alla storia di Giuseppe Rossi. C’è un però, che rende amara la vicenda. Perché un giovane italiano di così belle speranze deve andare in Inghilterra per avere la sua occasione? È vero, Federico gioca nel Manchester United, la squadra migliore del mondo. Ma se Sir Alex sceglie di affidarsi ad un giovane italiano di 17 anni per vincere una partita decisiva per il campionato, perché nella serie A italiana si fa così fatica a dare spazio ai giovani? Forse è davvero il momento di decidere di investire sui giovani. Ma quante squadre in Italia proporrebbero ad un ragazzo di 16 anni un contratto da 80mila euro e un posto di lavoro per il padre?

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