Archive for agosto 2008

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OLIMPICA GIÀ AI QUARTI

11 agosto 2008

Secco 3-0 alla Corea, quarti assicurati

La legge del tre vale anche per la Corea. Gli azzurri di Casiraghi vincono ancora 3-0 e mercoledì con il Camerun si giocherà solo per stabilire il primo posto in classifica: a noi basta un pareggio per passare come primi. Sistemata la difesa con Motta a destra al posto di De Silvestri e Criscito a sinistra invece di De Ceglie e con Rocchi punta, l’Italia ha dominato i coreani, che si sono resi pericolosi per davvero solo una volta in tutto il match. Strepitosa la prova di Giuseppe Rossi: è un vero fuoriclasse. Il gol è tutto di rapidità e opportunismo, le magie che ha dispensato sono da campione vero. La festa è completata da Rocchi e Montolivo. L’Italia dà l’impressione di grande solidità, ma soprattutto di maturità. Potrebbe essere l’arma decisiva per arrivare fino in fondo e placare le esuberanze dei sudamericani.
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MILAN, ECCO IL DIFENSORE

8 agosto 2008

Vicinissimo l’acquisto del centrale Ivanovic

Mercato chiuso, nessun acquisto, stiamo bene così. Quando Galliani e Ancelotti lo ripetevano, a modi cantilena, come piace a loro, erano i primi a non credere a ciò che dicevano. Al Milan serve un difensore. E questa scoperta non è saltata fuori dopo il 5-0 subito contro il Chelsea. Semplicemente, il Milan non ha fase difensiva da troppo tempo. Questione di organizzazione di gioco, ma anche di uomini. Adesso come adesso, l’unico difensore in rosa è Bonera. Avessimo detto Baresi. Kaladze è out, Nesta ha seri problemi alla schiena, che preoccupano molto: qualcuno dice che nel caso dovesse essere operato, starebbe fermo almeno sei mesi. Non credo starà fuori tanto, ma sicuramente non è una garanzia. Maldini ha più di 40 anni e gioca al massimo 20 partite a stagione, peraltro di qualità sempre decrescente. Così la dirigenza si è decisa: si compra! Obiettivo più o meno dichiarato: Branislav Ivanovic. Il serbo, classe 1984, è al Chelsea dal mese di gennaio, ma non è mai sceso in campo in partite ufficiali. Centrale, terzino, pure centrocampista, il serbo è sulla bocca di tutti gli esperti da parecchio tempo. Inter e Juve erano sulle tracce del giocatore già nella passata stagione. Al Chelsea come detto non ha mai giocato, ma il ragazzo è davvero promettente. Il Milan così, mentre si dice già forte del sì del giocatore, è volato a Londra per trattare col Chelsea. Sicuramente il Milan spinge per un prestito per diritto di riscatto. Di sicuro ha bisogno come il pane di un giocatore forte di testa, rapido e col vizio del gol. Da sei mesi non gioca: perlomeno sarà fresco e con una grande voglia di giocare.
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OLIMPICA, TUTTO FACILE

7 agosto 2008

3-0 all’Honduras. Super-Giovinco

Troppo facile. 3-0 all’Honduras, che ha dato dimostrazione di una total sprovvedutezza. L’Italia ha fatto il suo, senza esaltare, ma soprattutto senza mai subire. Giovinco fa paura per classe e personalità. Il gol è stupendo, ma quello che meraviglia è la sicurezza e la costanza con cui parte in dribbling, facendo ammattire tutti. Non ha giocato Rocchi, ma Acquafresca lo ha ben rimpiazzato, sbagliando un po’, ma procurando due rigori: uno segnato da G. Rossi, l’altro proprio da lui. L’Honduras ha fatto in tempo anche a sbagliare un rigore. È un’Italia comunque ben messa in campo. Bocchetti è stato preferito a Coda, ma la retroguardia non è stata molto impegnata. Un po’ frenato De Silvestri. Bene Nocerino e Cigarini. Domenica c’è la Corea, che non suscita buoni ricordi. Ma quest’Italia fa stare tranquilli. A differenza del Brasile, che ha faticato per battere 1-0 il Belgio, che ha finito in 9. Decisivo Hernanes; Ronaldinho così così, Pato male. L’Argentina invece ha vinto 2-1 contro la Costa D’Avorio. In gol Messi, in barba al Barcellona.
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MOURINHO, ISTRUZIONI PER L’USO

6 agosto 2008

Un interessante e divertente ritratto scritto da chi conosce bene The Special One

(da My Tube di Enrico Franceschini, repubblica.it)

