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Effetto Mourinho: l’Inter affonda

5 marzo 2009


Forse era meglio non giocare, come aveva minacciato Josè Mourinho. Di sicuro i tifosi interisti avrebbero evitato volentieri di vedere la partita di Coppa Italia (Sampdoria-Inter 3-0). Il monologo dell’allenatore portoghese ha avuto solo effetti negativi: nella giornata di ieri è arrivato il deferimento della Giustizia sportiva (assieme a quello per Daniele De Rossi e Mario Balotelli). In serata, la Sampdoria ha passeggiato sopra un’Inter senza testa, senza spirito e senza attenzione. E coi nervi a fior di pelle. Basti pensare che anche capitan Zanetti si è lasciato andare ad un eccesso di nervosismo.

TRE SBERLE – Un 3-0, quello di Genova, che oltre a compromettere l’accesso alla finale per i nerazzurri, aggiunge altre crepe al delicato equilibrio del sistema di gioco dell’Inter. Che per la terza volta in stagione subisce 3 gol. Che per la terza partita di fila regala completamente il primo tempo agli avversari. Che come a Bergamo regala dei gol che lo stesso Mourinho ha definito «ridicoli».

DOV’È IL GIOCO? – L’Inter deve affrontare una delle settimane più delicate della stagione. Forse la più delicata. Sabato la trasferta di Genova, contro la banda Gasperini. Martedì la trasferta di Manchester, domenica 15 la Fiorentina. L’Inter ha bisogno di cambiare marcia. Il 3-4-3 di ieri sera è stato un esperimento dettato dall’esigenza di impiegare i calciatori meno utilizzati. Ma il rombo ereditato dalla gestione precedente, dopo l’aborto del progetto delle ali, ha consegnato un Inter più attenta a coprire e con gli stessi problemi di costruzione di gioco in fase di possesso.

UOMINI – Il ritorno degli uomini chiave è il primo passo verso la risalita. Mourinho, al termine della partita di ieri, ha commentato: «E poi mi chiedete perché giocano sempre gli stessi? La qualità delle riserve non è la stessa dei titolari. Ecco perché giocano sempre Santon, Cambiasso, Stankovic, Ibra». Un messaggio chiaro, che sa di epurazione verso chi è stato poco utilizzato o non ha convinto. Non si vedranno più Rivas, Obinna e molto probabilmente anche Mancini, Cordoba e Maxwell. Con il ritorno di Vieira, rischia anche Muntari.

REAZIONE – L’aspetto positivo è che l’Inter, dopo aver preso degli schiaffi, reagisce quasi sempre. Il secondo tempo col Manchester, la rimonta con la Roma e le numerosi occasioni di ieri – con Castellazzi bravissimo a respingere l’assalto di Crespo e compagni – lasciano abbastanza sereno Josè Mourinho. Regalare intere frazioni senza scottarsi è rischioso. La prima bruciatura l’Inter se l’è fatta ieri sera. Piccola, come la Coppa Italia. La prossima, in Champions, rischia di essere un’ustione.

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