Archive for giugno 2008

h1

ALLA TURCHIA SERVE UN ALTRO MIRACOLO

25 giugno 2008

Germania-Turchia è la prima semifinale

Hanno segnato all’ultimo minuto con la Svizzera, eliminandola. Hanno segnato 3 gol in 15 minuti con la Repubblica Ceca, eliminandola. Hanno subito gol al 119′ con la Croazia e sono stati in grado di pareggiare, vincere ai rigori e conquistare la semifinale. Dove può arrivare questa Turchia? Già capace di giungere terza al Mondiale di Corea e Giappone, la squadra dell’imperatore Terim è quella che ha regalato le emozioni più grandi di questo Europeo. Si troverà di fronte una Germania carica dopo la vittoria sul Portogallo. Tedeschi che hanno silurato il paracarro (per ora) Gomez, rispolverando il pimpante Schweinsteiger. E che come sempre, vanno fino in fondo, non mollano mai, e sono abituati a giocare queste partite.
I turchi, per passare, dovranno realizzare l’ennesimo miracolo. Tra infortuni e squalifiche, Terim avrà a disposizione non più di 13/14 giocatori: sono squalificati Tuncay Sanli, Arda Turan, Volkan Demirel e Emre Asik; gli infortunati sono Emre Gungor e Nihat Kahveci; quelli in dubbio sono Servet Cetin, Tumer Metin, Ayhan Akman ed Emre Belozoglu. Quest’ultimo è stato escluso dalla rosa per un litigio con Terim, e non verrà schierato. La Turchia è così ridotta all’osso, a tal punto che nei giorni scorsi si è ventilata l’ipotesi che il terzo portiere, nell’evenienza, verrà schierato come giocatore di movimento, probabilmente in attacco. Sarebbe la ciliegina sulla torta alle follie continue che ci regala questa nazionale. Che magari non vincerà stasera, ma di sicuro ci ha fatto divertire tantissimo.
h1

NUOVI LAVORI IN CORSO

24 giugno 2008

Cari lettori,

dato che la nuova veste grafica del blog non ci ha soddisfatto abbiamo deciso di fare un ulteriore ( e questa volta definitivo lo promettiamo) cambiamento. Vi consegneremo un Calciofilia sfavillante entro stasera, promesso! Ci scusiamo per il disagio…

A presto su Calciofilia!

h1

LE PAGELLE DI ITALIA-SPAGNA

23 giugno 2008

Toni un disastro, Chiellini il migliore

Buffon 7 – Muro insuperabile, graziato anche dal palo. Le serie di rigori non sono la sua specialità: ne para uno, ma non basta. Resta il miglior giocatore italiano.
Zambrotta 5,5 – Il centrocampo asimettrico di Donadoni non lo aiuta, si trova sempre a fronteggiare qualcuno dalla sua parte, così non può spingere.
Panucci 6,5 – Non sbaglia niente, sempre puntuale, una garanzia.
Chiellini 8 – Prestazione superlativa, blocca Villa e Torres, agonismo e scelta di tempo, partita perfetta. Come spesso accade, quando il migliore è un difensore, c’è qualcosa che non va.
Grosso 6 – Non è dirmopente come al solito, ma qualche cross interessante lo mette. Lui poi si ricorda di Berlino e segna il rigore.
De Rossi 6 – Fondamentale frangiflutti davanti alla difesa, pecca un po’ in fase propositiva. Deva cambiare metodo nel calciare i rigori: anche i bambini sapevano che avrebbe tirato lì.
Ambrosini 6 – Per l’impegno e l’abnegazione. Ma quando si tratta di impostare, è un problema. Dà tutto quello che ha, generoso.
Aquilani 4,5 – Chi l’ha visto? Inesistente, impalpabile, andava tolto prima. Non ci si ricorda un passaggio o una sola giocata buona. Bocciato. Gli spagnoli parietà sono già giocatori affermati.
Perrotta 4,5 – Non gli si può dare addosso la croce: trequartista pur, in un rombo, non può giocare. Anzi, è dannoso.
Cassano 6 – Costretto dalla follia di Donadoni a giocare sulla fascia sinistra a 50 metri dalla porta. Fa quello che può, ma quando imbrocca la giocata, ha ancora 40 metrio di campo da fare. Genio sprecato.
Toni 4 – Quattro partite, zero gol. I dubbi che gli riempiono la testa lo fanno diventare un brocco qualunque. Mette tanta buona volontà, ma alla fine insistere su di lui è stato controproducente.
Camoranesi 6,5 – Doveva giocare. Cambia marcia, corre, sfiora il gol. Segna il rigore. La sua miglior partita.
Di Natale 5 – Se passati i trentanni giochi ancora nell’Udinese, ci sarà un motivo? Sul dischetto ci va con la coda tra le gambe e lo sguardo impaurito: la parata di Casillas è la logica conseguenza.
h1