Dopo avere seguito da vicino Josè Mourinho, nei tre anni e un po’ che l’allenatore portoghese ha trascorso a Londra, ecco qualche consiglio e indicazione per interisti e non-interisti, insomma per gli italiani che da oggi avranno a che fare con lui.
AI GIOCATORI. Vi farà lavorare di più, sul campo e fuori. Vi farà studiare meticolosamente ogni avversario che dovrete marcare, e che vi marcherà. In compenso, cercherà di farvi divertire, in campo e fuori. Farà di tutto per creare un’atmosfera positiva e perfino allegra nello spogliatoio. Vi tratterà come un padre, o un fratello maggiore. Vi vorrà bene, a patto che seguiate le sue istruzioni e accettiate la sua filosofia (”la squadra viene prima del singolo”, l’ha ripetuta anche nella sua prima conferenza stampa a Milano), e cercherà di farsi benvolere. Ma, se i rapporti si guastano, non è uno che si spaventa o si tira indietro dai conflitti. Ne sa qualcosa Shevchenko, nonostante fosse raccomandato dal padrone, Abramovich.
AI TIFOSI. Vi trascinerà. Se vincerà qualcosa, magari vi tirerà la sua medaglia, regalandovela, come ha fatto col secondo titolo del Chelsea. Si rivolgerà alle gradinate e vi inciterà a tifare. Aprirà un rapporto con voi. Quanto ai tifosi avversari, vi stuzzicherà. Vi provocherà. Dopo un gol dell’Inter in trasferta in un clima particolarmente ostile, verrà magari davanti alle vostre gradinate mettendosi un dito davanti al naso, come per dire, “adesso chiudete il becco”. Si farà magari espellere per questo (è già capitato). E userà l’espulsione per dare ancora di più la carica alla sua squadra.
A PRESIDENTE E DIRIGENTI. Non avrà mai paura di dire la sua. Rispetterà chi lo paga, profumatamente, a patto di essere a sua volta rispettato come un allenatore che ha vinto molto e che oggi, tutto sommato, viene considerato il migliore e più vincente d’Europa, insieme al più anziano Ferguson. Chiederà di essere lasciato lavorare. Non esiterà a prendere su di sè le colpe di risultati deludenti, per proteggere i giocatori.
AGLI ARBITRI. Però spesso e volentieri dirà la sua opinione anche agli arbitri, e sugli arbitri. Farà polemiche sulle loro decisioni che non gli piacciono. Dirà che ha perso la squadra migliore, se l’Inter perde per una decisione arbitrale che lui troverà ingiusta. Si beccherà multe e squalifiche (è già successo). Continuerà lo stesso a dire quel che gli pare agli arbitri, e sugli arbitri.
AGLI ALLENATORI. Con quelli delle altre squadre organizzerà polemiche ad arte. Farà pretattica. Ingaggerà duelli verbali. Fa tutto parte del suo modo di attirare i fulmini su di sè, e lasciare in pace la squadra. Lui si sente di avere le spalle abbastanza larghe per sopportare, e per prevalere.
AI GIORNALISTI. Vi divertirete. Avrete materiale per titoli ad effetto ed editoriali. Non vi annoierete. Lui vi sarà simpatico o antipatico, ma finalmente sentirete un allenatore che parla come un uomo normale, che sa essere spiritoso, che non ripete sempre le stesse banali frasi fatte prima o dopo la partita.
AI PUBBLICITARI. Gli darete lavoro. A Londra Mourinho è diventato presto un personaggio. Ha il phisique du role del leader. Ha prestato il suo volto a pubblicità di liquori, di abbigliamento, di carte di credito. Lo ha aiutato il fatto di avere vinto subito e continuato a vincere, questo è vero. Ma sarebbe un bravo attore, probabilmente, anche fuori dal mondo del pallone.
AI VIGILI URBANI. Non prendetevela mai, in nessun caso, col suo barboncino. Anche se sporca dove è vietato e gira senza guinzaglio. Quando i poliziotti inglesi hanno provato a sequestrarglielo perchè aveva violato le norme sulla quarantena, Josè ha preferito farsi arrestare lui, piuttosto che consegnare il cagnolino. Che ha nascosto e ha fatto fuggire clandestinamente in Portogallo. E’ uno che non s’arrende davanti a niente: nemmeno davanti all’accalappiacani.
AGLI INTERISTI. Mancini aveva i suoi pregi, e qualche difetto. Ora scoprirete quelli di Mourinho. Sappiate solo una cosa: i giocatori e i tifosi del Chelsea, oggi, vi invidiano.
(da My Tube di Enrico Franceschini, repubblica.it)

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I POETI DEL GIOCO

5 agosto 2008

Tratto da “FUTBOL” di Osvaldo Soriano

Leggetelo, leggetelo per forza questo libro. Vi propongo un passo delle “Memorie del Mister Peregrino Fernandez”. Questo libro è un capolavoro.

…non è per niente lontano da quello che diceva il grande Tesorieri:
«Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse altri avreste potuto vedere se aveste osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio.
«Questi sono i profeti. I poeti del gioco».

