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IL DIAVOLO PUO’ VENDERE L’ANIMA?

19 gennaio 2009
Quanti soldi sono 150 milioni di euro? Qualcuno ha fatto il conto: 180 km di banconote da 50 euro. E quanti sono 15 milioni di euro all’anno? Sempre questo appassionato di numeri ha risposto: 1736 euro all’ora, anche quando dormi. Centocinquanta milioni veri. Non come i “fantamilioni” con i quali ci divertiamo a giocare al Fantacalcio, costretti a fare i conti con le ristrettezze di un budget limitato.

Mansour Bin Zayed Al Nahyan, 38 anni, sceicco di Abu Dhabi, è il padrone del Manchester City. Pare che abbia un patrimonio di tremila miliardi di euro.
Altro che fantacalcio. La sua missione? Fare del City il club più importante del mondo, alla faccia dello United. Alla faccia di Abramovich, che per il suo Chelsea ha speso e dilapidato milioni su milioni pur di vincere. Ha vinto sì, ma solo in Inghilterra. Il sogno di conquistare l’Europa è stato negato da una pozzanghera. Quella sulla quale è scivolato cuor-di-leone John Terry. Proprio in finale. Proprio all’ultimo rigore.

Ma allora, Mansour Bin Zayed crede di potersi comprare anche i sogni? Forse. Di sicuro pensa di potersi comprare Kakà. Preso lui, poi potrebbero arrivare altri giocatori top. Se Kakà dovesse accettare l’offerta dello sceicco, sdoganerebbe il City. Robinho non è riuscito a dare una dimensione importante alla squadra allenata da Hughes. Ma dopo Kakà, si ha l’impressione che il City potrebbe ingaggiare chiunque.

Di fatto, il Milan ha accettato l’offerta del Manchester. Kakà si è trovato di colpo venduto dalla sua squadra, dalla sua famiglia. Non è stato tradito: un’offerta del genere non l’avrebbe rifiutata nessuno. Ricardo non avrebbe mai voluto trovarsi in questa situazione. Anche se diventerà il giocatore più pagato della storia. Il padre spinge per la conclusione dell’accordo: troppi soldi sono irrinunciabili.

Eccoci al punto. Se Kakà se ne andrà dal Milan, lo farà solo per i soldi. Che finiranno nelle sue tasche e in quelle della società. E i tifosi? E il suo Milan? E San Siro, la maglia rossonera numero 22? Si può mettere da parte tutto di fronte ai soldi, tanti soldi? Sabato sera Milan-Fiorentina è servita ai milanisti per dire che il loro Ricardo non si tocca. Quel «non si vende Kakà» cantato per due ore aveva un significato: la fede calcistica, l’affetto, la voglia di sognare che ti fa venire un giocatore speciale, non hanno prezzo. Kakà può scegliere: i soldi o il cuore. Lui, che povero non è, può decidere di essere felice con qualche milione di euro in meno. Per il bene del calcio.

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