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IL CAPOLAVORO DI SENSI

18 agosto 2008

Se ne va il presidente della Roma. Che nel 2001 vinse e strabiliò

Quando muore un personaggio di spessore, si iniziano ad elencare i pregi, i ricordi positivi, gli affetti e gli aneddotti più simpatici. Io di certo non mi unisco, non potendo giudicarlo, dal basso del mio punto di osservazione. Mi limito ad una considerazione. Leggete questi nomi:

Antonioli; Cafù, Aldair, Samuel, Zago, Candela; Emerson, Tommasi; Totti, Montella, Batistuta.
E inoltre: Amelia, Lupatelli – Zebina, Rinaldi, Mangone – C. Zanetti, Di Francesco, Nakata, D’Agostino, Guigou – Delvecchio, Poggi, Balbo.
All.: Fabio Capello.

Vinsero uno scudetto giocando in maniera fantastica dopo una rimonta entusiasmante sulla Juve. E detto da me che ultimamente non amo profondamente i giallorossi, è una candida certificazione di “GRANDE SQUADRA”. Fu il capolavoro del presidente Sensi, quello di mettere in piedi una squadra mitica, allenata dall’uomo giusto. Batistuta-Totti-Emerson-Samuel-Cafù-Aldair: mostri sacri, al servizio della Roma e del presidente, Franco. Al quale i propri giocatori cercheranno di dedicare la Supercoppa di domenica. Ma che per tutti rimarrà nei ricordi come il presidente di quella grande squadra. La firma più bella che un presidente può lasciare ai propri tifosi.

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