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SE QUESTO È UN PORTIERE

4 agosto 2008

Chelsea-Milan 5-0, Kalac show

Quando Galliani inizia ad elencare i “grandi” portieri del Milan, dicendo anche la gerarchia stabilita, ogni volto mi rotolo per terra dalle risate: «Kalac è il portiere titolare, Abbiati il secondo e Dida il terzo». Dida! 4 milioni di euro all’anno, adesso si sta curando la schiena: d’altronde, un portiere che si fa portare via in barella dalla panchina per essere stato seduto male, è un buon investimento. Poi Abbiati: il meno peggio, meriterebbe di giocare senza dubbio. È sicuramente migliore degli altri due, anche se non è un portiere Top come Buffon, Frey, Julio Cesar, Sereni, Handanovic… vabbè, ne ha davanti un bel po’, però diciamo che si salva.
Poi arriva Kalac. Un genio. Dovete a tutti costi guardare il video qui sotto: giudicate non se è un portiere da Milan, ma se è un portiere. È vero, l’anno passato qualche parata l’ha anche fatta (sennò mettevano direttamente uno spaventapasseri), ma le papere non si sono sprecate anche la scorsa stagione: pure il tiro di Fabregas da 40 metri era una parata che un portiere normale avrebbe compiuto. Ieri poi ha coronato la sua carriera con la ciliegina sulla torta: gol in mezzo alle gambe, seguiro da scivolone simil-oratorio su retropassaggio. Più altri 3 gol in cui ha mostrato tutta la sua agilità da ex giocatore. Che rimanga pure titolare, almeno ci facciamo quattro risate. Ditelo a Galliani.
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SEGNATEVI QUESTI NOMI

2 agosto 2008

Uefa.com ha stilato la lista dei dieci migliori Under19 d’Europa


(da uefa.com) (nella foto: Silvano Raggio Garibaldi)

Archiviato il successo della Germania nel Campionato Europeo Under 19 UEFA 2007/08, i giocatori delle otto nazionali che hanno partecipato al torneo fanno rientro nelle rispettive squadre per preparare la nuova stagione. uefa.com ha scelto dieci nomi fra quelli che hanno impressionato maggiormente in Repubblica Ceca.

Mihail Aleksandrov (Bulgaria)
Il capitano della Bulgaria ha lottato senza risparmiarsi a centrocampo, sulla corsia sinistra. Intelligente in fase di possesso palla e combattivo.

Vlagyimir Komán (Ungheria)
Il capitano dei magiari ha agito da trequartista alle spalle dell’unica punta Németh. Ha svariato su tutto il fronte d’attacco, risultando pericoloso soprattutto in posizione centrale. Ha esibito un ottimo repertorio di passaggi e vorrà mettersi in mostra con l’UC Sampdoria.

Ben Mee (Inghilterra)
Il difensore centrale del Manchester City FC ha risolto i due problemi dell’Inghilterra in questo torneo. Richiamato in difesa dopo la prova incerta e i due gol subiti contro la Repubblica Ceca, ha garantito solidità contribuendo a mantenere inviolata la porta nelle partite successive. Inoltre, ha interrotto il digiuno di gol della squadra con un potente colpo di testa contro la Grecia.

Fran Mérida (Spagna)
Squalificato all’esordio nella sconfitta contro la Germania, il centrocampista ha confermato nelle partite seguenti le sue doti di specialista dei calci piazzati. Sontuoso contro la Bulgaria, è andato in gol con il piede ‘sbagliato’, il destro.

Tomáš Necid (Repubblica Ceca)
Trascinatore e autore di quattro reti. Micidiale nel concretizzare i calci da fermo. Due gol all’esordio contro l’Inghilterra e uno di testa che prova a cambiare la storia della semifinale. L’attaccante dell’SK Slavia Praha è stato un pericolo costante per i difensori.

Savio Nsereko (Germania)
Ammonito nei festeggiamenti dopo il gol decisivo contro i cechi, si fa ammonire e salta la finale, privando la Germania della sua spinta sulla sinistra. “Il miglior giocatore del torneo è stato a mio avviso Nsereko – ha dichiarato il direttore tecnico UEFA Roy Millar -. Può convergere e cercare il gol con il destro, oppure affondare e crossare con il sinistro”.


Stefano Okaka Chuka (Italia)

Non è andato in gol nel torneo, ma è stato il punto di riferimento dell’attacco degli Azzurrini. Alto, forte e veloce, l’attaccante ha recuperato molti palloni davanti. Dopo aver saltato l’esordio per squalifica, non ha più perso un minuto del torneo.

Kyriakos Papadopoulos (Grecia)
Maturità da veterano per il difensore centrale di appena 16 anni dell’Olympiacos CFP, decisivo contro l’Italia e baluardo della retroguardia ellenica nella gara in inferiorità numerica contro la Repubblica Ceca.

Silvano Raggio Garibaldi (Italia)
L’Italia ha scoperto cosa le mancava quando lo ha inserito nell’intervallo della gara contro l’Inghilterra. Il mediano del Genoa CFC, 19 anni, ha chiuso tutti gli spazi e si è reso anche protagonista dell’assist decisivo contro l’Ungheria in semifinale.

Richard Sukuta-Pasu (Germania)
Terminale d’attacco della Germania, è stato fra i protagonisti del successo finale grazie alla sua velocità e potenza. Autore di gol belli e importanti contro Spagna, Repubblica Ceca – all’ultimo minuto della semifinale – e Italia. Indicato dal tecnico della Germania Horst Hrubesch come una pedina fondamentale.