TORNIAMO A CASA

23 giugno 2008

Sconfitti ai rigori: sbagliano De Rossi e Di Natale

È finita la magia di Berlino. O forse, con Donadoni, la magia non c’è mai stata. Però in fondo, ricordando l’estate del 2006, credevo che l’Italia fosse ormai imbattibile, sempre vincente nonostante il gioco approssimativo, più forte della sfortuna, capace dei quotidiani miracoli che ci permettevano di andare avanti. E invece abbiamo giocato un quarto di finale indegno: è vero, abbiamo avuto le due occasioni migliori della partita, ma sinceramente abbiamo fatto una brutta figura. Abbiamo deciso di giocarcela ai rigori sin dal primo minuto, e i rigori ci han detto male. Il nostro uomo migliore è stato Chiellini. Toni non ha segnato un gol in quattro partite. Il modulo di ieri sera mi ha lasciato perplesso: abbiamo vinto un mondiale giocando con Camoranesi a destra e adattando Perrotta a sinistra, dando più solidità al centrocampo. Ieri ci siamo schierati con De Rossi davanti alla difesa, Aquilani centrodestra e Ambrosini centrosx, con Perrotta trequartista puro (cioè non nel ruolo suo abituale), con Cassano che giocava in fascia sx più o meno sulla linea di metà campo e Toni 50 metri più avanti. Abbiamo tenuto lontano Cassano volutamente per limitare Sergio Ramos, e ci siamo trovati senza idee là davanti: il buon Antonio ha fatto quello che poteva, saltava l’uomo e aveva ancora 40 metri di campo davanti. Insistere su Toni è stato deleterio: ai Mondiali ha segnato 2 gol per misericordia contro l’Ucraina. Qui non ha mai segnato (tolto il gol annullatogli contro la Romania) e tante volte è sembrato più un peso che un valore aggiunto. Anche la protezione del pallone è servita a poco, se è vero che sono mancati i giocatori in appoggio, almeno fino a quando sono entrati Di Natale e Camoranesi.
Ai rigori De Rossi ha voluto tirare come tira sempre, ma Casillas lo sapeva e lo ha aspettato lì. Mi sorgono dei dubbi sulla tenuta mentale di questo grande giocatore, che anche con il Manchester sbagliò un rigore di vitale importanza. Il rigore di Di Natale è incommentabile e comunque sbaglia Donadoni: il quarto rigore è quello più importante, perché spesso il quinto non lo tiri neanche. Lippi ai Mondiali scelse Del Piero come quarto rigorista. E gli andò bene. Lippi? Eh sì, proprio lui. È già sulla via di ritorno. In fondo si è pentito anche lui di aver lasciato. Adesso ha un compito difficile: RIFONDARE, svecchiando, una Nazionale incerottata e delusa.
h1

ITALIA-SPAGNA SECONDO SCONCERTI

22 giugno 2008

Un editoriale che speriamo sia di buon auspicio

Siamo alla vigilia di un match difficile e fondamentale. Io ci credo. Gli spagnoli rischiano di confermare la loro fama di eterni incompresi e temono molto la nostra esperienza. Noi siamo in crescita, anche se ci mancherà Pirlo. Abbiamo un dannato bisogno di Toni, deve sbloccarsi assolutamente. Cassano ha grandi responsabilità, speriamo tiri fuori il carattere. De Rossi dev’essere il nostro faro. Io ho sensazioni positive, vedremo come finirà. Come sempre ecco il nostro quote dello Sconcerti-pensiero, speriamo sia di buon auspicio. Forza azzurri.

Al di là di chi sarà l’ultimo giocatore che Donadoni sceglierà, su questa partita resta valida una considerazione universale: la Spagna per l’Italia è l’avversario ideale. Non sto dicendo che vinceremo, la situazione anzi è un po’ confusa, non si è ancora visto l’Italia giocar bene, si arriva alla quarta partita senza aver segnato un gol su azione e nell’eliminarsi la Francia ha avuto più meriti di noi che l’abbiamo eliminata. La Spagna è una grande squadra, probabilmente la migliore degli ultimi quarant’anni, ma resta il fatto che gioca come piace a noi, si adatta perfettamente alle nostre caratteristiche e alla nostra cultura. Noi siamo il guanto della sua mano.

Non è un caso se non ci batte da 88 anni pur essendo con noi e gli inglesi il più potente movimento calcistico del mondo. La partita è già scritta e la faranno loro. Nostri saranno i particolari. Loro giocheranno, a tratti domineranno. Noi li aspetteremo e ripartiremo. Non è difficile. Giochiamo sempre così in Italia, qualunque modulo si attui. La stessa Roma che sembra avere metodi nuovi, in realtà è modernissima per come sa ripartire. E forse è naturale che si stia andando proprio verso il blocco romanista a centrocampo (Aquilani-De Rossi-Perrotta) più un altro legittimo mediano, Ambrosini.

