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LA TRIVELA NON HA FUNZIONATO

3 febbraio 2009

Ricardo Quaresma, dopo essere diventato rosso di vergogna, con tutto San Siro che lo fischiava, è diventato blu. O meglio, Blues. Oggi, infatti, l’Inter lo ha ceduto in prestito fino a giugno al Chelsea di Felipe Scolari.

E adesso come li giustificherà Josè Mourinho i quasi 20 milioni di euro fatti spendere a papà Moratti per Quaresma? Adesso che il “Trivela” è stato scaricato, da vero bidone. Dopo che ha giocato il suo ennesimo spezzone inutile di stagione. Dopo che ha sbagliato un gol in stile Darko Pancev, altro brutto ricordo nerazzurro. Dopo che ha dato l’impressione di sentirsi addosso tutta la sfortuna del mondo a giocare per i propri tifosi.

Quando è arrivato, lo descrivevano così: portoghese, ala destra, capello ingellato, dribbling, colpi di esterno, velocità. Sembrano, sono, le caratteristiche di Cristiano Ronaldo. Il vero fenomeno portoghese. Quaresma, da sempre, è considerato il suo alter ego. O meglio, era considerato. Dopo la sfortunata, ma a quanto pare profetica, esperienza nel Barcellona, Quaresma, nei quattro anni al Porto, aveva incantato, ma a sprazzi. E, comunque, il campionato portoghese non ha mai consacrato definitivamente un calciatore ad alti livelli. Ora Ricardo, classe ‘83, deve ricostruirsi la carriera.

Eppure Mourinho quest’estate aveva fatto i capricci pur di averlo, constringendo Moratti a staccare l’ennesimo sanguinoso assegno, rinunciando anche al giovane Pelè. San Siro, da sempre luogo difficile per chi si fa condizionare, non è stato tenero dal momento in cui Quaresma ha pensato a dispensare “trivele” a caso. Senza essere mai utile, senza portare punti, senza entrare nell’ottica del gruppo. Ricardo si è cucito addosso, da solo, l’etichetta del bidone.

Se alle prestazioni horror del portoghese ci si aggiunge che Mourinho ha abbandonato il progetto 4-3-3 per tornare al rombo manciniano, dopo aver silurato anche il brasiliano Mancini, è facile capire perché l’Inter si sia disfatta dell’ingombro Quaresma. Nei prossimi sei mesi il portoghese sarà agli ordini di Felipe Scolari, suo ex ct della nazionale. Il Chelsea non naviga in buone acque. Il campionato inglese, forse gli si adatterà di più. Magari i tifosi non lo fischieranno al primo pallone toccato. Gli interisti invece, per un po’ possono stare tranquilli: nessuna “trivela” disturberà il loro sonno. Nessun rimpianto. Solo una speranza. Che a giugno, a Milano, arrivi un aereo da Londra. Dal quale scenderà, pronto per affrontare una nuova sfida, non la trivela, ma Didier Drogba.

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