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L’ITALIA DEL TRAP

14 giugno 2008

Pareggio con la Romania e incubo biscotto

Quindici occasioni da gol, Un gol annullato regolarissimo, un rigore contro a dieci dalla fine parato miracolosamente da Gigi Buffon. Un gol concesso per una distrazione da oratorio di Zambrotta. Tanta buona volontà, tanta grinta, tanta voglia di vincere, ma alla fine si rimane con un pugno di mosche, appesi ad una nostra vittoria che non potrebbe bastare, con l’incubo di un altro biscotto indigesto che potrebbero confezionare Olanda e Romania.
Cambiare 5 uomini da una partita all’altra significa: 1) non avere le palle per fare il ct; 2) ammettere chiaramente di aver sbagliato in pieno la formazione della prima partita. La formazione di ieri era la migliore, ma siamo stati traditi soprattutto dalla scarsa vena di Camoranesi e da un Del Piero che pur avendo iniziato bene, non ha regalato nessun guizzo vero, cosa che ha fatto, e alla grande, Cassano, che ora merita una maglia da titolare. Il migliore in campo, oltre a Buffon, mitico, è senza dubbio Grosso: ha spinto con continuità e ha salvato in scivolata due gol fatti. Spiace per Toni, che si batte come un leone, ma che manca di un pizzico di lucidità. Il gol lo fa, e glielo annullano: siamo cornuti e mazziati. Prendiamo gol irregolari e ci tolgono quelli buoni. Sembriamo di colpo tornati indietro di quattro anni. Sfortunati, generosi e quasi eliminati.

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