Loro sono però forti dove noi lo siamo meno. Panucci e Chiellini centrali non sono un reparto, fanno semplicemente la partita. Torres è un incrocio tra un attaccante potente e uno veloce, ha caratteristiche che Panucci non ha più e Chiellini non avrà mai. Il pericolo è lì, l’intera differenza di questa Spagna è nei suoi attaccanti (più Senna). Giocatori come Iniesta, Xavi, Xabi Alonso, lo stesso Silva, sono ottimi, ma di questo genere la Spagna ne ha avuti molti. Non ha mai avuto invece attaccanti. Mai un Riva, un Baggio, o Totti, Signori, Rossi, Inzaghi. Questo l’ha sempre fermata sulla porta dei risultati.

Non avendo attaccanti si è abituata a farne a meno. Gioca molto orizzontale, tiene il pallone, cerca l’azione massiccia quanto noi siamo concreti e profondi. Detto questo la Spagna è più squadra di noi, ma non è un merito, è una necessità. Dovendo portare il pallone deve cambiare poco. Noi infatti cambiamo ogni partita (per urgenza o virtù) perché siamo contrari a un destino vasto. Loro pensano che la coscienza di un traguardo arrivi da lontano. Noi siamo per un miracolo a partita, ogni volta una finale.

La nostra costruzione del successo è sempre appesa alla disperazione. È per come sappiamo navigare a vista nel loro opposto che siamo il loro problema da quasi un secolo. Loro hanno Villa che ha segnato da solo più di tutta l’Italia messa insieme. Ma proprio per questo è più probabile sia il tempo di Toni che non ha ancora fatto un gol. Loro sono uguali a se stessi, noi facciamo «debuttare» Aquilani, teniamo in panchina il cannoniere del campionato (Del Piero) e puntiamo su un loro scarto (Cassano). Sinceramente credo che loro siano i favoriti, hanno più diritti di noi su questa partita, se li sono guadagnati. Hanno nella somma anche più qualità media di noi. Ma noi conosciamo il mestiere, abbiamo dentro i tempi del calcio. E li possiamo battere.

Mario Sconcerti
22 giugno 2008

h1

MATIAMOLI

22 giugno 2008

Villa e Torres fanno paura, ma ce la possiamo fare

Non credo alla cabala, al fatto che sono passate le seconde del girone. Considero, piuttosto, rilevante il fatto che le squadre come Olanda, Croazia e Portogallo abbiano fatto riposare i titolari, spezzando il ritmo di una gara ogni 3 gg, per poi soccombere. Noi siamo in forma crescente, sebbene stasera giocheremo senza Gattuso e Pirlo. La Spagna, il suo picco, l’ha raggiunto al debutto contro la Russia. Magari mi sbaglio, perché più della condizione fisica contano gli episodi. Della Spagna temo i due centravanti: Villa-Torres contro Chiellini-Panucci è sinceramente difficile da considerare come un due contro due alla pari. Per il centrocampo, non ci vedo così inferiori, sebbene sulla carta gli spagnoli siano più forti: il blocco Roma (De Rossi, Aquilani e Perrotta) ai quali si aggiunge Ambrosini, è solido e frizzante al punto giusto. La difesa spagnola è attaccabilissima: Sergio Ramos è un fenomeno, ed è l’unico che mi fa veramente paura. Per il resto, Marchena Puyol non sono certamente dei fulmini: Cassano e Toni possono far male. A portieri noi siamo tranquilli, ma anche Casillas non scherza.
Sarà dura vincere, ma non impossibile. L’esempio della Germania col Portogallo è fresco fresco. Potrebbe non vincere chi è tecnicamente più forte, ma chi è più abituato a queste partite.
h1

MIRACOLO RUSSO

22 giugno 2008

La Russia di Hiddink vola in semifinale: 3-1 all’Olanda

Non mi innamoro facilmente di un calciatore: ci sono delle caratteristiche, delle qualità, che me lo fanno sentire mio, che si avvicinano al mio modo di vedere il calcio. E allora, lo adotto nella cerchia dei miei preferiti. Tra i quali ci sono Ronaldo, Vieri, Dalmat, Stankovic, Perrotta. Dalla finale di UEFA, ne ho aggiunto un altro. Andrei Arshavin: fece due assist-gol al bacio e lo Zenit vinse la coppa. Ora, dopo le due giornate di squalifica, ha trascinato in semifinale la Russia. Che ha il miglior allenatore del mondo, Hiddink. Talmente bravo da rifilare il 3-1 dts all’Olanda dei pazzeschi Orange, ammirati da tutto il mondo. L’allenatore è un fenomeno, fa giocare la squadra con un’organizzazione di gioco mai vista. I giocatori sono perfetti nello scacchiere predisposto. Pavlyuchenko ha segnato 3 gol in quattro partite, una media ottima. Ma soprattutto, la Russia può schierare Arshavin: corre come Perrotta, ha gli assist del miglior Pirlo e segna come un attaccante vero. E trascina la Russia in una semifinale che sa tanto di miracolo.