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MOURINHO, ISTRUZIONI PER L’USO

6 agosto 2008

Un interessante e divertente ritratto scritto da chi conosce bene The Special One

(da My Tube di Enrico Franceschini, repubblica.it)

Dopo avere seguito da vicino Josè Mourinho, nei tre anni e un po’ che l’allenatore portoghese ha trascorso a Londra, ecco qualche consiglio e indicazione per interisti e non-interisti, insomma per gli italiani che da oggi avranno a che fare con lui.
AI GIOCATORI. Vi farà lavorare di più, sul campo e fuori. Vi farà studiare meticolosamente ogni avversario che dovrete marcare, e che vi marcherà. In compenso, cercherà di farvi divertire, in campo e fuori. Farà di tutto per creare un’atmosfera positiva e perfino allegra nello spogliatoio. Vi tratterà come un padre, o un fratello maggiore. Vi vorrà bene, a patto che seguiate le sue istruzioni e accettiate la sua filosofia (”la squadra viene prima del singolo”, l’ha ripetuta anche nella sua prima conferenza stampa a Milano), e cercherà di farsi benvolere. Ma, se i rapporti si guastano, non è uno che si spaventa o si tira indietro dai conflitti. Ne sa qualcosa Shevchenko, nonostante fosse raccomandato dal padrone, Abramovich.
AI TIFOSI. Vi trascinerà. Se vincerà qualcosa, magari vi tirerà la sua medaglia, regalandovela, come ha fatto col secondo titolo del Chelsea. Si rivolgerà alle gradinate e vi inciterà a tifare. Aprirà un rapporto con voi. Quanto ai tifosi avversari, vi stuzzicherà. Vi provocherà. Dopo un gol dell’Inter in trasferta in un clima particolarmente ostile, verrà magari davanti alle vostre gradinate mettendosi un dito davanti al naso, come per dire, “adesso chiudete il becco”. Si farà magari espellere per questo (è già capitato). E userà l’espulsione per dare ancora di più la carica alla sua squadra.
A PRESIDENTE E DIRIGENTI. Non avrà mai paura di dire la sua. Rispetterà chi lo paga, profumatamente, a patto di essere a sua volta rispettato come un allenatore che ha vinto molto e che oggi, tutto sommato, viene considerato il migliore e più vincente d’Europa, insieme al più anziano Ferguson. Chiederà di essere lasciato lavorare. Non esiterà a prendere su di sè le colpe di risultati deludenti, per proteggere i giocatori.
AGLI ARBITRI. Però spesso e volentieri dirà la sua opinione anche agli arbitri, e sugli arbitri. Farà polemiche sulle loro decisioni che non gli piacciono. Dirà che ha perso la squadra migliore, se l’Inter perde per una decisione arbitrale che lui troverà ingiusta. Si beccherà multe e squalifiche (è già successo). Continuerà lo stesso a dire quel che gli pare agli arbitri, e sugli arbitri.
AGLI ALLENATORI. Con quelli delle altre squadre organizzerà polemiche ad arte. Farà pretattica. Ingaggerà duelli verbali. Fa tutto parte del suo modo di attirare i fulmini su di sè, e lasciare in pace la squadra. Lui si sente di avere le spalle abbastanza larghe per sopportare, e per prevalere.
AI GIORNALISTI. Vi divertirete. Avrete materiale per titoli ad effetto ed editoriali. Non vi annoierete. Lui vi sarà simpatico o antipatico, ma finalmente sentirete un allenatore che parla come un uomo normale, che sa essere spiritoso, che non ripete sempre le stesse banali frasi fatte prima o dopo la partita.
AI PUBBLICITARI. Gli darete lavoro. A Londra Mourinho è diventato presto un personaggio. Ha il phisique du role del leader. Ha prestato il suo volto a pubblicità di liquori, di abbigliamento, di carte di credito. Lo ha aiutato il fatto di avere vinto subito e continuato a vincere, questo è vero. Ma sarebbe un bravo attore, probabilmente, anche fuori dal mondo del pallone.
AI VIGILI URBANI. Non prendetevela mai, in nessun caso, col suo barboncino. Anche se sporca dove è vietato e gira senza guinzaglio. Quando i poliziotti inglesi hanno provato a sequestrarglielo perchè aveva violato le norme sulla quarantena, Josè ha preferito farsi arrestare lui, piuttosto che consegnare il cagnolino. Che ha nascosto e ha fatto fuggire clandestinamente in Portogallo. E’ uno che non s’arrende davanti a niente: nemmeno davanti all’accalappiacani.
AGLI INTERISTI. Mancini aveva i suoi pregi, e qualche difetto. Ora scoprirete quelli di Mourinho. Sappiate solo una cosa: i giocatori e i tifosi del Chelsea, oggi, vi invidiano.
(da My Tube di Enrico Franceschini, repubblica.it)

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